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Imprenditoria Migrante
Di nuovo in crescita la domanda di manodopera straniera PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Domenica 22 Agosto 2010 11:59

Di nuovo in crescita la domanda di manodopera straniera
Maggiore la richiesta nei servizi alle persone, nelle aziende di grandi dimensioni,
nelle professioni qualificate del commercio e servizi.
Parma, Forlì-Cesena e Prato le province con l’incidenza più elevata di assunzioni straniere

Fondazione Leone Moressa - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sono 181mila i nuovi assunti stranieri nelle aziende italiane previsti nel 2010 (22mila in più rispetto al 2009) e coprono il 22,6% delle assunzioni complessive. Sono prevalentemente le imprese sopra i 50 dipendenti (41,7%) a ricercare manodopera straniera da impiegare nei servizi alle persone (21,8%), richiedendo lavoratori con esperienza nel settore (54,6%) e qualificati nel commercio e nei servizi (27%). Parma, Forlì-Cesena e Prato sono le province con il maggior peso di assunti stranieri rispetto al totale delle assunzioni previste, con incidenze pari, rispettivamente, a 41,9%, 38% e 32,3%.
Questi i principali risultati di un’indagine condotta dalla Fondazione Leone Moressa che ha analizzato i dati Excelsior-Unioncamere sulle previsioni di assunzione per il 2010.

Nel 2010 le imprese italiane assumeranno in prevalenza nuova manodopera straniera per ricoprire lavori non stagionali (105mila unità), mentre per le mansioni a carattere stagionale si tratta di 75mila nuovi posti. Ma il peso maggiore delle nuove assunzioni avviene tra i lavori a tempo determinato dove il peso dei contratti stagionali sottoscritti dagli stranieri saranno il 30% del totale, contro il 19,2% delle mansioni non stagionali.
La propensione all’assunzione di manodopera straniera è più elevata nelle aree del Nord e del Centro rispetto al Sud: infatti, se in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana l’incidenza dei nuovi assunti stranieri supera il 25% del totale, in Puglia, Sardegna e Basilicata si tratta appena del 12,8%, 13,6% e del 13,8% (rispettivamente).

Assunzioni non stagionali. Per quanto riguarda le sole assunzioni non stagionali prevale la richiesta di manodopera straniera nei servizi alle persone (come trasporti, assistenza sanitaria, istruzione…) specie in Emilia Romagna (28,8%), Piemonte e Valle d’Aosta (20,9%). Vi è più probabilità di assunzione nelle aziende dei servizi alle imprese se gli stranieri sono residenti in Basilicata (51,1%), Lombardia (26,9%), Toscana (24,7%) e Trentino Alto Adige (21,9%). Nelle regioni meridionali la richiesta prevalente sarà nel settore delle costruzioni, mentre in Veneto e nelle Marche la domanda di stranieri avverrà nella manifattura. Infine il comparto turistico la farà da padrona in Friuli Venezia Giulia (23,3%) e in Sardegna (27,8%).
Ma se al Nord sono le imprese di più grande dimensione a ricercare manodopera di origine stranera, al Centro e al Sud la maggiore richiesta proviene dalle imprese più piccole (da 1 a 9 dipendenti). In generale non vi sono differenze di genere nella scelta dei nuovi candidati, sebbene in alcune regioni i maschi abbiano più probabilità di essere assunti, come in Molise o in Campania dove esplicitamente le aziende preferiscono il sesso forte nel 61% dei casi. Alle nuove leve viene richiesta una certa esperienza nel settore di attività in cui saranno assunti e verranno scelte figure professionali qualificate soprattutto nel commercio e nei servizi. Questo avviene soprattutto al Nord (Veneto, Emilia Romagna e Friuli V.G. e Liguria), mentre nelle aree centro meridionali l’interesse è per gli operai specializzati. Le professioni non qualificate sono richieste invece in prevalenza in Toscana, Basilicata e Calabria.

A livello provinciale. Le aziende romane e milanesi assumeranno più stranieri a livello assoluto per mansioni non stagionali (11.530 nella capitale e 8.640 nel capoluogo lombardo), ma sono Parma, Forlì Cesena e Prato le aree in cui gli stranieri avranno più probabilità di trovare nuova occupazione rispetto al totale delle nuove assunzioni previste nei singoli territori. Per quanto riguarda le professioni più richieste vi sono province che preferiscono assumere operai specializzati (come Forlì Cesena, Gorizia e Ancona, solo per citare le prime), oppure lavoratori qualificati nel commercio e nei servizi (come Parma e Pavia), o manodopera non qualificata (come Prato, Teramo e Imperia).

