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Duplice appuntamento con RITMI - Rete Italiana di Microfinanza PDF Stampa E-mail
Martedì 17 Novembre 2009 17:18

Duplice appuntamento con RITMI – Rete Italiana di Microfinanza

  • “Il microcredito: uno strumento per l'inclusione sociale e finanziaria”

È questo il titolo del convegno che si svolgerà il 3 dicembre 2009 a Roma, presso la Sala Tevere della Regione Lazio (Via Cristoforo Colombo, nr 212), con inizio alle ore 10.00.
All’incontro parteciperanno istituzioni di microcredito italiane ed internazionali.
All’evento è abbinato un incontro dal titolo

  • “Microcredito e metodologie di prestito: alcune esperienze a confronto”

previsto per il giorno 2 dicembre 2009, dalle 11.00 alle 13.00, presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata (Via Columbia, nr 2). E' prevista la partecipazione di rappresentanti di Fondo Esperanza (Cile) e Fair Finance (Gran Bretagna) che confronteranno le proprie esperienze con quelle delle istituzioni di microfinanza italiane.

La partecipazione ad entrambi gli eventi è gratuita. Per ragioni organizzative, è necessario registrarsi all’indirizzo e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Per maggiori informazioni e per il programma definitivo può essere contatta la segreteria organizzativa: Micro Progress Onlus Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   www.microprogress.org - Telefono/Fax 06/41793869.

 
Guatemala: per l'UNICEF la riduzione delle rimesse colpisce i bambini PDF Stampa E-mail
Domenica 15 Novembre 2009 09:16

Guatemala: per l’UNICEF la riduzione delle rimesse colpisce i bambini

Di: redazione migrantiebanche.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Secondo l’UNICEF la contrazione del flusso delle rimesse di denaro che gli emigrati guatemaltechi inviano verso il proprio Paese di origine, ha colpito pesantemente la gioventù del Guatemala.
L’UNICEF registra, infatti, come effetti della diminuzione delle rimesse l’ampliarsi nel Paese dell’America Centrale di fenomeni quali l’abbandono delle scuole da parte degli studenti e l’aumento della domanda di lavori informali.
In particolare, secondo Ivan Yerovi, rappresentante dell’UNICEF in Guatemala, un totale di 108.514 ragazzi in età scolare hanno abbandonato gli studi (54.178 maschi e 54.336 femmine) e ciò “come prodotto della riduzione delle rimesse registrata nel 2009” , principalmente dagli USA.
Lo studio dell’UNICEF, dal titolo “Encuesta sobre remesas 2009, Ninez y Adolescencia”, quantifica undici punti percentuali in meno la differenza tra il flusso di rimesse in entrata in Guatemala nel 2009 rispetto al 2008.
Inoltre, secondo lo studio menzionato, si stima che le rimesse in entrata in Guatemala raggiungeranno alla fine del corrente anno quota 3.840 milioni di dollari americani, contro i 4.314,73 milioni del 2008.
Il valore unitario delle rimesse è mediamente di 272 dollari e la cadenza è mensile.
Lo studio svolto dall’UNICEF unitamente all’OIM (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni) rivela anche che vi sono 1,4 milioni di cittadini del Guatemala che vivono fuori dal loro Paese. Di questo il 70,5% sono uomini.
La mappatura della provenienza delle rimesse di denaro in entrata in Guatemala vede al primo posto gli USA da cui ne provengono il 97%; a seguire il Messico con 1,2%, l’Europa con l’1% ed il Canada con lo 0,8%.
Le rimesse in Guatemala sono una delle maggiori fonti di entrata per il paese e contribuiscono per il 12% al locale PIL.

