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IO STO CON EMERGENCY PDF Stampa E-mail
Martedì 13 Aprile 2010 10:00

SABATO 17 - ore 14,30
Appuntamento in piazza Navona ROMA
Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.

Approfondisci su www.emergency.it

 

 

 
Boom dell'imprenditoria cinese in Italia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Aprile 2010 16:31

Boom dell'imprenditoria cinese in Italia

(Dal sito internet della CGIA - Associazione Artigiani Piccole Imprese Mestre)

Ormai hanno quasi raggiunto quota cinquantamila (precisamente 49.854) e le loro attività si concentrano principalmente in Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna. Dal 2002 al 2009 la loro presenza, lungo la nostra penisola, è cresciuta del 131,1%. I piccoli negozi di vicinato, i bar e gli ambulanti sono i settori dove sono più presenti: segue il manifatturiero ed in particolare il tessile, l’abbigliamento, la pelletteria e le calzature.
“La Cina – esordisce il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi – è sempre più vicina. Ci preoccupiamo, forse, in maniera eccessiva per la concorrenza che ci viene portata dai prodotti provenienti dall’impero celeste, ma rischiamo di sottovalutare la presenza dei loro imprenditori sul nostro territorio che è sempre più massiccia e diffusa. Ormai in alcune zone del Paese alcune filiere produttive o commerciali sono completamente in mano loro. Senza contare – conclude Bortolussi – il ritorno di fenomeni preoccupanti come lo sfruttamento della manodopera e il capolarato che da decenni avevamo praticamente debellato”.
E’ questo il primo identikit dell’imprenditoria cinese presente in Italia elaborato dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre. Un’istantanea che diventa davvero dettagliata quando gli esperti dell’associazione artigiani mestrina “zoomano” sulla cartina del Belpaese.
Si scopre infatti che al 31/12/2009 il maggior numero di imprenditori cinesi si trova in Lombardia (10.129); seguono i colleghi che vivono e lavorano in Toscana (9.840) e quelli che hanno scelto il Veneto come regione in cui avviare l’impresa (5.798). Mentre in Emilia Romagna sono 5.035 e in Lazio 4.587. Al Sud a contare la più consistente comunità imprenditoriale dagli occhi a mandorla è la Campania (2.522 imprenditori), segue la Sicilia (2.077) e la Puglia (1.085).
Questa la “demografia” raccontata dalla CGIA di Mestre che ha puntato la lente d’ingrandimento anche sulla cronologia del fenomeno imprenditoriale orientale. Dal 2002 al 2009 gli imprenditori cinesi presenti in Italia sono aumentati del 131,1 %. Con punte del 406 % in Calabria, del 390, 9 % in Molise, del 387,5 % in Basilicata e del 380% in Valle d’Aosta.
Nonostante la crisi tra il 2008 e il 2009 la loro presenza è aumentata su tutto il territorio nazionale del 7,8% con crescite molto interessanti in Piemonte (+12,2%), in Lombardia (+9,5%) e in Veneto (+8,9%).
Altro dato interessate è quello che concerne l’incidenza degli imprenditori cinesi sul totale dell’imprenditoria straniera presente in Italia che si attesta, ormai, all’8, 3 %. In Toscana, però, si arriva al 17, 9 %, in Veneto al 10, 4 %, in Emilia Romagna al 9, 2 % e in Campania all’8, 4 %.
Infine, fatto 100 il totale degli imprenditori cinesi presenti in Italia, nel 40, 3 % dei casi si concentrano nel commercio (con 20.102 piccoli imprenditori ) e nel 32, 1 % dei casi nel manifatturiero (15.994). Di questi ultimi ben il 94,8% (pari a 15.163 imprenditori) sono occupati nel tessile, nell’abbigliamento, nelle calzature e nella pelletteria. Significativa la presenza anche nel settore alberghiero e della ristorazione: le attività condotte da titolari cinesi hanno raggiunto le 8.776 unità.

