Burkina Faso, che succedera?
dalla redazione - Roma, 5 novembre

Il Burkina Faso sta attraversando momenti di caos e di tensione. Nelle ore successive alla presa di potere da parte del colonnello Isaac Zida migliaia di persone si sono riversate sulle strade di Ouagadougou, la capitale, per manifestare contro Zida.
Dura è stata la repressione dell’esercito, pare ci sia stati almeno cinque morti e diversi feriti, che ha disperso i manifestanti. I militari hanno anche preso il controllo della radiotelevisione nazionale
In questo scenario che lo vede contestato dalla piazza e sottoposto a pressioni internazionali, il colonnello Zida si è affrettato a garantire una transizione “in ambito costituzionale”. Così, incontrando il corpo diplomatico presente a Ouagadougou il nuovo uomo forte del Paese del cotone ha detto che “il potere esecutivo sarà guidato da un organismo di transizione in un quadro costituzionale” e che “l'organo di transizione sarà diretto da una personalità designata in modo consensuale da tutti gli attori della vita nazionale”.
Intanto l'Unione Africana (Ua) ha dato oggi due settimane di tempo all'esercito del Burkina Faso per ridare il potere ai civili. Simeon Oyono Esono,  capo del Consiglio di pace e sicurezza dell'Unione Africana ha dichiarato: “chiediamo alle forze armate di consegnare il potere alle autorità civili e il Consiglio ha deciso che questo trasferimento dovrà avvenire entro due settimane”.
Altra decisione presa dall’Unione è stata quella di designare l'ex premier del Togo, Edem Kojo, quale inviato speciale per la crisi in Burkina Faso.
Adesso il rischio è che la rivolta popolare che ha deposto il padre padrone Compaoré non faccia altro che affidare il potere ad un altro dittatore, identificato ora nel colonnello Zida e più avanti chissà.
Francia e Stati Uniti, amiche di Compaorè, che è stato un vero ambasciatore dei due Paesi nell’Africa occidentale e non solo, stanno a guardare con apparente distacco in quanto in fin dei conti poco importa chi eserciti il potere in Burkina Faso, l’importante è che non sia un jihadista. Anzi, dato che le forze armate burkinabè sono addestrate da occidentali e hanno in dotazione anche armi americane, meglio che sia l’esercito a governare.
Intanto, in attesa dell’evolversi degli eventi, merita una particolare citazione l’appello che il movimento “Le Balai Citoyen” ha lanciato su Facebook volto a raccogliere fondi da destinare a coloro che sono rimasti feriti durante gli scontri che hanno portato alla cacciata di Compaoré e necessitano di cure mediche. Non sappiamo quanto sta fruttando l’iniziativa, ma in meno di ventiquattro ore i “mi piace” sono stati circa 250 e le condivisioni oltre 120.