 
Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse degli immigrati PDF Stampa E-mail
Martedì 10 Novembre 2009 22:11

Seguiti G8: il Ministro Frattini apre la Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse degli immigrati, serve una road map per dimezzare i costi

Da: sito web MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI (09 Novembre 2009)

Stabilire una "road map" che definisca tempi e modi per una "riduzione significativa" dei costi di invio delle rimesse degli immigrati. E' questo l'obiettivo della Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse, in programma alla Farnesina, organizzata dal MAE insieme con la Banca Mondiale nell'ambito della Presidenza italiana del G8. Aprendo i lavori, il Ministro Franco Frattini ha spiegato che si vogliono ridurre i costi delle rimesse "dall'attuale 10% al 5% in 5 anni (il cosiddetto 5x5)".
Nel 2008 ci sono state rimesse per 338 miliardi di dollari verso i Paesi in via di sviluppo, e con "un dimezzamento dei costi ci saranno 15-20 miliardi di dollari in più l'anno", ha sottolineato il Ministro.
Oggi è necessario un "uso più produttivo delle risorse che valorizzi la crescita dei Paesi d'origine", soprattutto quelli dell'Africa sub-sahariana. A questo proposito si sta lavorando alla creazione di un Istituto euro-africano per le rimesse, finanziata dalla Commissione UE in accordo con l'Unione Africana.
Per dimezzare i costi delle rimesse servono ad esempio "lo sviluppo delle infrastrutture dei sistemi di pagamento, una maggiore concorrenza tra operatori e trasparenza". Per quest'ultimo scopo da oggi è on-line il sito www.mandasoldiacasa.it, grazie al quale gli immigrati potranno conoscere i vari operatori, i costi e i tempi delle rimesse.

- 1^ Approfondimento - La Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse

La Conferenza Internazionale di Roma sulle rimesse in programma alla Farnesina il 9 novembre rappresenta uno dei seguiti tangibili e immediati che l’Italia dà al Vertice de L’Aquila in questa materia, per conseguire l’obiettivo del “5x5” cioé il dimezzamento dal 10% al 5% del costo di invio delle rimesse nell’arco di cinque anni.
E’ prevista la partecipazione di rappresentanti dei Paesi G8, delle Banche Centrali, dei principali Paesi interessati dalle rimesse, inclusi i Paesi che hanno importanti corridoi di rimesse dall’Italia, e delle organizzazioni internazionali. Parteciperanno inoltre all’evento rappresentanti dei Money Transfer Operators, delle principali banche attive nel settore delle rimesse e altri operatori del settore. Saranno presenti anche rappresentanti di altri Ministeri interessati, del CNEL e dei sindacati. Saranno presenti infine rappresentanti del gruppo di lavoro italiano sulle rimesse, composto, oltre che da funzionari del Ministero degli Esteri, da Presidenza del Consiglio-Ufficio Sherpa G8, Ministero dell’ Economia, Banca d’Italia, ABI, CeSPI.
Nel corso della Conferenza verrà presentato il sito web italiano dedicato ai costi di transazione delle rimesse, elaborato dal CeSPI e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), finanziato dalla Farnesina. Con questo sito web, l’Italia affianca la Germania, il Regno Unito, la Francia, l’Australia e la Nuova Zelanda.
L’obiettivo del “5x5”, come già enunciato a Roma nel giugno scorso durante la Ministeriale G8 Sviluppo, può essere conseguito con l’impegno di tutti  i soggetti interessati e vede i Paesi G8 quali capofila di uno sforzo più ampio.
La Banca Mondiale ha sottolineato in ottobre che altre 90 milioni di persone entreranno nell’estrema povertà entro la fine del 2010. L’azione con pacchetti nazionali di stimolo all’economia e’ stata accompagnata dal rifinanziamento di strumenti preesistenti delle Istituzioni Finanziarie Internazionali e dal lancio di iniziative e linee di aiuto nuove da parte del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, volta ad assistere i Paesi a medio reddito, colpiti dalla crisi, e quelli a basso reddito. In tale contesto, durante l’ Annual Meeting di Istanbul svoltosi un mese fa, il Presidente della Banca Mondiale, Zoellick, ha sottolineato l’importanza degli strumenti innovativi capaci di moltiplicare le risorse a disposizione, nel cui ambito rientra anche la valorizzazione delle rimesse.
L’azione italiana in ambito G8 ha dato rilievo alle iniziative innovative di finanziamento dello sviluppo. Il Consiglio Europeo del 29-30 ottobre ha anch’esso positivamente accolto la finanza innovativa.
Nell’impostazione dell’iniziativa italiana, le rimesse degli emigranti sono risorse private ed il settore pubblico puo’ svolgere un ruolo importante come facilitatore. I migranti contribuiscono significativamente alla crescita economica e allo sviluppo dei Paesi di origine in diversi modi, tramite il reddito che producono e quello che rimettono alle proprie famiglie ma anche con iniziative volte ad attività produttiva nel proprio Paese di origine.
Stime della Banca Mondiale riportano che nel 2008 le rimesse di circa 190 milioni di  migranti hanno generato (in base ai dati ufficialmente registrati) un volume pari a 444 miliardi di dollari USA, di cui 338 miliardi diretti a Paesi in via di sviluppo, sostenendo il reddito di ben 700 milioni di persone. La crisi economica e finanziaria ha colpito anche le rimesse, che si sono contratte, ma in misura minore rispetto ad altri flussi privati.
L’obiettivo (“5x5”)  significa il dimezzamento dell’attuale costo globale medio di invio e può generare un aumento netto del reddito dei migranti e delle loro famiglie di 10-15 miliardi di dollari USA. Quanto all’Italia, in base alle stime per il 2007, dieci Paesi in Via di Sviluppo hanno ricevuto il 75% delle rimesse da lavoratori migranti nel nostro Paese. I Paesi ricettori sono la Cina (27,9%), la Romania (13,1%), le Filippine (12%), il Marocco (5,6%), il Senegal (4,2%), il Brasile (2,5%), l’Albania (2,4%), il Bangladesh (2,4%), il Perù (2,1%) e l’Ecuador (2,1%). Nel 2008, secondo la Banca Mondiale, il totale delle rimesse originate dall’Italia è stato pari a 12,7 miliardi di dollari (cifra che include anche le rimesse verso Paesi sviluppati).

