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Civil Society Index, un concetto complesso ma fondamentale di Carmine Tabarro -
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Il concetto di “società civile”, come vedremo, è estremamente complesso. Anche il tentativo, di determinare i tratti comuni può comportare dei risultati controversi, a seconda delle diverse sensibilità culturali. Un tentativo per superare questi problemi è stato condotta a partire dal 1997, quando una organizzazione non governativa internazionale, Civicus -World Alliance for Citizen Participation ha dato vita il New Civic Atlas, che raccoglie il profilo di società civile di 60 Paesi nel mondo. Nel 1998, i ricercatori valutano opportuno creare uno strumento di indagine che sappia leggere in maniera sinottica tra contesti socio-culturali differenti. Grazie al finanziamento del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP), dell’organizzazione olandese per la cooperazione allo sviluppo internazionale (NOVIB) e la Commonwealth Foundation , Civicus inizia a prendere corpo il Civil Society Index. L’obiettivo del Civil Society Index non è quello di creare una classifica di Paesi in relazione allo “stato di salute” della società civile locale, ma di realizzare uno strumento che consentisse a politici, amministratori, ong ecc., di far crescere il capitale civile e con esso la società civile, Civicus sceglie di mantenere attivi, molteplici indicatori in grado di cogliere i dati e la complessità della società civile, di coglierne luci ed ombre e di dare spazio alle peculiarità di ogni Paese. La prima elaborazione viene presentata nel 1999 e l’anno successivo inizia una sperimentazione in 13 Paesi (AAVV, Assessing and strengthening civil society worldwide. A Project Description of the CIVICUS Civil Society Index: A Participatory Needs Assessment & Action-Planning Tool for Civil Society, CIVICUS Civil Society Index Paper Series Vol. 2 - Issue 1, 2004). Dopo questa prima fase pilota, le valutazioni relative al Civil Society Index ed alla metodologia che Civicus sono state ritenute essenzialmente positive per i seguenti motivi (AAVV, Main findings & recommendations of evaluation of the pilot phase of the civicus index on civil society project, 2001 – cfr. www.civicus.org): 1. il CSI ha grosse potenzialità nel far crescere il capitale civile finalizzato al rafforzamento della società civile; 2. il CSI, in quanto strumento partecipativo, innesca un processo di mobilitazione degli stakeholders della società civile. Importanti anche gli aspetti critici evidenziati in fase di valutazione della prima sperimentazione: 1. il CSI è uno strumento creativo ed innovativo, ma deve saper semplificare l’estrema complessità del fenomeno che si deve studiare; 2. per quanto riguarda lo strumento, introdotto e diffuso come Indice, sarebbe più opportuno parlare di processo di valutazione, in modo da evidenziarne il carattere dinamico e multidimensionale; 3. il CSI, come metodologia, dovrebbe assumere una connotazione sempre più “diagnostica”, liberandosi da giudizi aprioristici sul carattere positivo della società civile. Sulla base di tali considerazioni il CSI viene modificato ed una seconda sperimentazione inizia nel 2003 in 65 Paesi. Il Csi nasce dalla convinzione che la conoscenza sia potere, che l’accesso all’informazione rappresenti una risorsa umana e sociale di cruciale importanza. Se tale considerazione ha valenza generale, nel caso della società civile la conoscenza è fondamentale al fine di impostare un’azione sociale che sia realmente efficace, coerente con le sfide poste dalla società attuale e in grado di produrre cambiamenti nelle politiche pubbliche. L’indice di società civile mette in relazione la teoria con iniziative pratiche, in un progetto di ricerca-azione promosso da e per le organizzazioni della società civile, finalizzato a promuovere il dialogo tra queste e gli stakeholders, ad individuare i punti di forza e di debolezza della società civile, a definire un’agenda delle attività. |