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Migrant Banking
Ecuador: rimesse nel secondo trimestre 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Mercoledì 01 Settembre 2010 07:00

Ecuador: rimesse dei migranti ricevute nel secondo trimestre 2010

Nel secondo trimestre del corrente anno il flusso delle rimesse di denaro che i migranti dell’Ecuador hanno inviato nel loro Paese è stato di 549,8 milioni di dollari americani, cifra questa inferiore dell’1,2% rispetto al primo trimestre del 2010 (USD 556,9 mln) e minore dell’8,7% in considerazione del secondo trimestre del 2009 (USD 609,7 mln).
Secondo gli analisti del Banco Central del Ecuador la spiegazione della contrazione registrata nei mesi di aprile, maggio e giugno 2010 è riconducibile alla delicata situazione economica che sta attraversando la Spagna che, tra l’altro, ha adottato delle misure interne che hanno ridotto la propensione al risparmio dei migranti.
Prendendo in considerazione il primo semestre del 2010, l’ammontare delle rimesse entrate in Ecuador è stato di 1.106,4 milioni di dollari che rappresenta una riduzione del 5,2%, ossia 57,8 milioni di dollari, rispetto al primo semestre del 2009.
Il Paese dal quale è pervenuto il maggior flusso di rimesse nel secondo semestre del 2010 sono stati gli USA con 283,2 milioni di dollari pari al 51,5% del totale. A seguire Spagna con 197,4 milioni di dollari (35,9%), Italia con 36,6 milioni di dollari (6,7%) e gli altri Paesi del mondo si spartiscono una quota pari al 5,9% del totale.
Per quanto riguarda la distribuzione delle rimesse all’interno dell’Ecuador, la provincia del Guayas è stata interessata da 153,5 milioni di dollari, l’Azuay da 119,2 milioni ed il Pichincha da 91,4 milioni. Queste province, complessivamente, concentrano il 66,2% del flusso totale delle rimesse introitate nel Paese.
Per quanto riguarda la classifica delle città è Guayaquil al comando con 134,9 milioni di dollari ricevuti, seguita da Cuenca con 95,3 milioni e Quito con USD 89,7 milioni: queste tre città rappresentano il 58,2% del totale delle rimesse ricevute nell’intero Paese.
La ripartizione per regione  assegna il 38% del flusso delle rimesse alla Costa, il 34,2% all’Austro, il 26% alla Sierra e l’1,8% all’Oriente.
Durante il secondo trimestre del 2010 il 54,1% delle rimesse pervenute in Ecuador è stato liquidato ai rispettivi beneficiari dalle società di money transfer, quindi cash, per un volume di 297,2 milioni di dollari americani.
Le banche hanno intermediato il 43,8% delle rimesse, accreditando sui conti correnti o sui libretti di risparmio dei beneficiari un totale di 240,8 milioni di dollari.
Il rimanente 2,1% delle rimesse, corrispondente a USD 11,8 milioni, è stato intermediato dalle “cooperativas de ahorro y crédito” e dalle “asociaciones mutualistas”.

 
MONEYGRAM INTERNATIONAL risponde alla catastrofe in Pakistan PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Sabato 28 Agosto 2010 11:20

COMUNICATO STAMPA
MONEYGRAM INTERNATIONAL risponde alla catastrofe in Pakistan.

La società dona 3 dollari per ciascun invio di denaro al Pakistan dall’Italia.

In risposta alla devastazione causata dalle inondazioni in Pakistan MoneyGram International, tra le società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 203 mila agenti in 190 paesi del mondo, donerà 3 dollari su ciascun trasferimento di denaro inviato in Pakistan dai Paesi aderenti all’iniziativa, tra cui l’Italia, quale contributo alle opere di soccorso.

Fino al prossimo 20 settembre, per ciascuna transazione diretta in Pakistan dall’Italia, saranno devoluti 3 dollari alla Croce Rossa Americana a sostegno delle opere di soccorso in Pakistan.

“La situazione in cui versa il Pakistan è una delle peggiori cui si sia assistito nel corso degli ultimi anni e desideriamo fare qualcosa per aiutare le persone la cui vita è stata devastata dalle inondazioni” ha affermato Juan Agualimpia, Direttore marketing di MoneyGram. “Invitiamo calorosamente i nostri clienti ad unirsi a noi per aiutare le persone residenti in Pakistan che hanno subito perdite enormi per via delle inondazioni.”

