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Lunedì 02 Agosto 2010 11:54 |
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COMUNICATO STAMPA Extrabanca e IBL Banca: siglato accordo di distribuzione per potenziare le offerte di entrambe le banche.
Extrabanca metterà a disposizione dei propri clienti i prestiti personali con cessione del quinto di IBL Banca.
IBL Banca a sua volta offrirà i prestiti personali di Extrabanca, ideati per rispondere alle esigenze emergenti dei cittadini stranieri.
Extrabanca, il primo istituto di credito italiano dedicato ai cittadini immigrati in Italia, e il Gruppo Bancario IBL Banca, specializzato nel credito personale e in particolare nei finanziamenti tramite cessione del quinto, hanno siglato un accordo di distribuzione per ampliare le rispettive gamme di offerta.
A seguito della partnership, i clienti di Extrabanca avranno accesso ai servizi di IBL Banca relativi ai prestiti personali tramite la cessione del quinto dello stipendio.
IBL Banca a sua volta offrirà alla clientela la possibilità di sottoscrivere nelle sue filiali di Milano i prestiti personali di Extrabanca, ideati per rispondere alle specifiche esigenze dei cittadini immigrati.
“Attraverso la partnership di distribuzione siglata con IBL Banca arricchiamo l’offerta disponibile per una parte importante della nostra clientela, rappresentata dai lavoratori dipendenti – ha dichiarato Alberto Rabbia, Chief Operating Officer di Extrabanca – I prestiti con cessione del quinto del nostro Partner rispondono pienamente ai criteri di immediatezza, di semplicità e di trasparenza di prezzo che contraddistinguono la nostra offerta”. “L’accordo con Extrabanca ci permette di rispondere in maniera dedicata alla richiesta di accesso al credito da parte delle famiglie e dei cittadini stranieri che lavorano in Italia e sono in costante crescita – ha commentato Fabio Pieri, Responsabile di Rete del Gruppo Bancario IBL Banca – e di mettere a loro disposizione la nostra esperienza specialistica e pluriennale nella cessione del quinto”.
Informazioni su Extrabanca Extrabanca è il primo istituto di credito in Italia dedicato ai cittadini immigrati che si propone come punto di riferimento per cogliere, comprendere e soddisfare le loro esigenze e richieste di servizi bancari e contribuire così alla promozione e all’accelerazione dello sviluppo degli operatori economici multiculturali. L’azionariato di Extrabanca comprende la fondazione Cariplo e Assicurazioni Generali, oltre a numerosi imprenditori. Presidente è Andrea Orlandini.
Informazioni sul Gruppo Bancario IBL Banca IBL Banca nasce nel 1927 come Istituto Nazionale di Credito agli Impiegati. Nel corso degli anni si sviluppa, nel 2004 diviene Banca e, nel 2008, Gruppo Bancario. Interamente italiano, il Gruppo è leader nei prestiti tramite cessione del quinto, nei quali ha acquisito una specializzazione di oltre ottanta anni. Ha inoltre sviluppato una linea di conti deposito liberi e vincolati, caratterizzati da condizioni che risultano essere tra le più competitive attualmente sul mercato. Con sede a Roma, è presente sul territorio nazionale attraverso 13 filali bancarie e 31 negozi finanziari di IBL Family, società interamente controllata dalla banca. |
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Nasce Postepay MoneyGram Rewards: la prima Carta Fedeltà prepagata |
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Sabato 31 Luglio 2010 16:17 |
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COMUNICATO STAMPA Nasce Postepay MoneyGram Rewards: la prima Carta Fedeltà prepagata
L’accordo tra MoneyGram e Poste Italiane rafforza la partnership dopo il successo dei servizi di money transfer via cellulare e via web.
Nasce la Postepay MoneyGram Rewards, la prima Carta Fedeltà prepagata lanciata sul mercato grazie all’accordo tra Poste Italiane e MoneyGram che in questo modo rafforzano la loro decennale partnership nella offerta di prodotti cash to cash rivolti in particolare al target dei cittadini stranieri residenti in Italia.
