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Assicurazioni e migranti (parte prima) PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Dicembre 2008 22:00

Assicurazioni e migranti  - Parte prima

Da tempo il settore bancario e quello assicurativo vanno di pari passo: per sapere cosa sta succedendo alle banche bisogna passare per le assicurazioni e viceversa.
Le sinergie, ad ogni livello, tra gruppi bancari ed assicurativi sono da qualche anno all’ordine del giorno.     Si è oramai arrivati alla piena applicazione del concetto di bancassurance, secondo il quale un’azienda ha dentro di se sia la componente assicurativa che quella bancaria del mondo finanziario.
Si assiste quindi anche al riversamento sul mercato di prodotti bancari correlati ed integrati con servizi e logiche assicurative, che vanno dalla protezione sui rischi (ad esempio quello sulla variabilità del tasso applicato al mutuo) al completamento dell’offerta su specifici prodotti (ad esempio i pacchetti assicurativi sottostanti alle carte di credito).
Questo interfacciarsi tra “assicurazioni” e “banche” impatta anche sul particolare segmento di mercato composto dai migranti.
Infatti, per le compagnie assicurative, come per le banche, quella dei migranti è una fetta di mercato molto importante e - in buona parte – da esplorare.
Una recente ricerca condotta dal CeSPI ha rilevato che il 42% degli immigrati in Italia usufruisce di un prodotto assicurativo, anche se la maggior parte delle polizze contratte da migranti si riferisce all’obbligatoria RC auto.
Così come per i  prodotti e servizi bancari, anche quelli assicurativi sono maggiormente diffusi tra i migranti che sono da più tempo in Italia ed il cui processo di integrazione è ad uno stato particolarmente avanzato. In particolare il 70% degli stranieri che risiedono in Italia da più di 10 anni è titolare di prodotti assicurativi.
Il rapporto tra migranti e mercato assicurativo è al centro dell’attenzione delle compagnie assicurative che si stanno sempre più organizzando al fine di individuare un catalogo prodotti idoneo ed appetibile a tale tipologia di clientela.
I migranti, peraltro, sembrerebbero essere particolarmente propensi verso il mondo delle assicurazioni dato che aspirano in maggior misura degli italiani a sentirsi al sicuro ed al riparo dai pericoli.
Tuttavia vi sono due fattori che non permettono l’inclusione piena dei migranti ai prodotti e servizi assicurativi: da un lato i costi e dall’altro la loro scarsa conoscenza.
Le agenzie delle compagnie assicurative si stanno attrezzando in vario modo e così iniziano a trovare spazio gli “assicuratori multietnici” che, offrendo prodotti di primarie compagnie italiane, promettono di far breccia su questo versante di mercato.

 

 
Microcredito in azione. Buone pratiche per buone idee d'impresa PDF Stampa E-mail
Sabato 06 Dicembre 2008 09:41

Microcredito in azione. Buone pratiche per buone idee d'impresa

È questo il titolo del Convegno nazionale in programma a Firenze, venerdì 19 dicembre - ore 9,30 -presso Palazzo Vecchio - Sala delle Miniature, organizzato da RITMI – la rete italiana di microfinanza – con il patrocinio della Regione Toscana, del comune di Firenze e con il supporto della Banca del Chianti Fiorentino BCC.
Nel corso dei lavori sarà presentato il primo rapporto, curato da RITMI, "Opportunità di impresa ed esclusione dal credito: il caso italiano"che fotografa l’attuale scenario della microfinanza in Italia.
In qualità di ospite d’onore sarà presente al convegno Maria Novak, pioniera della microfinanza in Europa, e presidente di ADIE (Association puor le Droit a l’Initiative Economique), l’istituzione francese che da oltre venti anni si occupa di microfinanza.
Nell’agenda dei lavori è previsto anche l’intervento di enti pubblici, banche, fondazioni e istituzioni (Comune di Firenze, Fidi Toscana, Monte dei Paschi di Siena, Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo, Fondazione Giordano Dell'Amore, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Microfinanza srll) che esprimeranno il loro punto di vista sull'attuale crisi economico-finanziaria internazionale, sulle sue ripercussioni nell’accesso al credito e sull’importanza del ruolo che gli attori della microfinanza possono avere, nel costruire una rete di relazione capace di realizzare un rapporto più stabile e duraturo tra finanziatori e finanziati.
Per informazioni ed iscrizione: Segreteria organizzativa - Micro Progress Onlus Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   - Tel.06 41793869
 

 
Il Migrant Banking a Bergamo e provincia (e-book) PDF Stampa E-mail
Domenica 30 Novembre 2008 22:48

Migranti e Banche inizia con questo articolo un’analisi sul migrant banking nella provincia di Bergamo. Eventuali contribuiti e commenti potranno essere inviati a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Lo scenario di riferimento

Secondo l’Istat al 31/dicembre/2007 gli stranieri iscritti alle anagrafi dei comuni della provincia di Bergamo erano

• 89.522 (al 01/gennaio/2007 erano 78.165), di cui 40.009 femmine e 49.513 maschi.