Burkina Faso: “spazzato” via Compaoré
dalla redazione - 1 novembre 2014

E così, dopo ventisette lunghi anni, la protesta popolare scoppiata in Burkina Faso ha “spazzato” via il presidente, o meglio il padre padrone del Paese, Blaise Compaoré. Questa volta al “Beau Blaise” (Biagio il Bello) non è riuscito il giochetto, peraltro molto diffuso tra i suoi colleghi africani, di cambiare la Costituzione per candidarsi e ottenere, con i consueti brogli, l’ennesimo mandato.
Campaore_e_GheddafiI militari, accogliendo l’invito dell’opposizione e, soprattutto, della piazza, hanno sciolto Governo e Parlamento e costretto alle dimissioni Compaoré che sembra essere fuggito in Costa d’Avorio.
Compaoré in un comunicato trasmesso dalla televisione locale BF1, aveva reso noto di lasciare il potere “con l'intenzione di preservare le conquiste democratiche e la pace sociale” ed aveva dichiarato “che il potere é vacante in modo da permettere la realizzazione di una transizione che deve sfociare in elezioni libere e trasparenti nel tempo limite di 90 giorni”.
Un gran bel discorso, ma certamente poco convincente a giudicare dall’operato da lui svolto durante i ventisette anni di esercizio di potere.
Il potere, quindi, è passato nelle mani del colonnello Isaac Zida, numero 2 della guardia presidenziale, che ha assunto le responsabilità di capo dello Stato di transizione in Burkina Faso e (pare) potrà contare sull’appoggio unanime dell’esercito.
Il colonnello si è presentato dicendo di assumere “d'ora in poi le responsabilità di capo transitorio e di capo dello Stato per assicurare la continuità dello Stato” nonché “transizione democratica tranquilla”.
In un primo momento sembrava che dovesse essere il generale Honorè Traorè, capo di stato maggiore, a succedere a Compaoré, ma le vicende delle ultime ore hanno coronato il colonnello Zida.
I disordini di questi giorni hanno provocato almeno trenta morti ed oltre cento feriti, principalmente nella capitale del Paese Ouagadougou. Le abitazione e le proprietà dei famigliari e di esponenti politici vicini al presidente deposto sono state prese di mira dai manifestanti che, nonostante il coprifuoco notturno imposto dai golpisti, hanno saccheggiato e colpito tutto quanto fosse riconducibile a Compaoré e compagnia. In particolare sono stati presi d’assalto beni di Francois Compaorè, fratello del  presidente deposto, che possiede vari depositi di riso ed è proprietario della CorisBank.
Emile Pargui Pare, leader dell’opposizione a Compaoré ha detto che “ci sono state le primavere arabe, questa è la nostra primavera nera” ma la situazione comunque resta delicata e soltanto l’evolversi delle vicende nei prossimi giorni stabilirà se la “primavera nera” segnerà il cambiamento del Paese del cotone.
L’epilogo a cui si è giunti negli ultimi giorni è quello di una storia iniziata circa un anno fa con la “rivolta delle scope” orchestrata (nel vero senso della parola) da “la Balai Citoyen”. Scope che sono presenti nelle piazze del Burkina Faso anche in queste ore, che oltre a esprimere la voglia della gente di fare pulizia richiamano alla figura di Thomas Sankara, il “Che Guevara africano” che fu ucciso nel 1987 durante un golpe organizzato niente proprio da Blaise Compaoré.
Anche per questo, sui social viene veicolato questo messaggio “L’esprit de Sankara plane sur le Faso.



Burkina Faso: dalla musica il cambiamento

dalla redazione - 31 ottobre 2014

Il rap ed il reggae hanno un ruolo importante nelle vicende che in questi giorni stanno interessando le piazze del Burkina Faso.
le_balai

















Anche se quest’affermazione può sembrare quantomeno curiosa, le cose stanno veramente così. Infatti, due musicisti del Burkina Faso hanno dato vita nel luglio del 2013 a un movimento dal nome Le Balai Citoyen (letteralmente La Scopa Cittadina) contro Blaise Compaorè, colui che da ventisette lunghi anni è il padre padrone del Paese dell’Africa Occidentale. La filosofia di Le Balai Citoyen è quella di “balayer ce qui ne va pas dans la société” cioè di dare una pulita e di spazzare via chi è contro la società.
I due artisti sono un rapper ed un musicista reggae. Il primo è Smockey, al secolo Serge Martin Bambara, affermatissimo rap nato a Ouagadougou nel 1971 da padre burkinabé e madre francese, famoso anche perché nel 2005, in piena campagna elettorale per l’elezione presidenziale scrisse una canzone provocatoria per denunciare la farsa elettorale da titolo “Votez pour moi”.
Il secondo è invece Sam’sK Le Jah, talentuoso musicista reagge che ogni anno organizza a dicembre il Sankara Revival, per non dimenticare Thomas Isidore Sankara il primo presidente del Burkina Faso, indicato da molti come lo Che Guevara africano, ucciso durante il colpo di stato del 1987 che consegnò il potere Blaise Compaorè.
Le Balai Citoyen è un movimento che in questi giorni presidia le piazze del Burkina Faso e tramite i social aggiorna il mondo intero su cosa sta succedendo a Ouagadougou e nelle altre città del Paese africano.
Su Facebook la pagina del movimento conta oltre diciottomila “mi piace” e nelle ultime ore ha registrato un picco di visitatori enorme anche perché le notizie sulla situazione della rivolta sono riportate con aggiornamenti frequenti e corredate anche da filmati e informazioni raccolte direttamente dalle piazze che le agenzie di stampa internazionali non catturano. Le condivisioni di quanto pubblicato sono migliaia
In uno degli ultimi post pubblicati si legge “KouuuuuWi!!!” ed è questo il grido di battaglia della gouventù burkinabé per il rinnovamento nazionale e “KouuuuuWi!!!” sta impazzando anche su Twitter.
Come si evince dalle informazioni presenti su FB, Le Balai Citoyen rivendica la democrazia, il buon governo e una migliore convivenza Nel paese. Speriamo che la dinamicità del rap e la profondità del raggae, insieme, regalino presto la pace e la serenità al Burkina Faso.