La Postepay MoneyGram Rewards funzionerà sia come strumento di pagamento sia come programma fedeltà e sarà a disposizione del pubblico a breve. Il servizio prevede la possibilità per tutti coloro che si iscrivono al programma fedeltà di MoneyGram di ricevere una carta prepagata per il prelievo di contanti e l’acquisto di beni e servizi. Per beneficiare dello sconto del 5% sulle commissioni di invio sarà sufficiente presentare la carta al momento di eseguire una transazione con MoneyGram. La Postepay MoneyGram Rewards permette anche di accedere a servizi aggiuntivi come l’abilitazione ad avvisi di ricezione della transazioni MoneyGram via sms o il pagamento di bollette.
Questo nuovo accordo risponde alla volontà di MoneyGram di crescere in Italia, incrementando la sua quota di mercato grazie ad intese strategiche con imprese e operatori finanziari in una ottica di cross selling. Inoltre l’iniziativa risponde alle esigenze di Poste Italiane di aumentare l’utilizzo dei sistemi di pagamento via carta sul target immigrato e di fidelizzare la clientela che effettua transazioni internazionali tramite il servizio MoneyGram offerto da Poste. Il rafforzamento della partnership con Poste Italiane è anche frutto degli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno con il lancio congiunto dell’innovativo servizio di money transfer da telefonino e via web. Le transazioni da cellulare da gennaio 2010 a fine maggio 2010 sono cresciute di circa il 90%, mentre quelle via web sono più che triplicate (+263%).
“La carta fedeltà già lanciata negli Stati Uniti ha permesso di ridurre i tempi di transazione del cliente fidelizzato oltre che aumentarne la profittabilità - ha dichiarato Nigel Lee, Executive Vice President, EMEAAP Region di MoneyGram, - “speriamo di replicare gli stessi risultati in Italia”.
“Postepay MoneyGram Rewards – ha affermato Massimo Sarmi, Amministratore Delegato Poste Italiane – è l’esempio della grande versatilità della Postepay, uno strumento finanziario estremamente dinamico la cui funzionalità e sicurezza consentono una vasta gamma di applicazioni, tutte molto apprezzate dal mercato sia tra i cittadini italiani, sia tra gli stranieri, come dimostra la nostra leadership nel settore delle prepagate, con 6 milioni di carte vendute”.
Poste Italiane è l’infrastruttura logistica e tecnologica più grande e capillare del Paese e offre prodotti e servizi integrati di comunicazione, logistici, finanziari e di telefonia mobile su tutto il territorio nazionale. Oltre Poste Mobile, fanno parte del Gruppo Poste Italiane: SDA che offre servizi di corriere espresso, logistica, motorecapito urbano; Postecom, Centro di competenza dei servizi internet e integratore di servizi innovativi; PosteVita e BancoPosta Fondi SGR che offrono rispettivamente polizze vita e fondi di investimento; Postel, leader europeo nella posta elettronica “ibrida” e nel settore del document processing. MoneyGram è una delle società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 200 mila agenti in 190 Paesi e territori nel mondo. Dal 2004 è quotata al New York Stock Exchange. MoneyGram in Italia vanta una capillare rete di agenti Retail e una importante partnership con Poste Italiane, offrendo il servizio di money transfer in oltre 10.000 uffici postali. Contact: Barabino&Partners per MoneyGram Allegra Ardemagni Valentina Lombardo Tel.: 06/679.29.29 |
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Le aziende preferiscono gli stranieri |
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Venerdì 09 Luglio 2010 12:22 |
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FONDAZIONE LEONE MORESSA -
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Le aziende preferiscono gli starnieri
In Italia nel corso del 2009 sono aumentati gli occupati stranieri (+147mila lavoratori) a fronte di una riduzione degli italiani (-526mila unità). La situazione di crisi ha creato un disequilibrio tra le forze di lavoro, determinando una maggiore richiesta di manodopera straniera, almeno in termini assoluti.
Questi i principali dati che emergono da una ricerca della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato l’andamento dell’occupazione in Italia nel corso dell’ultimo anno.
In quali settori vi è stata la maggiore richiesta?