- 2^ Approfondimento - Intervento del Ministro Frattini: "Conferenza Internazionale sulle Rimesse" (Roma, Farnesina, 9 novembre 2009)

Signor Vice Presidente della Banca Mondiale, Signor Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Illustri Rappresentanti di Governi e di Organizzazioni Internazionali, Rappresentanti di Istituzioni finanziarie e di Associazioni di categoria, Signore e Signori,

sono particolarmente lieto di aprire i lavori di questa Conferenza Internazionale sulle rimesse.

Nel giugno scorso, in occasione della Riunione Ministeriale Sviluppo del G8, qui alla Farnesina, avevamo esaminato il tema delle rimesse, auspicando di poter assumere un impegno concreto e ambizioso per una riduzione significativa e quantificata del loro costo medio globale di invio. Ricordo con soddisfazione che successivamente, a luglio, la Dichiarazione finale del Vertice G8 de L’Aquila – su proposta della Presidenza italiana – ha formalmente adottato l’obiettivo di una riduzione dei costi di invio delle rimesse dall’attuale 10% al 5% in 5 anni, il cosiddetto “5x5”.

Tale obiettivo é alla nostra portata se, oltre ai Paesi G8 che hanno guidato l’azione, si affiancherà il sostegno di tutti coloro i quali sono impegnati nella materia o intendano esserlo.

Ringrazio in particolare la Banca Mondiale che ha voluto assumere il compito di coordinare l’attività internazionale per la valorizzazione delle rimesse, ben apprezzando il ruolo strategico che le rimesse sempre più possono e devono assumere nelle policies per lo sviluppo.

Apprezzo altresì il lavoro che sta svolgendo in questa materia l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e – da ultimo – la collaborazione che ha offerto per varare, con il CeSPI e con il sostegno della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, il sito web italiano sui costi delle rimesse.

