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Seguiti G8: il Ministro Frattini apre la Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse degli immigrati, serve una road map per dimezzare i costi
Da: sito web MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI (09 Novembre 2009) Stabilire una "road map" che definisca tempi e modi per una "riduzione significativa" dei costi di invio delle rimesse degli immigrati. E' questo l'obiettivo della Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse, in programma alla Farnesina, organizzata dal MAE insieme con la Banca Mondiale nell'ambito della Presidenza italiana del G8. Aprendo i lavori, il Ministro Franco Frattini ha spiegato che si vogliono ridurre i costi delle rimesse "dall'attuale 10% al 5% in 5 anni (il cosiddetto 5x5)". Nel 2008 ci sono state rimesse per 338 miliardi di dollari verso i Paesi in via di sviluppo, e con "un dimezzamento dei costi ci saranno 15-20 miliardi di dollari in più l'anno", ha sottolineato il Ministro. Oggi è necessario un "uso più produttivo delle risorse che valorizzi la crescita dei Paesi d'origine", soprattutto quelli dell'Africa sub-sahariana. A questo proposito si sta lavorando alla creazione di un Istituto euro-africano per le rimesse, finanziata dalla Commissione UE in accordo con l'Unione Africana. Per dimezzare i costi delle rimesse servono ad esempio "lo sviluppo delle infrastrutture dei sistemi di pagamento, una maggiore concorrenza tra operatori e trasparenza". Per quest'ultimo scopo da oggi è on-line il sito www.mandasoldiacasa.it, grazie al quale gli immigrati potranno conoscere i vari operatori, i costi e i tempi delle rimesse. - 1^ Approfondimento - La Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse
La Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse in programma alla Farnesina il 9 novembre rappresenta uno dei seguiti tangibili e immediati che l’Italia dà al Vertice de L’Aquila in questa materia, per conseguire l’obiettivo del “5x5” cioé il dimezzamento dal 10% al 5% del costo di invio delle rimesse nell’arco di cinque anni. E’ prevista la partecipazione di rappresentanti dei Paesi G8, delle Banche Centrali, dei principali Paesi interessati dalle rimesse, inclusi i Paesi che hanno importanti corridoi di rimesse dall’Italia, e delle organizzazioni internazionali. Parteciperanno inoltre all’evento rappresentanti dei Money Transfer Operators, delle principali banche attive nel settore delle rimesse e altri operatori del settore. Saranno presenti anche rappresentanti di altri Ministeri interessati, del CNEL e dei sindacati. Saranno presenti infine rappresentanti del gruppo di lavoro italiano sulle rimesse, composto, oltre che da funzionari del Ministero degli Esteri, da Presidenza del Consiglio-Ufficio Sherpa G8, Ministero dell’ Economia, Banca d’Italia, ABI, CeSPI. Nel corso della Conferenza verrà presentato il sito web italiano dedicato ai costi di transazione delle rimesse, elaborato dal CeSPI e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), finanziato dalla Farnesina. Con questo sito web, l’Italia affianca la Germania, il Regno Unito, la Francia, l’Australia e la Nuova Zelanda. L’obiettivo del “5x5”, come già enunciato a Roma nel giugno scorso durante la Ministeriale G8 Sviluppo, può essere conseguito con l’impegno di tutti i soggetti interessati e vede i Paesi G8 quali capofila di uno sforzo più ampio. La Banca Mondiale ha sottolineato in ottobre che altre 90 milioni di persone entreranno nell’estrema povertà entro la fine del 2010. L’azione con pacchetti nazionali di stimolo all’economia e’ stata accompagnata dal rifinanziamento di strumenti preesistenti delle Istituzioni Finanziarie Internazionali e dal lancio di iniziative e linee di aiuto nuove da parte del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, volta ad assistere i Paesi a medio reddito, colpiti dalla crisi, e quelli a basso reddito. In tale contesto, durante l’ Annual Meeting di Istanbul svoltosi