Il numero degli occupati stranieri è aumentato nella quasi totalità dei settori economici; in particolare tale tendenza si evidenzia nei settori dei servizi alle persone e dei servizi sociali in cui la differenza tra il 2008 e il 2009 è stata positiva e pari a oltre 58mila unità, seguita dal comparto delle costruzioni con quasi +27mila lavoratori.
Nel contempo gli italiani sembrano essere stati espulsi maggiormente dal mercato del lavoro nei comparti della manifattura (-209mila lavoratori) e del commercio (-104mila unità), mentre gli stranieri hanno segnato per gli stessi settori un dato negativo nel primo caso (-5mila occupati) e positivo nel secondo (+10mila).
In quali regioni?
Nel Nord la richiesta di manodopera straniera si è fatta più evidente: in queste aree non solo è aumentato il numero di occupati di chi proviene da Paesi esteri, ma il saldo tra italiani e stranieri risulta essere maggiormente sbilanciato. In regioni come Lombardia e Veneto, il differenziale tra le etnie risulta evidente: ad esempio, nel territorio lombardo a fronte di 73mila lavoratori italiani in meno, gli stranieri sono aumentati di oltre 22mila unità. Nel Veneto, si tratta di -56mila occupati italiani contro i +9mila stranieri. Il Lazio è la regione che più di tutte ha visto aumentare in termini assoluti il numero dei propri occupati stranieri: +35mila unità contro i -40mila degli italiani.
A livello territoriale si possono evidenziare però alcune peculiarità nelle dinamiche occupazionali in termini di settori di attività che vanno nella direzione opposta a quella appena descritta. Ad esempio, nel settore delle costruzioni vi sono aree come il Veneto in cui la domanda di manodopera straniera è calata nel corso dell’ultimo anno, così come nella Marche, in Umbria, Piemonte e Emilia Romagna per quanto riguarda la manifattura.
Quali le professioni più richieste?
Nel corso dell’ultimo anno le imprese italiane hanno fatto maggiormente richiesta di profili professionali medio-bassi: in particolare gli stranieri sono aumentati in termini di numerosità nelle professioni non qualificate registrando un valore di 120mila lavoratori in più rispetto al 2008, quando tra gli italiani le espulsioni riferite alla stessa professione sono state pari a 22mila unità. Anche tra le figure artigiane e gli operai specializzati la domanda di manodopera è stata maggiore nelle fila degli stranieri rispetto a quella degli italiani.
“Questi numeri descrivono un’Italia che, nonostante la crisi, continua a richiedere manodopera straniera” affermano i ricercatori della Fondazione Moressa. “La domanda di figure professionali specifiche non va quindi ignorata e bisogna riflettere sul modo più adeguato di rispondere a tale esigenza offerta dal mercato del lavoro, senza creare competizioni o acuire tensioni sociali. La lettura di questi dati va comunque integrata con le riflessioni sul tasso di disoccupazione che rimane sempre più elevato tra gli stranieri rispetto agli italiani (11,2% e 7,5%)”.