Bastano poche cifre per comprendere le opportunità che si aprono. Cominciamo col dire che sebbene la recessione economica incida negativamente anche sulle rimesse che infatti registrano una contrazione, i dati previsionali 2009 della Banca Mondiale segnalano che esse resistono molto meglio alla crisi rispetto ad altri flussi finanziari privati quali, ad esempio, gli investimenti di portafoglio. In base agli ultimissimi dati della Banca Mondiale, circa 190 milioni di migranti hanno effettuato nel 2008 rimesse ufficialmente registrate pari a 444 miliardi di dollari, di cui 338 miliardi verso i Paesi in Via di Sviluppo, fornendo supporto ad oltre 700 milioni di familiari nei paesi di origine. Dimezzando i costi medi di invio, possiamo incrementare ogni anno i trasferimenti – cioè un reddito aggiuntivo – per un volume stimato dalla stessa Banca Mondiale tra i 10 e i 15 miliardi di dollari.

Inoltre, la funzione di catalizzatore che stiamo mettendo in campo attraverso questo obiettivo può sostenere l’uso produttivo delle rimesse stesse a fini patrimoniali e a fini produttivi, quale volano dei processi di crescita. In tal senso i lavori del Gruppo allargato ad hoc del G8, assistito dal Comitato internazionale di esperti, potrà domani fornire importanti approfondimenti.

In questo contesto, a pochi mesi di distanza dal Vertice de L’Aquila, possiamo già definire seguiti concreti al “5x5”, fissando linee di azione con una “Road Map” all’altezza degli impegni assunti. Auspichiamo che questa piattaforma possa ricevere il fattivo contributo, nelle rispettive competenze, da parte di tutti gli stakeholders, molti dei quali qui rappresentati. Concordare qui a Roma una Road Map per le rimesse sarà prova tangibile di come la comunità internazionale possa rapidamente dare risposte alla ricerca di una nuova governance della globalizzazione.


Specificamente, intendiamo partire dal consolidamento dei principi e dall’indicazione delle aree di intervento. Mi riferisco, in primo luogo, ai principi generali per i servizi internazionali di rimessa elaborati dal gruppo Banca Mondiale, che sono: trasparenza e protezione del consumatore di servizi finanziari, sviluppo delle infrastrutture dei sistemi di pagamento, sviluppo di un ambiente regolamentare, concorrenza tra operatori e strutture di mercato, governance e gestione del rischio.

Non vi è peraltro una singola modalità per conseguire il dimezzamento dei costi medi globali delle rimesse, bensì un approccio del tipo tool box con molteplici iniziative tutte in grado di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo. La Conferenza odierna ci offre oggi un’opportunità davvero preziosa per individuare assieme questi strumenti.

Mi riferisco, ad esempio, ai siti web nazionali sui costi di invio, come quello italiano che rappresenta un ulteriore importante elemento del nostro impegno e che proprio oggi verrà lanciato. L’Italia – ricordo – da terra di emigrazione solo nel 1998 è diventata fornitore netto di rimesse. Altri Paesi hanno – o stanno allestendo – simili siti che si rivelano uno strumento efficace, promuovendo al contempo sia la trasparenza dei servizi che la competizione tra gestori. L’esposizione sul web mondiale di dati sui costi di rimessa é uno strumento fondamentale per l’immigrato e per l’operatore stesso, che si tratti di Money Transfer Operator o di Banca commerciale o degli altri operatori di rimessa.

Esistono poi misure di tipo regolamentare-finanziario. Sono qui presenti numerosi rappresentanti delle Banche Centrali, cioè delle istituzioni depositarie della vigilanza e del monitoraggio. La Banca d’Italia è, nel nostro Paese, il partner principale che ci ha assistito sin dall’inizio in maniera determinante in questa iniziativa. Ad esempio, uno sviluppo recente di natura regolamentare ha consentito all’Italia un migliore monitoraggio dei flussi di rimessa con la raccolta diretta di dati dagli stessi operatori di rimessa, con conseguente miglioramento della qualità dei dati italiani sulle rimesse. Notevoli progressi in questa area si sono avuti in altri Paesi, alcuni sono qui presenti oggi e potranno esporre le rispettive best practices.