Tutti gli agenti di MoneyGram in Pakistan, tra cui Bank Al Falah, MCB Bank e Wall Street Exchange, sono operativi al momento, pertanto i beneficiari potranno ritirare prontamente il denaro loro inviato. Per informazioni sull’ubicazione delle agenzie si prega di visitare www.moneygram.com.

L’anno scorso MoneyGram ha devoluto 1 milione di dollari a sostegno di comunità bisognose contribuendo ad opere di soccorso di respiro internazionale tra cui quelle a favore dei disastrati in El Salvador, India, Indonesia, Filippine, Samoa e Tonga. La società elargisce inoltre approssimativamente 500.000 dollari all’anno in sovvenzioni a favore di organizzazioni senza scopo di lucro a sostegno di comunità per programmi di microfinanza, istruzione fondamentale e soccorsi in seguito a catastrofi naturali.

 

 
Extrabanca e IBL Banca PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 02 Agosto 2010 11:54

COMUNICATO STAMPA
Extrabanca e IBL Banca: siglato accordo di distribuzione per potenziare le offerte di entrambe le banche.

Extrabanca metterà a disposizione dei propri clienti i prestiti personali con cessione del quinto di IBL Banca. 

IBL Banca a sua volta offrirà i prestiti personali di Extrabanca, ideati per rispondere alle esigenze emergenti dei cittadini stranieri.

Extrabanca, il primo istituto di credito italiano dedicato ai cittadini immigrati in Italia, e il Gruppo Bancario IBL Banca, specializzato nel credito personale e in particolare nei finanziamenti tramite cessione del quinto, hanno siglato un accordo di distribuzione per ampliare le rispettive gamme di offerta.

A seguito della partnership, i clienti di Extrabanca avranno accesso ai servizi di IBL Banca relativi ai prestiti personali tramite la cessione del quinto dello stipendio.

IBL Banca a sua volta offrirà alla clientela la possibilità di sottoscrivere nelle sue filiali di Milano i prestiti personali di Extrabanca, ideati per rispondere alle specifiche esigenze dei cittadini immigrati.

“Attraverso la partnership di distribuzione siglata con IBL Banca arricchiamo l’offerta disponibile per una parte importante della nostra clientela, rappresentata dai lavoratori dipendenti – ha dichiarato Alberto Rabbia, Chief Operating Officer di Extrabanca – I prestiti con cessione del quinto del nostro Partner rispondono pienamente ai criteri di immediatezza, di semplicità e di trasparenza di prezzo che contraddistinguono la nostra offerta”.
“L’accordo con Extrabanca ci permette di rispondere in maniera dedicata alla richiesta di accesso al credito da parte delle famiglie e dei cittadini stranieri che lavorano in Italia e sono in costante crescita – ha commentato Fabio Pieri, Responsabile di Rete del Gruppo Bancario IBL Banca –  e di mettere a loro disposizione la nostra esperienza specialistica e pluriennale nella cessione del quinto”.

Informazioni su Extrabanca
Extrabanca è il primo istituto di credito in Italia dedicato ai cittadini immigrati che si propone come punto di riferimento per cogliere, comprendere e soddisfare le loro esigenze e richieste di servizi bancari e contribuire così alla promozione e all’accelerazione dello sviluppo degli operatori economici multiculturali. L’azionariato di Extrabanca comprende la fondazione Cariplo e Assicurazioni Generali, oltre a numerosi imprenditori. Presidente è Andrea Orlandini.

Informazioni sul Gruppo Bancario IBL Banca
IBL Banca nasce nel 1927 come Istituto Nazionale di Credito agli Impiegati. Nel corso degli anni si sviluppa, nel 2004 diviene Banca e, nel 2008, Gruppo Bancario. Interamente italiano, il Gruppo è leader nei prestiti tramite cessione del quinto, nei quali ha acquisito una specializzazione di oltre ottanta anni. Ha inoltre sviluppato una linea di conti deposito liberi e vincolati, caratterizzati da condizioni che risultano essere tra le più competitive attualmente sul mercato. Con sede a Roma, è presente sul territorio nazionale attraverso 13 filali bancarie e 31 negozi finanziari di IBL Family, società interamente controllata dalla banca.