un mese fa, il Presidente della Banca Mondiale, Zoellick, ha sottolineato l’importanza degli strumenti innovativi capaci di moltiplicare le risorse a disposizione, nel cui ambito rientra anche la valorizzazione delle rimesse. L’azione italiana in ambito G8 ha dato rilievo alle iniziative innovative di finanziamento dello sviluppo. Il Consiglio Europeo del 29-30 ottobre ha anch’esso positivamente accolto la finanza innovativa. Nell’impostazione dell’iniziativa italiana, le rimesse degli emigranti sono risorse private ed il settore pubblico puo’ svolgere un ruolo importante come facilitatore. I migranti contribuiscono significativamente alla crescita economica e allo sviluppo dei Paesi di origine in diversi modi, tramite il reddito che producono e quello che rimettono alle proprie famiglie ma anche con iniziative volte ad attività produttiva nel proprio Paese di origine. Stime della Banca Mondiale riportano che nel 2008 le rimesse di circa 190 milioni di migranti hanno generato (in base ai dati ufficialmente registrati) un volume pari a 444 miliardi di dollari USA, di cui 338 miliardi diretti a Paesi in via di sviluppo, sostenendo il reddito di ben 700 milioni di persone. La crisi economica e finanziaria ha colpito anche le rimesse, che si sono contratte, ma in misura minore rispetto ad altri flussi privati. L’obiettivo (“5x5”) significa il dimezzamento dell’attuale costo globale medio di invio e può generare un aumento netto del reddito dei migranti e delle loro famiglie di 10-15 miliardi di dollari USA. Quanto all’Italia, in base alle stime per il 2007, dieci Paesi in Via di Sviluppo hanno ricevuto il 75% delle rimesse da lavoratori migranti nel nostro Paese. I Paesi ricettori sono la Cina (27,9%), la Romania (13,1%), le Filippine (12%), il Marocco (5,6%), il Senegal (4,2%), il Brasile (2,5%), l’Albania (2,4%), il Bangladesh (2,4%), il Perù (2,1%) e l’Ecuador (2,1%). Nel 2008, secondo la Banca Mondiale, il totale delle rimesse originate dall’Italia è stato pari a 12,7 miliardi di dollari (cifra che include anche le rimesse verso Paesi sviluppati). - 2^ Approfondimento - Intervento del Ministro Frattini: "Conferenza Internazionale sulle Rimesse" (Roma, Farnesina, 9 novembre 2009) Signor Vice Presidente della Banca Mondiale, Signor Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Illustri Rappresentanti di Governi e di Organizzazioni Internazionali, Rappresentanti di Istituzioni finanziarie e di Associazioni di categoria, Signore e Signori, sono particolarmente lieto di aprire i lavori di questa Conferenza Internazionale sulle rimesse. Nel giugno scorso, in occasione della Riunione Ministeriale Sviluppo del G8, qui alla Farnesina, avevamo esaminato il tema delle rimesse, auspicando di poter assumere un impegno concreto e ambizioso per una riduzione significativa e quantificata del loro costo medio globale di invio. Ricordo con soddisfazione che successivamente, a luglio, la Dichiarazione finale del Vertice G8 de L’Aquila – su proposta della Presidenza italiana – ha formalmente adottato l’obiettivo di una riduzione dei costi di invio delle rimesse dall’attuale 10% al 5% in 5 anni, il cosiddetto “5x5”. Tale obiettivo é alla nostra portata se, oltre ai Paesi G8 che hanno guidato l’azione, si affiancherà il sostegno di tutti coloro i quali sono impegnati nella materia o intendano esserlo. Ringrazio in particolare la Banca Mondiale che ha voluto assumere il compito di coordinare l’attività internazionale per la valorizzazione delle rimesse, ben apprezzando il ruolo strategico che le rimesse sempre più possono e devono assumere nelle policies per lo sviluppo. Apprezzo altresì il lavoro che sta svolgendo in questa materia l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e – da ultimo – la collaborazione che ha offerto per varare, con il CeSPI e con il sostegno della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, il sito web italiano sui costi delle rimesse. Bastano poche cifre per