La provincia di Bergamo ricopre un ruolo importante per quanto attiene al totale della popolazione straniera iscritta alle anagrafi dei comuni della Lombardia che, al 31/dicembre/2007 contava

• 815.335 persone (389.486 femmine e 425.849 maschi).

Circa l’11% dei nuovi italiani residenti in Lombardia vive nella provincia di Bergamo.
Caritas/Migrantes stima in

• 953.600 il numero dei cittadini stranieri regolarmente (residenti e non) presenti in Lombardia.

Secondo la stessa fonte i migranti regolari nella provincia di Bergamo sono circa

• 101.700, incidenti sul totale della popolazione residente per il 13,6%.

Tra i Paesi di provenienza dei migranti presenti nella provincia di Bergamo primeggia il Marocco, seguito dalla Romania che a livello regionale è invece al primo posto. Dopo quella marocchina e quella rumena, le altre comunità maggiormente presenti a Bergamo e provincia sono quella albanese, egiziana, senegalese e filippina.
Per quanto concerne la situazione lavorativa dei migranti, Caritas/Migrantes rileva che, nella provincia di Bergamo, l’incidenza che questi hanno sul totale degli occupati è pari al 15,3%.
Il settore che assorbe la maggior parte della forza lavoro migrante nella provincia di Bergamo è costituito dalle costruzioni.
La provincia di Bergamo è, infine, al ventesimo posto nazionale per quanto riguarda la presenza di imprese con titolare straniero, ve ne sono circa 2.200.

Migrant Banking

Nella provincia di Bergamo le banche sembrano essere particolarmente sensibili al migrant banking.
Ricerche svolte da migranti e banche annotano vari spunti in proposito tra i quali:

• quello dell’allora Banca Popolare di Bergamo – Credito Varesino, siamo nel 2003,  che nell’ambito del progetto “Welcome” architettò il lancio di uno sportello sperimentale, in via Suardi (vicino alla Questura), dedicato ai migranti;
• il pacchetto “Risorsa Immigrazione” della Cassa Rurale – BCC di Treviglio che contempla un’offerta completa per i lavoratori stranieri e le loro famiglie

Le rimesse

Nel 2007 dalla provincia di Bergamo sono state inviate dai migranti verso i propri Paesi di origine rimesse di denaro per complessivi 102.123.000 euro.
Questo è quanto emerge dall’elaborazione sui dati Banca d’Italia fatta da Caritas/Migrantes e, naturalmente, si riferisce alle rimesse eseguite per mezzo dei cosiddetti canali formali (banche, poste, money transfer).
Probabilmente se si considerassero anche le rimesse di denaro eseguite con i canali informali (parenti, amici, etc…) la cifra prima indicata raddoppierebbe.
La provincia di Bergamo è la nona provincia, a livello nazionale, per consistenza del flusso delle rimesse. Nella regione è invece al terzo posto, alle spalle della provincia di Milano e di Brescia.
Nel periodo 2004-2007 le rimesse dalla provincia di Bergamo sono passate da 48.480.000 euro a 102.123.000 euro (come prima menzionato) registrando un incremento del 110,6%. In dettaglio nel 2005 raggiunsero quota 56.113.000 euro e nel 2006 arrivarono a 84.455.000.
I Paesi destinatari delle rimesse originate nella provincia di Bergamo sono: Cina, Filippine, Rmania, Marocco, Senegal, Albania e Perù.

 

 
Imprese migranti in Italia: 6,5% del totale nazionale PDF Stampa E-mail
Sabato 29 Novembre 2008 11:08

Il 6,5% del totale degli imprenditori presente in Italia è immigrato. Questo è il primo dato che emerge da una ricerca sugli immigrati nel mercato del lavoro italiano, condotta dall’Onc-Cnel.
Altro dato particolarmente indicativo è quello concernente il ritmo di crescita delle imprese con titolare straniero che, nel 2007, sono aumentate dell’8% rispetto al 2006, mentre nello stesso periodo complessivamente le imprese sono diminuite dell’1%.
Del resto la crescita delle imprese migranti sta seguendo un trend costante da vario tempo: negli ultimi cinque anni il loro numero è aumentato del 20%.
Nel 2007, secondo i dati Infocamere-Movimprese, sono state circa 17.000 le nuove imprese straniere che si sono iscritte alle Camere di Commercio. Molte di queste imprese sono ditte individuali, ma vi sono anche imprese vere e proprie.
Il settore delle costruzioni è quello che contempla il maggior numero di imprese migranti presenti in Italia: oltre il 10% sul totale delle ditte operanti nell’edilizia ha titolare straniero, 60.765 aziende su 557.476. Da notare che nel 2007 l’aumento complessivo delle imprese nel settore delle costruzioni è stato del 3% rispetto l’anno precedente ma, con riferimento alle sole imprese straniere, l’incremento registrato è quattro volte superiore, ossia il 12%. La Lombardia con 14.000 mila nuove imprese, l’Emilia-Romagna con 11.000 e la Toscana con 7.000 hanno fatto la parte da leone in questa particolare graduatoria.
Il commercio (frutterie, macellerie, negozi al dettaglio, etc…) è il settore che si colloca alle spalle di quello delle costruzioni come presenza di numero di imprese migranti.
Toscana e Lombardia sono le regioni dove la presenza delle imprese migranti è maggiore che altrove. E’ la Toscana, trainata dalla provincia di Prato, la provincia italiana con la maggiore concentrazione di imprenditori stranieri, a guidare la classifica delle regioni italiane per numero di ditte migranti. E’ in Lombardia, invece, che per taluni settori, è leader indiscussa: nei trasporti e magazzinaggio, ad esempio, una ditta su tre è migrante.
La comunità marocchina con circa 42.000 imprese e quella cinese con circa 30.000 ditte sono le più attive dal punto di vista imprenditoriale e nell’ultimo anno sono aumentate rispettivamente del 15,3% e de 18,5%. A seguire la comunità albanese con oltre 25.000 imprese (+ 13,6% nell’ultimo anno); quindi senegalesi (circa 14.000 aziende) e tunisini (circa 10.000 ditte).