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Agosto 2010 11:55
 
Nasce Postepay MoneyGram Rewards: la prima Carta Fedeltà prepagata PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Sabato 31 Luglio 2010 16:17

COMUNICATO STAMPA
Nasce Postepay MoneyGram Rewards: la prima Carta Fedeltà prepagata

L’accordo tra MoneyGram e Poste Italiane rafforza la partnership dopo il successo dei servizi di money transfer via cellulare e via web.

Nasce la Postepay MoneyGram Rewards, la prima Carta Fedeltà prepagata lanciata sul mercato grazie all’accordo tra Poste Italiane e MoneyGram che in questo modo rafforzano la loro decennale partnership nella offerta di prodotti cash to cash rivolti in particolare al target dei cittadini stranieri residenti in Italia.

La Postepay MoneyGram Rewards funzionerà sia come strumento di pagamento sia come programma fedeltà e sarà a disposizione del pubblico a breve. Il servizio prevede la possibilità per tutti coloro che si iscrivono al programma fedeltà di MoneyGram di ricevere una carta prepagata per il prelievo di  contanti e l’acquisto  di beni e servizi. Per beneficiare dello sconto del 5% sulle commissioni di invio sarà sufficiente presentare la carta al momento di eseguire una transazione con MoneyGram. La Postepay MoneyGram Rewards permette anche di accedere a servizi aggiuntivi come l’abilitazione ad avvisi di ricezione della transazioni MoneyGram via sms o il pagamento di bollette.

Questo nuovo accordo risponde alla volontà di MoneyGram di crescere in Italia, incrementando la sua quota di mercato grazie ad intese strategiche con imprese e operatori finanziari in una ottica di cross selling.
Inoltre l’iniziativa risponde alle esigenze di Poste Italiane di aumentare l’utilizzo dei sistemi di pagamento via carta sul target immigrato e di fidelizzare la clientela che effettua transazioni internazionali tramite il servizio MoneyGram offerto da Poste.
Il rafforzamento della partnership con Poste Italiane è anche frutto degli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno con il lancio congiunto dell’innovativo servizio di money transfer da telefonino e via web. Le transazioni da cellulare da gennaio 2010 a fine maggio 2010 sono cresciute di circa il 90%, mentre quelle via web sono più che triplicate (+263%).

“La carta fedeltà già lanciata negli Stati Uniti ha permesso di ridurre i tempi di transazione del cliente fidelizzato oltre che aumentarne la profittabilità - ha dichiarato Nigel Lee, Executive Vice President, EMEAAP Region di MoneyGram, - “speriamo di replicare gli stessi risultati in Italia”.

“Postepay MoneyGram Rewards – ha affermato Massimo Sarmi, Amministratore Delegato Poste Italiane – è l’esempio della grande versatilità della Postepay, uno strumento finanziario estremamente dinamico la cui funzionalità e sicurezza consentono una vasta gamma di applicazioni, tutte molto apprezzate dal mercato sia tra i cittadini italiani, sia tra gli stranieri, come dimostra la nostra leadership nel settore delle  prepagate, con 6 milioni di carte vendute”.

Poste Italiane è l’infrastruttura logistica e tecnologica più grande e capillare del Paese e offre prodotti e servizi integrati di comunicazione, logistici, finanziari e di telefonia mobile su tutto il territorio nazionale. Oltre  Poste Mobile, fanno parte del Gruppo Poste Italiane: SDA che offre servizi di corriere espresso, logistica, motorecapito urbano; Postecom, Centro di competenza dei servizi internet e integratore di servizi innovativi; PosteVita e BancoPosta Fondi SGR che offrono rispettivamente polizze vita e fondi di investimento; Postel, leader europeo nella posta elettronica “ibrida” e nel settore del document processing.
MoneyGram è una delle società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 200 mila agenti in 190 Paesi e territori nel mondo. Dal 2004 è quotata al New York Stock Exchange. MoneyGram in Italia vanta una capillare rete di agenti Retail e una importante partnership con Poste Italiane, offrendo il servizio di money transfer in oltre 10.000 uffici postali.
 
Contact: Barabino&Partners per MoneyGram
Allegra Ardemagni
Valentina Lombardo
Tel.: 06/679.29.29

 
Meno rimesse, più integrazione? PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Venerdì 02 Luglio 2010 14:23

Meno rimesse, più integrazione?
 