 
Perù: nel 2009 rimesse per 2.378 milioni di USD PDF Stampa E-mail
Domenica 04 Aprile 2010 15:04
Perù: nel 2009 rimesse per 2.378 milioni di USD - Secondo i dati diffusi dal BANCO CENTRAL DE RESERVA DEL PERU', le rimesse di denaro che i migranti peruviani hanno mandato nel corso del 2009 verso il loro Paese di origine hanno superato i 2.378 milioni di dollari americani, cifra questa inferiore del 2,7% rispetto a quanto registrato nel 2008. Dall’analisi dell’andamento del flusso registrato nel 2009, risulta un trend in crescita, infatti nel primo trimestre dello scorso anno l’ammontare delle rimesse entrato in Perù fu di 543 milioni di dollari americani; nel secondo trimestre 576 milioni di USD; nel terzo 611 milioni di USD e nel quarto 648 milioni di USD (+ 3,5% rispetto al quarto trimestre 2008, quando il flusso delle rimesse si attesto a 626 milioni di dollari USA). Il BANCO CENTRAL DE RESERVA DEL PERU' indica nelle banche e nei money transfer i mezzi più utilizzati dai migranti peruviani per effettuare le rimesse, a seguire i canali informali (parenti, amici, etc…). Facendo un approfondimento sul Paese di origine delle risorse introitate in Perù come rimesse nel quarto trimestre 2009, emerge che dagli Stati Uniti sono giunti USD 260 milioni, dalla Spagna USD 99 milioni, dal Giappone USD 57 milioni; dall’Italia USD 46 milioni; dal Cile USD 29 milioni; dall’Argentina USD 26 milioni e dal resto del mondo USD 132 milioni.
 
ECUADOR: diramati i dati ufficiali sulle rimesse del 2009 PDF Stampa E-mail
Sabato 03 Aprile 2010 18:18

Ecuador: dati ufficiali sulle rimesse del 2009

Di: Marco Marcocci - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il Banco Central del Ecuador ha recentemente diramato i dati ufficiali sulle rimesse di denaro entrate nel Paese latino americano nel 2009.
Il flusso di tali transazioni è stato l’anno passato di 2.495,4 milioni di dollari americani, valore questo che evidenzia una riduzione dell’11,6% rispetto al 2008, quando le rimesse raggiunsero i 2.821,6 milioni dollari, e del 19,2% rispetto al 2007 che registrò un transato complessivo di rimesse di 3.087,9 milioni di dollari.
Complessivamente negli anni 2007 e 2008 si sono “perse” rimesse per 918,7 milioni di dollari e nel 2009 si è registrato un ammontare simile a quello del 2005, quando le rimesse introitate in Ecuador furono per 2.468,6 milioni di dollari; da notare che nel quinquennio 2005-2009 l’anno con il valore più basso delle rimesse è stato proprio il 2005
Per quanto concerne al numero delle rimesse ricevute, nel 2009 queste sono state 7.175.000 corrispondenti all’8,1% in meno rispetto al 2008 (7.807.000) ed 18,6% in meno rispetto al 2007 (8.809.000).
La causa della  riduzione del flusso delle rimesse, come più volte notato, è legata alla crisi economica mondiale che ha ridotto notevolmente il volume degli invii originati in Spagna e negli USA, Paesi questi che insieme forniscono l’86% del valore totale dei trasferimenti in entrata in Ecuador.
Andando ad analizzare il dettaglio dell’ammontare proveniente dai Paesi maggiormente attivi sul discorso delle rimesse di denaro dei migranti ecuadoregni, troviamo che dagli USA nel 2009 sono state originate rimesse per 1.032,9 milioni di dollari (288,7 milioni di dollari in meno rispetto al 2008); dalla Spagna per 1.113,4 milioni di dollari (44,1 milioni in meno rispetto al 2008); dall’Italia rimesse per 213,5 milioni di dollari (2 milioni in più rispetto al 2008) e dal resto del mondo per 135,3 milioni di dollari (4 milioni in più rispetto al 2008).
In chiave percentuale la Spagna ha contribuito nel 2009 per il 44,6%; gli USA per il 41,4%; l’Italia per r l’8,6% ed il resto del mondo per il 5,4%.
Nel 2009 le città dell’Ecuador principalmente raggiunte dal flusso delle rimesse sono state: Guayaquil con USD 622,2 milioni (24,9%); Quito con USD 497,9 milioni (20,0%); Cuenca con USD 348,2 milioni (14,0%); Loja con USD 93,8 milioni (3,8%) e Ambato con USD 87,5 milioni (3,5%). Queste città, complessivamente, hanno catalizzato il 66,1% (pari a USD 1.649,6 milioni di dollari) del flusso totale delle rimesse pervenute in Ecuador nel 2009.
A livello di provincia la graduatoria è la seguente: Guayas (USD 708,6 milioni); Pichincha (USD 505, 2 milioni); Azuay (USD 441,4 milioni); Canar (USD 164,5 milioni) e Loja (USD 131,9 milioni). Queste province sono state interessate nel 2009 da rimesee per 1.952,6 milioni di dollari americani che rappresentano il 78,2% del totale entrato nel Paese.
A livello regionale la situazione del 2009 è questa: Costa (39,3%); Austro (29,9%); Sierra (29,1%) e Oriente (1,7%).
Lo studio del Banco Central del Ecuador evidenzia inoltre che il 46,4% delle rimesse è stato pagato al beneficiario mediante accredito sul un conto corrente o su un libretto di risparmio; mentre il 53,6% è stato pagato tramite i money transfer (quasi sempre in contanti).
Da notare, infine, che dall’Ecuador, nel 2009, sono state inviate rimesse verso Perù, Colombia, Nicaragua, Venezuela, Bolivia, Cuba ed altri Paesi dell’area per un ammontare di 74,9 milioni di dollari. Cifra questa maggiore del 25% rispetto a quella registrata nel 2008 (USD 59,9 milioni).
Altro fattore importante da rilevare è che nel 2009 vi sono state molte rimesse di denaro anche verso gli USA e la Spagna come conseguenza che molti ecuadoregni presenti in questi Paesi, a causa delle crisi, si sono trovati senza lavoro e quindi in difficoltà. Il valore di questi ultimi esborsi e stato di USD 203,3 milioni (+121,7% rispetto al 2008).    