Fra gli aspetti da studiare maggiormente segnalo anche il forte impatto sui costi che hanno i tassi di cambio fra valute.

Il settore privato può poi svolgere un ruolo pro-attivo, in quanto ha la capacità di cogliere in anticipo le esigenze del mercato e ha spesso dimostrato di sapersi dotare di regole di condotta volontarie ed efficaci. Molti operatori di rimesse condividono il nostro obiettivo e molti operatori sono interessati alla valorizzazione delle rimesse e tra essi Banche commerciali, Casse di risparmio, Fondazioni. E’ presente da parte di alcuni operatori una propensione – che incoraggiamo - verso una riduzione dei costi di rimessa proprio come modo per essere protagonisti in un mercato in espansione.

Vi sono poi altri strumenti, come i progetti di cooperazione che promuovono la sperimentazione di nuovi sistemi di pagamento, capaci di sfruttare a pieno le nuove tecnologie, importanti in particolare per l’Africa.


Al contempo, vi sono Enti che riscoprono la propria importanza fondamentale anche nel settore delle rimesse; mi riferisco, ad esempio, ad un nuovo ruolo delle Poste, con la loro presenza capillare sul territorio.

Sempre in chiave di “Road map” altrettanto importante è anche fissare, per i prossimi cinque anni, un percorso che comprenda momenti collegiali di analisi e di revisione. Anche in questo caso abbiamo alcune opzioni. Propongo di avvalerci – innanzitutto – degli appuntamenti periodici a livello internazionale offerti dagli Spring Meetings e dagli Annual Meetings della Banca Mondiale.

Un cenno aggiunto merita il mercato delle rimesse in Africa che presenta alcune peculiarità. Nel 2008 le rimesse ufficiali verso l’Africa hanno apportato 40 miliardi di dollari al reddito del continente, come chiaramente evidenziato al recente Global Forum on Remittances di Tunisi, organizzato dall’IFAD e dalla Banca Africana di Sviluppo, che ha dato ampio riconoscimento al “5x5”. Ma i costi di invio delle rimesse sono ancora alti, particolarmente nella parte sub-sahariana, con una media regionale nettamente superiore a quella globale, anche per effetto di una minore concorrenza tra operatori. In tale regione, poi, hanno un ruolo rilevante i canali informali. Ritengo che la creazione di un Istituto euro-africano sulle rimesse, di cui si sta discutendo, potrà contribuire al lavoro comune nella materia.

L’Africa è un partner indispensabile a livello internazionale per affrontare in modo concreto le grandi tematiche e le sfide globali. L’Italia, in quest’anno di Presidenza G8, ha fatto dell’impegno per l’Africa una delle sue priorità. Le tematiche dello sviluppo hanno inoltre visto la Presidenza italiana proporre un nuovo approccio, conosciuto come “whole of country”, basato sul rispetto degli impegni assunti, sulla condivisione della responsabilità e sulla valorizzazione di tutti i fattori. Con ciò intendo non solo aiuti, ma anche pace e sicurezza, sostegno alle istituzioni locali democratiche, commercio, investimenti, cancellazioni del debito e fonti innovative di finanziamento. In tale ottica si situano anche le rimesse.

A partire da oggi ci aspettiamo crescenti adesioni al “5x5”. Confido che, oltre ai paesi OCSE, i Paesi nelle varie aree regionali concorrano a questa comune piattaforma con attività di natura regolamentare, con proposte innovative e con attività di sensibilizzazione e di moral suasion.

In conclusione valorizzare le rimesse, ridurre i costi di transazione, promuovere quote addizionali di reddito personale per investimenti produttivi sono i frutti dell’obiettivo che ci siamo prefissati. Soprattutto, vogliamo rendere tangibile l’impegno politico per una solidarietà maggiormente condivisa e per la sostenibilità di quel nuovo paradigma economico-finanziario che la comunità internazionale sta in questi mesi perseguendo.