In Veneto rallenta il flusso delle rimesse degli stranieri

Fondazione Leone Moressa - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
Ammonta a 427 milioni di € la somma di denaro che esce dal Veneto. Ma se dal 2005 la cifra è quasi raddoppiata, nell’ultimo anno è cresciuta di appena lo 0,4%.
 
 
Nel 2009 gli stranieri presenti in Veneto hanno inviato nei loro paesi di origine oltre 427 milioni di €, pari allo 0,32% del valore aggiunto regionale. Dopo anni di crescita costante, lo scorso anno la corsa delle rimesse è rallentata registrando un aumento di appena lo 0,4% rispetto al 2008, con un incremento in termini assoluti di 1,5 milioni di €.
Questi i principali dati che emergono da uno studio della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato consistenza, natura e destinazione finale delle rimesse degli immigrati nel Veneto transitati attraverso i canali formali di intermediazione.
 
Da dove partono i soldi che escono dall’Italia?
Quasi un quarto del denaro che esce dal Veneto è localizzato nella provincia di Padova (23,7%), seguito da Verona e Venezia. Quest’ultima primeggia per l’aumento del volume delle rimesse sia nell’arco degli ultimi cinque anni (130,3%), sia rispetto al 2008 (8,6%) Queste tre province mostrano inoltre il più elevato rapporto tra le rimesse e il valore aggiunto prodotto dagli stessi territori: si tratta dello 0,4% a Padova e dello 0,35% a Venezia e Verona.
Il rallentamento complessivo della corsa delle rimesse in Veneto è causato principalmente dalla flessione nei flussi di uscita di denaro dal territorio di Padova (-5,8%), di Treviso (-1,8%) e in parte marginale anche da Rovigo (-2,3%).
 
A quanto ammontano le rimesse pro capite?
Nel 2009 ciascun straniero residente in Veneto ha fatto defluire fuori dal nostro Paese mediamente 941 € (circa 78 € al mese), con una diminuzione rispetto allo scorso anno di oltre il 10%. Questo a causa soprattutto del maggior aumento della popolazione residente straniera rispetto all’incremento percentuale delle rimesse. A livello provinciale gli stranieri di Padova, Rovigo e Venezia hanno inviato nel corso del 2009 mediamente più di mille € per ciascun residente straniero, mentre a Belluno e Treviso non si superano i 700€.
 
Dove vanno i soldi che escono dal Veneto?
Il Paese che nel 2009 ha ricevuto più denaro proveniente dalla nostra regione è la Romania, con un ammontare complessivo superiore a 63 milioni di €. Al secondo e terzo posto si collocano Cina e Bangladesh, che assorbono rispettivamente il 14,4% e il 10,2% delle rimesse complessive. Seguono a ruota, con incidenze inferiori, Marocco, Brasile, Senegal e Nigeria. La Romania è il primo paese di destinazione delle rimesse nelle province di Treviso e Belluno, mentre la Cina di Padova e Rovigo. In Bangladesh arrivano in prevalenza le somme di denaro in uscita da Venezia e Vicenza e infine in Brasile da Verona.
 
“Il rallentamento della corsa delle rimesse degli stranieri in Veneto potrebbe trovare in due ipotesi la sua spiegazione.” affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa “Da una parte la crisi avrebbe imposto agli stranieri di diminuire quella parte di risparmio che avrebbero destinato al proprio Paese di origine. Dall’altra, la realizzazione di un vero e proprio processo di stabilizzazione permanente degli stranieri nel territorio (testimoniato dall’incremento dei permessi di soggiorno per motivi familiari), che avrebbe indotto gli stessi a investire nel Veneto quelle risorse che altrimenti sarebbero defluite all’estero.
Ciò testimonia che un progressivo processo di integrazione sociale ed economica degli stranieri nel territorio è funzionale a sostenere, anche se marginalmente, l’intero indotto economico regionale: infatti quella parte di guadagno (ottenuto lavorando in Veneto) che gli stranieri invierebbero come rimesse oltre confine (che rappresenta lo 0,32% del valore aggiunto) potrebbe essere investito e speso in termini di consumo nel territorio veneto".
 