comprendere le opportunità che si aprono. Cominciamo col dire che sebbene la recessione economica incida negativamente anche sulle rimesse che infatti registrano una contrazione, i dati previsionali 2009 della Banca Mondiale segnalano che esse resistono molto meglio alla crisi rispetto ad altri flussi finanziari privati quali, ad esempio, gli investimenti di portafoglio. In base agli ultimissimi dati della Banca Mondiale, circa 190 milioni di migranti hanno effettuato nel 2008 rimesse ufficialmente registrate pari a 444 miliardi di dollari, di cui 338 miliardi verso i Paesi in Via di Sviluppo, fornendo supporto ad oltre 700 milioni di familiari nei paesi di origine. Dimezzando i costi medi di invio, possiamo incrementare ogni anno i trasferimenti – cioè un reddito aggiuntivo – per un volume stimato dalla stessa Banca Mondiale tra i 10 e i 15 miliardi di dollari. Inoltre, la funzione di catalizzatore che stiamo mettendo in campo attraverso questo obiettivo può sostenere l’uso produttivo delle rimesse stesse a fini patrimoniali e a fini produttivi, quale volano dei processi di crescita. In tal senso i lavori del Gruppo allargato ad hoc del G8, assistito dal Comitato internazionale di esperti, potrà domani fornire importanti approfondimenti. In questo contesto, a pochi mesi di distanza dal Vertice de L’Aquila, possiamo già definire seguiti concreti al “5x5”, fissando linee di azione con una “Road Map” all’altezza degli impegni assunti. Auspichiamo che questa piattaforma possa ricevere il fattivo contributo, nelle rispettive competenze, da parte di tutti gli stakeholders, molti dei quali qui rappresentati. Concordare qui a Roma una Road Map per le rimesse sarà prova tangibile di come la comunità internazionale possa rapidamente dare risposte alla ricerca di una nuova governance della globalizzazione. Specificamente, intendiamo partire dal consolidamento dei principi e dall’indicazione delle aree di intervento. Mi riferisco, in primo luogo, ai principi generali per i servizi internazionali di rimessa elaborati dal gruppo Banca Mondiale, che sono: trasparenza e protezione del consumatore di servizi finanziari, sviluppo delle infrastrutture dei sistemi di pagamento, sviluppo di un ambiente regolamentare, concorrenza tra operatori e strutture di mercato, governance e gestione del rischio.
Non vi è peraltro una singola modalità per conseguire il dimezzamento dei costi medi globali delle rimesse, bensì un approccio del tipo tool box con molteplici iniziative tutte in grado di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo. La Conferenza odierna ci offre oggi un’opportunità davvero preziosa per individuare assieme questi strumenti. Mi riferisco, ad esempio, ai siti web nazionali sui costi di invio, come quello italiano che rappresenta un ulteriore importante elemento del nostro impegno e che proprio oggi verrà lanciato. L’Italia – ricordo – da terra di emigrazione solo nel 1998 è diventata fornitore netto di rimesse. Altri Paesi hanno – o stanno allestendo – simili siti che si rivelano uno strumento efficace, promuovendo al contempo sia la trasparenza dei servizi che la competizione tra gestori. L’esposizione sul web mondiale di dati sui costi di rimessa é uno strumento fondamentale per l’immigrato e per l’operatore stesso, che si tratti di Money Transfer Operator o di Banca commerciale o degli altri operatori di rimessa. Esistono poi misure di tipo regolamentare-finanziario. Sono qui presenti numerosi rappresentanti delle Banche Centrali, cioè delle istituzioni depositarie della vigilanza e del monitoraggio. La Banca d’Italia è, nel nostro Paese, il partner principale che ci ha assistito sin dall’inizio in maniera determinante in questa iniziativa. Ad esempio, uno sviluppo recente di natura regolamentare ha consentito all’Italia un migliore monitoraggio dei flussi di rimessa con la raccolta diretta di dati dagli stessi operatori di rimessa, con conseguente miglioramento della qualità dei dati italiani