 

 
La crisi non ferma le rimesse dall'Italia PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Novembre 2009 15:37

La crisi non ferma le rimesse dall'Italia

Di: Marco Marcocci - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Rallentano ma non si arrestano le rimesse di denaro che i migranti presenti in Italia hanno destinato, nel 2008, in piena crisi economica, ai loro familiari rimasti nel proprio Paese di origine.
Così, secondo il “Dossier Statistico 2009 Caritas/Migrantes” (che elabora i dati Banca d’Italia) il flusso delle rimesse  fuoriuscito dall’Italia nel corso del 2008 per mezzo dei canali formali ha superato quota 6,3 miliardi di euro.
Il 5,6% in più rispetto al 2007: questo è il più basso incremento degli ultimi anni. Tra il 2006 ed il 2007 l’aumento percentuale registrato fu del 40%.
La maggior parte dei trasferimenti originati dall’Italia ha raggiunto il continente asiatico (47% del totale), a seguire l’Europa (26%), l’Africa (15%) e l’America Latina (12%). 
La Cina conferma il proprio primato come Paese destinatario del maggior flusso di rimesse dall’Italia, oltre un miliardo e mezzo di euro sono arrivati nel 2008 in questo Paese; tuttavia rispetto al 2007 vi è stata una contrazione dell’8,7% corrispondente a 146.486 milioni di euro in meno.
Dopo la Cina, il Paese maggiormente interessato nel 2008 dalle rimesse provenienti dall’Italia sono state le Filippine, a cui sono stati inviati 922.563 milioni di euro, il 14,5% del totale. Rispetto al 2007, quando l’ammontare delle rimesse verso le Filippine era stato di 727.930 milioni di euro, l’incremento percentuale conseguito è stato del 27%.
Al terzo, quarto e quinto posto troviamo la Romania che ha attirato circa 768.500 milioni di euro (-2,7 rispetto al 2007); il Marocco con 333.023 milioni di euro (- 1,9) ed il Senegal con 262.783 milioni di euro (+ 4,2%).
Questi 5 Paesi (Cina, Filippine, Romania, Marocco e Senegal) complessivamente hanno catalizzato quasi il 60% dell’intero importo inviato dall’Italia come rimesse dei migranti.
 Tra i Paesi che in linea generale hanno annoverato il maggior aumento del valore dei trasferimenti dei propri immigrati meritano particolare menzione lo Sri Lanka, che ha raddoppiato l’ammontare di tale flusso sfiorando, nel 2008, quota 70.000 milioni di euro; il Pakistan che rispetto al 2007 è passato da 43.343 milioni di euro a 63.954 (+ 47,6%) e la Bulgaria che ha addirittura fatto uno sbalzo del + 198% passando da 43.503 milioni di euro del 2007 a 129.647 milioni del 2008.
Per quanto riguarda le province italiane più attive nell’inviare rimesse, dopo quella di Roma, dalla quale sono stati spediti oltre un miliardo e settecento milioni di euro, figurano quella di Milano (con oltre 862.800 milioni di euro), la provincia di Prato con 415.823 milioni di euro che tuttavia risulta in contrazione rispetto al 2007 (- 7,5%) e quella di Firenze con 254.110 milioni di euro.
Anche nel 2008 il mezzo preferito dai migranti in Italia per inviare il denaro a casa è stato – tra i canali formali – quello costituito dai Money Transfer che attualmente, nella penisola, sono circa una trentina, talvolta specializzati ad operare in determinate aree geografiche.
Il rallentamento verificatosi in Italia, frutto della crisi economica globale, è in linea con la tendenza registrata in tutto il mondo dove, secondo una stima della Banca Mondiale, l’ammontare totale delle rimesse originate nel 2008 è stato di circa 433 miliardi di dollari, di cui circa 328 nei soli PSV.