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Luglio 2010 14:24
 
Africa-Italia. Scenari migratori PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Venerdì 02 Luglio 2010 07:13

Africa - Italia. Scenari migratori

Roma, 16 luglio 2010, ore 11.00

 Salone Monte dei Paschi di Siena

 Via Minghetti, 30/a (Piazza Colonna)

Presentazione del nuovo libro Caritas/Migrantes

Progetto finanziato dal Fondo Europeo per l’Integrazione

(Commissione UE-Min. Interno/Dip. Libertà Civili e Immigrazione) 

Programma:

Saluti introduttivi

Prefetto Angelo Malandrino, Min. Interno, Direttore Centrale Politiche Immigrazione e Asilo

S.E. José Eduardo Barbosa, Ambasciatore di Capo Verde in Italia

“Scenari africani e migrazioni”

Proiezione video realizzato da Antonia e Riccardo Moro

Presentazione del Rapporto

Maria Paola Nanni, Redazione Centrale “Dossier Statistico Immigrazione”

Domande e risposte sul continente africano

Conclusioni

Per informazioni Tel.: 06.66514345 int. 1 o 2

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Luglio 2010 07:15
 
Gli immigrati costituiscono il 7% della popolazione italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Sabato 12 Giugno 2010 16:53

La popolazione italiana, nel 2009, è aumentata dello 0,5% rispetto al 2008 (+ 295.260 unità) ed ha raggiunto quota 60.340.328. Questo il dato riferito al 31 dicembre 2009 dal quale emerge che il 7% della popolazione residente è straniera.
L’incremento registrato nel 2009 è dovuto esclusivamente alle migrazioni dall’estero. Le nascite sono diminuite e quasi il 14% dei nati è figlio di immigrati.
Gli stranieri residenti sono cresciuti nel 2009 rispetto al 2008 dello 0,5%, sono infatti passati dal 6,5% della popolazione nel 2008 al 7% nel 2009.
Gli immigrati risiedono maggiormente al centro nord dove raggiungono un incidenza sulla popolazione complessiva del 9,8% nel Nord Est e del 9,3 nel Nord Ovest. Al centro tale rapporto è del 9% mentre al Sud la quota degli stranieri è del 2,7%.
Anche le nascite di bambini con genitori stranieri sono più frequenti al nord dove raggiungono il 20% dei nati, mentre al Centro il 15% ed al Sud il 3,6%.

 
Ecuador: rimesse primo trimestre 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Mercoledì 02 Giugno 2010 20:18

Ecuador: rimesse primo trimestre 2010

Il flusso delle rimesse di denaro pervenuto in Ecuador nel primo trimestre del 2010 ammonta, secondo quanto reso noto dal Banco Central del Ecuador, a 556,6 milioni di dollari.
Questo importo, se paragonato con quello registrato nel primo trimestre del 2009 (USD 554,6 milioni) registra un incremento dello 0,4%. Mentre se raffrontato con il quarto trimestre del 2009, quando il flusso delle rimesse raggiunse quota 675,2 milioni di dollari, evidenzia una diminuzione del 17,6%.
Secondo gli analisti della banca centrale ecuadoriana il leggero aumento avuto nei primi tre mesi del corrente anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è segno che la crisi economica negli Stati Uniti ed in Spagna sta lentamente passando.
Da notare che nel primo trimestre 2010 gli USA sono tornati al primo posto tra i Paesi da cui le rimesse dei migranti ecuadoriani hanno origine: il 44,6% del flusso totale, corrispondente a 248,2 milioni di dollari è partito dagli USA. A seguire la Spagna con 219,7 milioni di dollari (39,5%) e l’Italia con 48 milioni di dollari (8,6%); dal resto del mondo perviene il rimanente 7,3% del flusso (40,7 milioni di dollari).
La provincia dell’Ecuador che ha catalizzato la maggior parte delle rimesse pervenute nei primi tre mesi del 2010 è stata quella di Guayas con 158,2 milioni di dollari. Al secondo posto la provincia del Pichincha con 123,8 milioni di dollari ed al terzo quella di Azuay con 99,6 milioni di dollari. Queste tre province sono state complessivamente interessate dal 68,5% del totale delle rimesse pervenute nel Paese.
La classifica delle città vede al comando Guayaquil (141,5 milioni di dollari) seguita da Quito (122 milioni di dollari) e Cuenca (80,6 milioni di dollari); queste tre città attraggono il 61,8% del totale delle rimesse.
Con riferimento alle regioni, il ripartimento del flusso delle rimesse registrato nel primo trimestre 2010 è il seguente: Costa 38,4%; Sierra 31%; Austro 29%; Oriente 1,6%.
Infine da notare che il 53,7% (USD 363,6 milioni)  delle rimesse in esame (primo trim. 2010) è stato gestito dalle società di money transfer; il 46% (USD 280,9 milioni) dal settore bancario ed il rimanente 1,7% (USD 11,3 milioni) dalle “cooperative de aborro y credito” e dalle “asociaciones mutualistas”.
  