sulle rimesse. Notevoli progressi in questa area si sono avuti in altri Paesi, alcuni sono qui presenti oggi e potranno esporre le rispettive best practices. Fra gli aspetti da studiare maggiormente segnalo anche il forte impatto sui costi che hanno i tassi di cambio fra valute. Il settore privato può poi svolgere un ruolo pro-attivo, in quanto ha la capacità di cogliere in anticipo le esigenze del mercato e ha spesso dimostrato di sapersi dotare di regole di condotta volontarie ed efficaci. Molti operatori di rimesse condividono il nostro obiettivo e molti operatori sono interessati alla valorizzazione delle rimesse e tra essi Banche commerciali, Casse di risparmio, Fondazioni. E’ presente da parte di alcuni operatori una propensione – che incoraggiamo - verso una riduzione dei costi di rimessa proprio come modo per essere protagonisti in un mercato in espansione. Vi sono poi altri strumenti, come i progetti di cooperazione che promuovono la sperimentazione di nuovi sistemi di pagamento, capaci di sfruttare a pieno le nuove tecnologie, importanti in particolare per l’Africa. Al contempo, vi sono Enti che riscoprono la propria importanza fondamentale anche nel settore delle rimesse; mi riferisco, ad esempio, ad un nuovo ruolo delle Poste, con la loro presenza capillare sul territorio.
Sempre in chiave di “Road map” altrettanto importante è anche fissare, per i prossimi cinque anni, un percorso che comprenda momenti collegiali di analisi e di revisione. Anche in questo caso abbiamo alcune opzioni. Propongo di avvalerci – innanzitutto – degli appuntamenti periodici a livello internazionale offerti dagli Spring Meetings e dagli Annual Meetings della Banca Mondiale. Un cenno aggiunto merita il mercato delle rimesse in Africa che presenta alcune peculiarità. Nel 2008 le rimesse ufficiali verso l’Africa hanno apportato 40 miliardi di dollari al reddito del continente, come chiaramente evidenziato al recente Global Forum on Remittances di Tunisi, organizzato dall’IFAD e dalla Banca Africana di Sviluppo, che ha dato ampio riconoscimento al “5x5”. Ma i costi di invio delle rimesse sono ancora alti, particolarmente nella parte sub-sahariana, con una media regionale nettamente superiore a quella globale, anche per effetto di una minore concorrenza tra operatori. In tale regione, poi, hanno un ruolo rilevante i canali informali. Ritengo che la creazione di un Istituto euro-africano sulle rimesse, di cui si sta discutendo, potrà contribuire al lavoro comune nella materia. L’Africa è un partner indispensabile a livello internazionale per affrontare in modo concreto le grandi tematiche e le sfide globali. L’Italia, in quest’anno di Presidenza G8, ha fatto dell’impegno per l’Africa una delle sue priorità. Le tematiche dello sviluppo hanno inoltre visto la Presidenza italiana proporre un nuovo approccio, conosciuto come “whole of country”, basato sul rispetto degli impegni assunti, sulla condivisione della responsabilità e sulla valorizzazione di tutti i fattori. Con ciò intendo non solo aiuti, ma anche pace e sicurezza, sostegno alle istituzioni locali democratiche, commercio, investimenti, cancellazioni del debito e fonti innovative di finanziamento. In tale ottica si situano anche le rimesse. A partire da oggi ci aspettiamo crescenti adesioni al “5x5”. Confido che, oltre ai paesi OCSE, i Paesi nelle varie aree regionali concorrano a questa comune piattaforma con attività di natura regolamentare, con proposte innovative e con attività di sensibilizzazione e di moral suasion. In conclusione valorizzare le rimesse, ridurre i costi di transazione, promuovere quote addizionali di reddito personale per investimenti produttivi sono i frutti dell’obiettivo che ci siamo prefissati. Soprattutto, vogliamo rendere tangibile l’impegno politico per una solidarietà maggiormente condivisa e per la sostenibilità di quel nuovo paradigma economico-finanziario che la comunità internazionale sta in questi mesi perseguendo. |