 
Migranti e banche: focus Lazio - Parte prima: rimesse PDF Stampa E-mail

Migranti e banche: focus Lazio

Gli stranieri residenti nel Lazio al 31 dicembre 2007 sono, secondo l’Istat, 390.993, di cui 180.570 uomini e 210.423 donne.
Rispetto all’intera popolazione residente nella regione, i nuovi italiani hanno un’incidenza del 7%.
Tra questi vi sono 78.710 minorenni (41.070 maschi e 37.640 femmine), che, nel contesto del migrant banking, sono coinvolti marginalmente o, meglio, non direttamente.
Se le cifre sopra menzionate riguardano i migranti inscritti alle anagrafi dei comuni del Lazio, il numero si amplifica notevolmente se si prendono in considerazione anche i migranti regolari non iscritti alle anagrafi. Dalla stima sui regolari, residenti e non, presenti nella regione emerge che il loro numero oscilla tra i 481.000 ed i 500.000 (Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes).
Nel Lazio vi sono poi oltre 14.200 imprese il cui titolare è straniero, corrispondenti al 10% del totale nazionale.
Tornando al dato sugli stranieri inscritti alle anagrafi dei comuni laziali, i primi quattordici Paesi di provenienza sono nell’ordine:

- Romania (120.030);
- Filippine (26.639);
- Polonia (21.077);
- Albania (19.440);
- Ucraina (13.009);
- Perù (11.926);
- Bangladesh (10.486);
- Cina (9.653);
- Marocco (9.170);
- Egitto (8.254);
- India (8.133);
- Ecuador (7.830);
- Moldava (7.245);
- Sri Lanka (6.476).

Da queste poche righe emergono spunti significativi per sviluppare alcune considerazione riguardo al rapporto tra migranti e banche nel Lazio. In questo articolo tratteremo del tema delle rimesse di denaro, riservandoci di affrontare successivamente altri aspetti.

Nel Lazio le rimesse di denaro effettuate dai migranti verso i propri Paesi di origine hanno generato, nel 2007, un flusso complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro.
Secondo il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, che elabora dati Banca d’Italia, dal Lazio sono state inviate nel 2007 rimesse di denaro per euro 1.573.449.000, in aumento rispetto all’anno precedente quando, secondo la stessa fonte, ammontarono a euro 1.145.041.000.
Questo importo, calato su base nazionale, evidenzia che oltre un quarto del flusso di denaro che i migranti trasferiscono dall’Italia verso i Paesi di origine è generato nel Lazio (26% del totale italiano).
Naturalmente parliamo di rimesse di denaro effettuate per il tramite dei cosiddetti canali formali, ovvero banche, posta e money transfer.
Il Lazio è al primo posto nella classifica delle regioni italiane per il denaro inviato verso i Paesi di provenienza dei migranti e, rispetto al 2004, ha registrato un incremento del 147%.
Il Paese destinatario del maggior numero di fondi in partenza dal Lazio è stato la

- Cina, con circa 700 milioni di euro,

seguito da:

- Filippine, con circa 430 milioni di euro;
- Romania, con quasi 134 milioni di euro.

Percorrendo tale classifica fino al decimo posto, i Paesi alle spalle dei tre già menzionati sono, nell’ordine:

- Bangladesh (50 milioni);
- India (23,3 milioni);
- Brasile (18,5 milioni);
- Colombia (17,8 milioni);
- Perù (17 milioni);
- Ecuador (16,2milioni);
- Polonia (10,4milioni). 

Come è intuibile la maggior parte delle rimesse hanno avuto origine nella provincia di

- Roma, con 1.505.137.000 euro, che, tra l’altro, da sola rappresenta il 24,9% del totale nazionale.

Le altre province del Lazio hanno, nell’ordine sviluppato rimesse per:

- Latina: € 32.312.000;
- Viterbo: € 16.538.000;
- Frosinone: € 13.885.000;
- Rieti: € 5.577.000.

Da notare, infine, che a livello pro capite la media dei trasferimenti effettuati nella regione è molto elevata (euro 4.766), più del doppio di quella nazionale (euro 2.056). Marco Marcocci

Per approfondimenti contattare Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 
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