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 07:41
 
RIMESSE MONEYGRAM AL MERCATONE UNO PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Mercoledì 26 Maggio 2010 20:53

COMUNICATO STAMPA
MONEYGRAM E MERCATONE UNO: Introdotto il primo servizio di trasferimento di denaro in Italia effettuabile in negozi non specializzati nel money transfer.

Introdotto il primo servizio di trasferimento di denaro in Italia effettuabile in negozi non specializzati nel money transfer, ma in punti vendita della GDO no food frequentati  da stranieri e italiani nel loro tempo libero e per le loro esigenze di vita quotidiana.

MoneyGram, società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 198 mila agenti in 191 paesi nel mondo, ha siglato un importante accordo con Mercatone Uno, leader italiano della grande distribuzione non alimentare con 800 milioni di euro di fatturato e oltre 100 punti vendita su tutto il territorio italiano.

L’accordo prevede la possibilità di trasferire denaro direttamente dalle casse dei 75 punti vendita Mercatone Uno abilitati al servizio MoneyGram presenti su tutto il territorio italiano.

Sarà quindi per la prima volta possibile in Italia trasferire denaro in punti vendita della Grande Distribuzione No food, frequentati sia da stranieri che da italiani, e quindi non deputati esclusivamente al trasferimento di denaro.

L’accordo risponde alla volontà di MoneyGram di garantire una maggiore accessibilità del servizio agli immigrati nel normale svolgimento della loro vita quotidiana e di porsi al contempo come promotore dell’integrazione culturale all’interno di luoghi di frequentazione comuni alla popolazione italiana.

Dal canto suo, per Mercatone Uno la partnership con MoneyGram rappresenta un'ottima opportunità per aumentare il ventaglio di servizi complementari offerti alla propria clientela.

In Italia la partnership con Mercatone Uno si aggiunge a quella con Poste Italiane, che vede presente i servizi MoneyGram in oltre 10 mila uffici postali, e trova fondamento nella condivisione di principi e obiettivi comuni quali professionalità, capillarità territoriale e, soprattutto, l’orientamento al marketing multietnico.

L’accordo risponde alla volontà di MoneyGram di crescere in Italia e di incrementare la sua quota di mercato grazie ad accordi strategici con operatori della Grande Distribuzione Organizzata in una ottica di cross selling.

Obiettivo raggiungibile tramite un’accurata politica di selezione dei suoi partner commerciali, che sono a livello mondiale Istituti Postali, Banche e grandi Retailers.

Per MoneyGram, l’Italia, con oltre 4,3 milioni di immigrati (più del doppio rispetto al 2000), rappresenta un mercato potenziale in continua espansione. Anche nello scenario di crisi economica che ha caratterizzato il 2009, l’immigrazione non ha arrestato la sua crescita: solo la regolarizzazione di settembre scorso ha coinvolto circa 300 mila persone.

MoneyGram, quotata alla Borsa di New York, è il secondo operatore nel settore del trasferimento di denaro, con un giro di affari a livello mondiale nel 2009 pari a 1.171 milioni di dollari, in crescita del 26% rispetto all’anno precedente.

“L’inserimento di servizi di money transfer in grandi catene non-food come Mercatone Uno è una novità per il mercato Italiano e permette oggi a MoneyGram di offrire un servizio di alto valore al cliente in modo più accessibile e con la massima flessibilità. Questa partnership consentirà ad entrambi i partner, MoneyGram e Mercatone Uno, di migliorare la propria presenza sul territorio ed aumentare le occasioni di contatto con un target di consumo emergente ed in grande sviluppo come quello degli immigrati a cui MoneyGram è principalmente orientata con i propri servizi”, ha dichiarato Valentina Giorgi, Head of Sales, Marketing and Customer Care, MoneyGram Payment Systems Italy.