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Meno rimesse, più integrazione? |
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Venerdì 02 Luglio 2010 14:23 |
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Meno rimesse, più integrazione? In Veneto rallenta il flusso delle rimesse degli stranieri
Fondazione Leone Moressa -
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Ammonta a 427 milioni di € la somma di denaro che esce dal Veneto. Ma se dal 2005 la cifra è quasi raddoppiata, nell’ultimo anno è cresciuta di appena lo 0,4%. Nel 2009 gli stranieri presenti in Veneto hanno inviato nei loro paesi di origine oltre 427 milioni di €, pari allo 0,32% del valore aggiunto regionale. Dopo anni di crescita costante, lo scorso anno la corsa delle rimesse è rallentata registrando un aumento di appena lo 0,4% rispetto al 2008, con un incremento in termini assoluti di 1,5 milioni di €. Questi i principali dati che emergono da uno studio della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato consistenza, natura e destinazione finale delle rimesse degli immigrati nel Veneto transitati attraverso i canali formali di intermediazione. Da dove partono i soldi che escono dall’Italia? Quasi un quarto del denaro che esce dal Veneto è localizzato nella provincia di Padova (23,7%), seguito da Verona e Venezia. Quest’ultima primeggia per l’aumento del volume delle rimesse sia nell’arco degli ultimi cinque anni (130,3%), sia rispetto al 2008 (8,6%) Queste tre province mostrano inoltre il più elevato rapporto tra le rimesse e il valore aggiunto prodotto dagli stessi territori: si tratta dello 0,4% a Padova e dello 0,35% a Venezia e Verona. Il rallentamento complessivo della corsa delle rimesse in Veneto è causato principalmente dalla flessione nei flussi di uscita di denaro dal territorio di Padova (-5,8%), di Treviso (-1,8%) e in parte marginale anche da Rovigo (-2,3%). A quanto ammontano le rimesse pro capite? Nel 2009 ciascun straniero residente in Veneto ha fatto defluire fuori dal nostro Paese mediamente 941 € (circa 78 € al mese), con una diminuzione rispetto allo scorso anno di oltre il 10%. Questo a causa soprattutto del maggior aumento della popolazione residente straniera rispetto all’incremento percentuale delle rimesse. A livello provinciale gli stranieri di Padova, Rovigo e Venezia hanno inviato nel corso del 2009 mediamente più di mille € per ciascun residente straniero, mentre a Belluno e Treviso non si superano i 700€. Dove vanno i soldi che escono dal Veneto? Il Paese che nel 2009 ha ricevuto più denaro proveniente dalla nostra regione è la Romania, con un ammontare complessivo superiore a 63 milioni di €. Al secondo e terzo posto si collocano Cina e Bangladesh, che assorbono rispettivamente il 14,4% e il 10,2% delle rimesse complessive. Seguono a ruota, con incidenze inferiori, Marocco, Brasile, Senegal e Nigeria. La Romania è il primo paese di destinazione delle rimesse nelle province di Treviso e Belluno, mentre la Cina di Padova e Rovigo. In Bangladesh arrivano in prevalenza le somme di denaro in uscita da Venezia e Vicenza e infine in Brasile da Verona. “Il rallentamento della corsa delle rimesse degli stranieri in Veneto potrebbe trovare in due ipotesi la sua spiegazione.” affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa “Da una parte la crisi avrebbe imposto agli stranieri di diminuire quella parte di risparmio che avrebbero destinato al proprio Paese di origine. Dall’altra, la realizzazione di un vero e proprio processo di stabilizzazione permanente degli stranieri nel territorio (testimoniato dall’incremento dei permessi di soggiorno per motivi familiari), che avrebbe indotto gli stessi a investire nel Veneto quelle risorse che altrimenti sarebbero defluite all’estero. Ciò testimonia che un progressivo processo di integrazione sociale ed economica degli stranieri nel territorio è funzionale a sostenere, anche se marginalmente, l’intero indotto economico regionale: infatti quella parte di guadagno (ottenuto lavorando in Veneto) che gli stranieri invierebbero come rimesse oltre confine (che rappresenta lo 0,32% del valore aggiunto) potrebbe essere investito e speso in termini di consumo nel territorio veneto". |
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Africa-Italia. Scenari migratori |
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Venerdì 02 Luglio 2010 07:13 |
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Africa - Italia. Scenari migratori
Roma, 16 luglio 2010, ore 11.00
Salone Monte dei Paschi di Siena
Via Minghetti, 30/a (Piazza Colonna)
Presentazione del nuovo libro Caritas/Migrantes
Progetto finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione
(Commissione UE-Min. Interno/Dip. Libertà Civili e Immigrazione)
Programma:
Saluti introduttivi
Prefetto Angelo Malandrino, Min. Interno, Direttore Centrale Politiche Immigrazione e Asilo
S.E. José Eduardo Barbosa, Ambasciatore di Capo Verde in Italia
“Scenari africani e migrazioni”
Proiezione video realizzato da Antonia e Riccardo Moro
Presentazione del Rapporto
Maria Paola Nanni, Redazione Centrale “Dossier Statistico Immigrazione”
Domande e risposte sul continente africano
Conclusioni
Per informazioni Tel.: 06.66514345 int. 1 o 2
E-mail:
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