 
Al via EXTRABANCA PDF Stampa E-mail
Martedì 23 Marzo 2010 10:04

COMUNICATO STAMPA

Nasce Extrabanca, il primo istituto di credito in Italia dedicato ai cittadini immigrati.

La banca, che ha inaugurato la prima filiale a Milano lo scorso 22 marzo, punta a diventare l’interlocutore di riferimento per un segmento di mercato in forte crescita (6,5 milioni di stranieri residenti stimati per il 2012) attraverso una rete di agenzie nelle principali città del Nord e Centro Italia.

Extrabanca, il primo istituto di credito italiano dedicato ai cittadini immigrati in Italia, ha inaugurato oggi la prima filiale a Milano in Via Pergolesi 2/A.

Extrabanca si candida a diventare il soggetto di riferimento per la popolazione immigrata nel nostro paese con l’obiettivo di intercettare, comprendere e soddisfare i loro bisogni di servizi bancari e contribuire così alla promozione e all’accelerazione dello sviluppo degli operatori economici multiculturali.

Si tratta di un mercato con potenzialità di crescita molto interessanti e stime di sviluppo importanti: il tasso medio di crescita degli stranieri residenti stimato per il periodo 2009 – 2012 è pari al 17% (6,5 milioni di stranieri residenti stimati per il 2012); nello stesso periodo, si stima che il tasso medio di crescita sarà pari al 24% per i ricavi generati dagli stranieri, al 26% per gli impieghi, al 21% per la raccolta e al 24% per il numero di imprese da essi avviate.

La clientela della Banca sarà composta prevalentemente dagli immigrati residenti in Italia, in particolare famiglie, liberi professionisti, esercizi commerciali, ditte individuali e aziende con fatturato non superiore ai 2,5 milioni di euro.

In questo contesto Extrabanca, attraverso le proprie filiali, prevede una copertura del territorio nelle principali città del Nord e Centro Italia a maggiore densità di presenza di cittadini immigrati; per incontrare al meglio le esigenze dei clienti e prestare un servizio realmente distintivo tutte le filiali saranno aperte con orario continuato dalla mattina alla sera e dal lunedì al sabato e, in taluni casi, anche la domenica.

Fra i principali azionisti di Extrabanca figurano Assicurazioni Generali e la Fondazione Cariplo; il restante azionariato vede la partecipazione prevalente di imprese private medio grandi del Nord-Centro Italia attive in svariati settori che spaziano dalla meccanica al tessile, dall'alimentare alle costruzioni.