E Romano Cenni – Presidente e fondatore di Mercatone Uno – ha aggiunto: ”l'accordo con MoneyGram si inserisce alla perfezione nella nostra strategia volta ad offrire alla clientela una serie di punti vendita multiservice dove, oltre alla tradizionale offerta di prodotti, è possibile accedere ad una serie di servizi in grado di facilitare molte operazioni quotidiane, dal trasferimento di  denaro verso paesi esteri ad altre operazioni di tipo finanziario che di norma si svolgono in altre sedi.  Non possiamo infatti dimenticare che oggi sempre di più la nostra clientela è formata da persone di diversa provenienza e non dobbiamo quindi ignorare le esigenze di questo target multietnico, in termini di integrazione nel territorio e di miglioramento delle condizioni di vita”.

MoneyGram è una delle società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 198 mila agenti in 191 Paesi e territori nel mondo. Dal 2004 è quotata al New York Stock Exchange. MoneyGram in Italia vanta una capillare rete di agenti Retail e un’importante partnership con Poste Italiane, offrendo il servizio di money transfer in oltre 10.000 uffici postali.

Contact: Barabino&Partners per MoneyGram
 Valentina Lombardo
 Allegra Ardemagni
Tel.: 06/679.29.29
Cel.:339/450.61.44

Roma, 24 maggio 2010

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Maggio 2010 20:53
 
iPHONE e rimesse PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Venerdì 14 Maggio 2010 20:52

iPHONE e rimesse

Con l' iPHONE sarà possibile inviare o ricevere rimesse di denaro. Pay Pal ha recentemente presentato una nuova applicazione, denominata Send Money, idonea per l’iPhone, che consentira i trasferimenti di denaro agli utenti PayPal in tutto il mondo.
Tre sono le funzioni principali di PayPal Send Money: Bump, l’applicazione sviluppata insieme all’omonima società, che permette il trasferimento di denaro tra due conti PayPal semplicemente mettendo a contatto tra loro due iPhone. Le altre due funzioni consentono l’una (Split Check) di dividere fra più soggetti un importo di denaro. L’altra, Collect Money, di richiedere denaro da più persone. L'applicazione Send Money per iPhone si presta a un uso di tutti i giorni, proprio come lo strumento del cellulare: oggi quando usciamo di casa tre sono le cose che inevitabilmente ci portiamo dietro: il cellulare, il portafogli e le chiavi. Con questa applicazione il portafogli diventa accessibile anche tramite il cellulare – dice Osama Bedier, vice president of platform and emerging technology di PayPal.
Il mercato degli Smartphone rappresenta ormai una voce importante del mobile commerce: entro il 2015 la spesa prevista degli utenti in transazioni di acquisto effettuate via mobile si stima sarà pari a 119 miliardi di dollari (fonte studio ABI Research febbraio 2010  “Mobile Commerce”) e le transazioni su PayPal Mobile, fa sapere l’azienda, sono passate da 24 milioni di dollari nel 2008 a 140 milioni di dollari nel 2009, aumentando di sei volte.
L’applicazione di PayPal per iPhone include anche un calcolatore di valuta e supporta fino a 15 lingue diverse. E’ scaricabile gratuitamente nell’Apple Store su iTunes.
Sarà questa la svolta per ridimensionare drasticamente il costo delle rimesse?

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Maggio 2010 21:08
 
Contribuenti netti ma ancora poco bancarizzati. Ecco il profilo degli immigrati a Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Martedì 04 Maggio 2010 16:07

Contribuenti netti ma ancora poco bancarizzati. Ecco il  profilo degli immigrati a Roma

Di: Elisa Bottoni - Articolo tratto da "CREDITO COOPERATIVO" N. 3 - Marzo 2010

Più si è integrati a livello lavorativo, familiare e sociale in Italia più aumenta la necessità di instaurare rapporti con la banca. E’ quanto emerge dall’indagine da poco conclusa dall’ISAE su “Effetti economici dell’immigrazione: scelte intertemporali degli immigrati e finanza pubblica e privata in Italia”, patrocinata dal Ministero del Lavoro con il contributo finanziario del Credito Cooperativo (Federcasse-Fondo Sviluppo). Confermando la strutturalità e la crescita del fenomeno in Italia per quanto riguarda gli aspetti statistico-generali, lo studio si concentra sul rapporto degli stranieri con il settore pubblico (finanza e servizi) e con il sistema finanziario privato.