 
Italia-Albania: avvio di un canale operativo per le rimesse PDF Stampa E-mail
Martedì 03 Novembre 2009 17:35

Italia – Albania
Rimesse immigrati: avvio di un canale operativo

COMUNICATO STAMPA (Uff. Stampa:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  -  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Promotori dell'iniziativa sono due partner italiani Microfinanza s.r.l. e Money2Money s.r.l. e l'organizzazione di microfinanza albanese Opportunity Albania.

A partire dal 12 novembre 2009 gli immigrati albanesi avranno a disposizione un innovativo servizio di trasferimento dei loro risparmi dall'Italia all'Albania.

Con oltre quattrocentomila presenze, la comunità albanese in Italia è una delle realtà più importanti; è diffusa in maniera abbastanza capillare su tutto il territorio nazionale, ma presenta le maggiori concentrazioni nel nord ovest e in alcune regioni del centro-sud. Sono impiegati principalmente nei settori dell’edilizia, dell'industria e dei servizi; un nuovo settore di interesse è il turismo. 
 
Dati raccolti e analisi realizzate hanno evidenziato da parte degli immigrati e delle loro famiglie l'esigenza di un innovativo servizio di trasferimento del risparmio che sia di qualità, contenuto nei costi, e più attento alle esigenze individuali rispetto ai servizi di natura esclusivamente commerciale proposti da altri operatori del settore.

L'obiettivo dell'iniziativa è stato pertanto quello della valorizzazione delle rimesse allo scopo di superare la logica del semplice trasferimento di denaro finalizzato al consumo, proponendo anche servizi capaci di accompagnare  e orientare i flussi di risparmio sempre nel rispetto delle scelte dei singoli.

Sarà infatti possibile affiancare al servizio di trasferimento del denaro, prodotti e servizi di microfinanza adeguati alle esigenze della comunità albanese contrastando l'esclusione finanziaria e la scarsa propensione alla bancarizzazione che spesso riguarda tale comunità.
Questo significherà, ad esempio, nuove condizioni e opportunità di accesso al credito per i lavoratori albanesi che abbiano progetti di investimento e di lavoro in Albania, così come la possibilità di sottoscrivere polizze assicurative che tutelino il lavoratore albanese e la famiglia di origine.

L'erogazione di servizi e prodotti di accompagnamento dei flussi delle rimesse sarà quindi mirata al sostegno di una nuova imprenditorialità individuale e/o collettiva in Italia e/o in Albania attraverso l'accensione di linee di credito dedicate, al sostegno di investimenti nei settori prioritari -non ultimo il turismo-, all'offerta di prodotti di natura previdenziale e assicurativa per i singoli e le loro famiglie, al sostegno di percorsi educativi e formativi per adulti, giovani e minori. (Grande attenzione sarà rivolta all'impatto sociale dell'iniziativa sui territori di riferimento).

Dal punto di vista operativo, l'avvio del canale di trasferimento delle rimesse degli immigrati ha comportato la definizione di un software di gestione dedicato alla messa in rete delle agenzie dell'operatore di money transfer in Italia e delle agenzie di Opportunity Albania diffuse in molte località urbane e rurali dell'Albania e l'avvio della preparazione di un pacchetto di prodotti e servizi finanziari, assicurativi, previdenziali e creditizi, che potranno essere eventualmente associati al trasferimento del risparmio in Albania.
Il servizio sarà disponibile in tutte quelle regioni e località italiane che vedono una forte presenza di immigrati e comunità albanesi e in cui sono state selezionate agenzie di money transfer che presentano tutte le caratteristiche necessarie a garantire un servizio di qualità.
  
Gli effetti attesi da questo nuovo strumento sono il favorire la creazione di una effettiva cittadinanza economica della comunità albanese in Italia e il sostegno allo sviluppo economico dell'Albania  anche attraverso un migliore ed adeguato uso del risparmio e dei flussi finanziari derivati dalle rimesse dei migranti.

L'iniziativa è patrocinata da Micro.Bo – Associazione microfinanza Bologna – Onlus

 

 
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