Presidente e fondatore della banca è Andrea Orlandini; il Vice Presidente è Otto Bitjoka e Paolo Caroli è il Direttore Generale.

La staff della banca conta attualmente 20 professionisti, un team di lavoro multiculturale composto al 55% da persone straniere (11 nazionalità diverse) appartenenti alle più importanti etnie presenti in Italia in grado quindi di valorizzare nel miglior modo possibile le specifiche esigenze delle varie comunità.

L’offerta dei prodotti e dei servizi della Banca sarà completa, di facile comprensione e con una struttura di prezzo trasparente: elementi centrali dell’offerta di Extrabanca saranno i prodotti di risparmio, i finanziamenti alle famiglie (prestiti personali e mutui) e alle imprese, la monetica (carte di debito, carte di credito a saldo e revolving, carte prepagate, carte conto) e le rimesse.

Tra le numerose iniziative commerciali che Extrabanca lancerà ci saranno un conto corrente senza canone (“ExtraZero”), un libretto di risparmio remunerato al 3% (“ExtraRisparmio” per gli adulti “ExtraKids” per i loro figli) e un concorso a premi che metterà in palio dei biglietti aerei verso i paesi di provenienza dei nuovi clienti.

Inoltre Extrabanca distribuirà in anteprima una Carta Prepagata con la funzionalità “Acquisto Facile” che darà la possibilità al cliente di restituire il bene acquistato e di ricevere il relativo rimborso della spesa sostenuta, anche per il semplice fatto di aver cambiato idea; numerose poi le modalità con cui inviare il denaro all’estero, tra le quali il bonifico friendly e le carte prepagate “Bridge”.

“Siamo la prima banca multietnica e con uno staff multietnico che mette realmente al centro il cliente immigrato in Italia” – ha commentato Andrea Orlandini, Presidente di Extrabanca – “La realtà bancaria che abbiamo pensato e realizzato consente di interpretare al meglio le aspettative di questa clientela e di sostenere l’eccellenza delle loro aziende, favorendo l’integrazione tra tradizioni lavorative e culturali di Paesi diversi”.

“Abbiamo una grande opportunità e una grande responsabilità” – ha affermato Paolo Caroli, Direttore Generale di Extrabanca – “Il nostro è un modello organizzativo che fa leva sull’outsourcing e su partnership per le attività non strategiche o senza massa critica, su una struttura centrale semplice in grado di assicurare nel tempo costi di produzione contenuti e proporre quindi un’offerta molto competitiva. Extrabanca è una banca nuova negli orari di apertura e nella qualità del servizio; una banca “premium” rivolta ai privati e alle aziende”.

I punti vendita, la loro organizzazione e layout, il personale e la comunicazione saranno tali da garantire una piacevole esperienza di confronto e di relazione con la Banca: accoglienza, ascolto e informazione sono i valori con cui Extrabanca aspira ad accompagnare e servire nel suo percorso di integrazione e affermazione una componente rilevante dell’economia italiana, gli immigrati.

Extrabanca – scheda di sintesi

Azionisti:    Assicurazioni Generali  
Fondazione Cariplo  
Altri imprenditori del Nord e Centro Italia 
Management  Presidente: Andrea Orlandini 
Vice Presidente: Otto Bitjoka
Direttore Generale: Paolo Caroli
Numero dipendenti  20
Prodotti principali per privati  ExtraZero (conto corrente senza canone)
ExtraTutto (conto corrente completo)
ExtraRisparmio (libretto risparmio remunerato fino al 3%)
ExtraRisparmioPIU’ (libretto risparmio remunerato fino al 3,5%)
Instant Money Transfer
Carta Prepagata Bridge
4 prestiti personali
2 mutui
Prodotti principali per imprese ExtraImpresa
Finanziamenti
Salary Card
Sede filiale Via Pergolesi 2/A (stazioni metropolitane Loreto MM1 - MM2 e Lima MM2; fermata bus 92)
Orari apertura  Dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 19.00 con orario continuato e, occasionalmente, anche la domenica

Contact: Barabino & Partners
 Emma Ascani
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 Dario Esposito
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 Tel. 02.72.02.35.35
 Cell. 380.73.60.733

Milano, 22 marzo 2010

 
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