Dalle stime elaborate dall’ISAE sui dati di INPS e Agenzia delle Entrate, si rileva che la presenza migratoria in Italia comporta effetti positivi sulla finanza pubblica non trascurabili; nel 2004 sono stati 4,5 i miliardi di euro che gli stranieri hanno versato annualmente all’IRPEF e 4,6 i miliardi erogati per i contributi previdenziali (anche da parte dei datori di lavoro). Data la bassa età media degli stranieri in Italia, le pensioni pagate dal nostro Paese nei loro confronti non raggiungono i 2 miliardi di euro l’anno.

Per completare le informazioni ed approfondire il tema anche da un punto di vista qualitativo, l’ISAE ha sottoposto un questionario ad un campione di immigrati presenti a Roma a complemento della base statistica fornita dagli altri enti di ricerca ed istituzioni. L’indagine è stata condotta con l’aiuto di un gruppo di tirocinanti dell’Università La Sapienza di Roma e della cooperativa CODRES ed è consistita in 842 interviste che rimandano, considerando anche i nuclei familiari degli intervistati, a circa 1.800 persone appartenenti a quasi tutte le comunità presenti su Roma.

Rapporti degli immigrati con gli istituti finanziari

Il 51,5% degli intervistati dichiara di aver aperto un conto corrente (o di disporre di un libretto di risparmio), scegliendo il fornitore del servizio sulla base soprattutto della “vicinanza geografica” alla casa o al posto di lavoro o, in alternativa, sulla base di conoscenze personali. Tra i 70 istituti citati, vi sono anche 2 Banche di Credito Cooperativo operanti sulla Provincia di Roma.
L’uso dei servizi finanziari è comunque elementare: quasi il 50% dei “bancarizzati” dichiara di possedere un bancomat, ma solo il 17% lo utilizza frequentemente. Pochissimi fanno uso di strumenti finanziari avanzati e solo il 4,6% degli intervistati ha chiesto un mutuo in banca per l’acquisto della casa. Il prestito da parte di amici e conoscenti risulta ancora la forma più frequente di finanziamento tra gli stranieri a Roma.
L’invio delle rimesse rimane un servizio importante e viene utilizzato dal 60% degli intervistati; si invia generalmente una cifra tra i 1.000 ed i 5.000 euro l’anno ma nel 41% dei casi ci si rivolge alle agenzie di Money Transfer.

Il valore aggiunto del rapporto

La novità di questo lavoro, rispetto ad altri precedentemente elaborati, ci viene presentata nell’ultima parte, dove l’ISAE cerca di suddividere il campione in gruppi omogenei sulla base di un insieme di caratteristiche socio-demografiche o relative all’utilizzo di servizi pubblici e privati. Con questa operazione vengono individuate delle struttura familiari e di rapporto con le Amministrazioni Pubbliche e il sistema bancario del nostro Paese. Le categorie, una volta definite, vengono confrontate tra loro al fine di verificare l’esistenza o meno di sinergie e relazioni tra di esse.

I risultati che ne derivano sono molto interessanti. Emerge, infatti, una significativa concordanza tra il livello di bancarizzazione ed il grado di integrazione nel Paese di accoglienza. I meno bancarizzati sono in genere coloro che hanno figli nel Paese di origine, che hanno l’intenzione di tornare in patria entro 5 anni e che rientrano  in una fascia di reddito basso. A redditi sotto i 1.500 euro al mese corrisponde una scarsa bancarizzazione o l’apertura di un conto base alle poste, mentre a redditi oltre i 2.500 euro mensili coincide l’utilizzo di strumenti finanziari più sofisticati come carte, assegni e mutui. Confrontando, poi, la tipologia familiare con il grado di utilizzo dei servizi bancari, notiamo che i single sono generalmente poco bancarizzati, gli anziani preferiscono rivolgersi alle poste rispetto alle banche mentre i nuclei ad alta scolarizzazione fanno maggior ricorso a servizi finanziari avanzati.

Per quanto riguarda, infine, il rapporto degli stranieri con la pubblica amministrazione e con il sistema bancario, di fatto emerge una certa corrispondenza tra l’utilizzo dei prodotti bancari ed il ricorso alla pubblica amministrazione. Il 67% dei non bancarizzati si rivolge poco anche alle istituzioni pubbliche e vi è un 32,5% di persone che non hanno relazioni con nessuna delle due istituzioni, ovvero individui che rimangono ancora ai margini, in condizioni di esclusione sociale.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 04 Maggio 2010 16:13
 
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