Colpo di stato in Burkina Faso
dalla redazione - 31 ottobre 2014

Golpe messo a segno dai militari in Burkina Faso dove l’esercito, facendo leva sull’ondata di scioperi e le proteste popolari di questi giorni, ha sciolto Governo e Parlamento.
CompaoreCosì Blaise Campaoré, classe 1951, al potere da ben 27 anni, padre padrone indiscusso del Burkina Faso, sembra avere le ore contate.
Lo scenario politico che si presenta nel Paese dell’Africa Occidentale è quanto mai complicato con l’opposizione che ha riconosciuto il colpo di stato dell’esercito e chiede a gran voce, senza negoziati, le dimissioni del presidente Compaoré che, al contrario, esige un eventuale passaggio di consegne nel rispetto delle regole.
Nel Paese vige il coprifuoco notturno, imposto subito dopo l’annuncio da parte dell’esercito dello scioglimento del Governo e dell’Assemblea nazionale. I militari hanno instaurato un organo di transizione al quale saranno attribuiti i poteri esecutivi e legislativi, che entro 12 mesi dovrà riportare il Pese nell’ordine costituzionale.
Il bilancio degli scontri in corso annovera circa trenta morti e oltre cento feriti e sembra che nella sola capitale Ouagadougou le vittime siano state almeno dieci.
Il Burkina Faso è stato teatro in questi giorni di violente manifestazioni che hanno coinvolto migliaia di persone. Durante le manifestazioni è stata data alle fiamme la sede del Parlamento e occupata la TV di stato.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione del governo di annullare il voto sulla revisione della Costituzione che avrebbe consentito a Compaoré, l'uomo forte del Paese, di prolungare ulteriormente il proprio mandato.
Allo scoccare delle prime proteste Comparè ha decretato lo stato d’emergenza, ha affermato di avere sciolto l'esecutivo e di avere avviato “consultazioni con l'opposizione”. Queste mosse, viste dall’opposizione come una vera e propria presa in giro, hanno surriscaldato ulteriormente la piazza e provocato il golpe dei militari.
Sul piano internazionale gli Stati Uniti hanno espresso la loro preoccupazione “per il deterioramento della situazione in Burkina Faso a causa degli sforzi per emendare la Costituzione". Questo quanto riferito dalla portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Bernadette Meana che ha anche invitato le parti alla calma “per porre fine alle violenze e tornare al pacifico processo” per creare un futuro democratico.
In primo piano
Associazione
Chi siamo
Alfabetizzazione finanziaria
Golpe in Burkina Faso
Gaza: adesso basta
Mondiale Brazil 2014
Migranti
Turismo Responsabile
Commercio Equo e Solidale
Progetti
Galleria
Contattaci
Contatti
Appuntamenti
Archivio
Se avete feedback su come possiamo rendere il nostro sito più consono per favore contattaci e ci piacerebbe sentire da voi.
Site Map