“La ripresa delle assunzioni di stranieri in Italia” dichiarano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa “è il primo ma ancora timido segnale di risveglio dell’attività economica, dopo un 2009 caratterizzato da una flessione nelle assunzioni di manodopera immigrata del -31%. Se si considera che per i 20mila nuovi posti di lavoro disponibili in più rispetto allo scorso anno si preferiranno lavoratori stranieri, allora occorre riflettere sulle reali esigenze del mondo produttivo che non ha smesso di ricercare queste figure lavorative. Tali dati permettono di ipotizzare come le emorragie occupazionali create dalla crisi, che ha fatto emergere le difficoltà di questa parte debole della società, possano essere in parte attenuate quest’anno tramite la creazione di nuove opportunità lavorative.”

 

Ultimo aggiornamento Domenica 22 Agosto 2010 12:02
 
Le aziende preferiscono gli stranieri PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Venerdì 09 Luglio 2010 12:22

FONDAZIONE LEONE MORESSA - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Le aziende preferiscono gli starnieri

 

In Italia nel corso del 2009 sono aumentati gli occupati stranieri (+147mila lavoratori) a fronte di una riduzione degli italiani (-526mila unità). La situazione di crisi ha creato un disequilibrio tra le forze di lavoro, determinando una maggiore richiesta di manodopera straniera, almeno in termini assoluti.

Questi i principali dati che emergono da una ricerca della Fondazione Leone Moressa che ha analizzato l’andamento dell’occupazione in Italia nel corso dell’ultimo anno.

In quali settori vi è stata la maggiore richiesta?

Il numero degli occupati stranieri è aumentato nella quasi totalità dei settori economici; in particolare tale tendenza si evidenzia nei settori dei servizi alle persone e dei servizi sociali in cui la differenza tra il 2008 e il 2009 è stata positiva e pari a oltre 58mila unità, seguita dal comparto delle costruzioni con quasi +27mila lavoratori.

Nel contempo gli italiani sembrano essere stati espulsi maggiormente dal mercato del lavoro nei comparti della manifattura (-209mila lavoratori) e del commercio (-104mila unità), mentre gli stranieri hanno segnato per gli stessi settori un dato negativo nel primo caso (-5mila occupati) e positivo nel secondo (+10mila).

In quali regioni?

Nel Nord la richiesta di manodopera straniera si è fatta più evidente: in queste aree non solo è aumentato il numero di occupati di chi proviene da Paesi esteri, ma il saldo tra italiani e stranieri risulta essere maggiormente sbilanciato. In regioni come Lombardia e Veneto, il differenziale tra le etnie risulta evidente: ad esempio, nel territorio lombardo a fronte di 73mila lavoratori italiani in meno, gli stranieri sono aumentati di oltre 22mila unità. Nel Veneto, si tratta di -56mila occupati italiani contro i +9mila stranieri. Il Lazio è la regione che più di tutte ha visto aumentare in termini assoluti il numero dei propri occupati stranieri: +35mila unità contro i -40mila degli italiani.

A livello territoriale si possono evidenziare però alcune peculiarità nelle dinamiche occupazionali in termini di settori di attività che vanno nella direzione opposta a quella appena descritta. Ad esempio, nel settore delle costruzioni vi sono aree come il Veneto in cui la domanda di manodopera straniera è calata nel corso dell’ultimo anno, così come nella Marche, in Umbria, Piemonte e Emilia Romagna per quanto riguarda la manifattura.

Quali le professioni più richieste?

Nel corso dell’ultimo anno le imprese italiane hanno fatto maggiormente richiesta di profili professionali medio-bassi: in particolare gli stranieri sono aumentati in termini di numerosità nelle professioni non qualificate registrando un valore di 120mila lavoratori in più rispetto al 2008, quando tra gli italiani le espulsioni riferite alla stessa professione sono state pari a 22mila unità. Anche tra le figure artigiane e gli operai specializzati la domanda di manodopera è stata maggiore nelle fila degli stranieri rispetto a quella degli italiani.

“Questi numeri descrivono un’Italia che, nonostante la crisi, continua a richiedere manodopera straniera” affermano i ricercatori della Fondazione Moressa. “La domanda di figure professionali specifiche non va quindi ignorata e bisogna riflettere sul modo più adeguato di rispondere a tale esigenza offerta dal mercato del lavoro, senza creare competizioni o acuire tensioni sociali. La lettura di questi dati va comunque integrata con le riflessioni sul tasso di disoccupazione che rimane sempre più elevato tra gli stranieri rispetto agli italiani (11,2% e 7,5%)”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Luglio 2010 07:35
 
MONEYGRAM: è una donna l’Imprenditore Immigrato dell’Anno, vincitrice del MoneyGram Award 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Giovedì 20 Maggio 2010 15:49

COMUNICATO STAMPA
MONEYGRAM: è una donna l’Imprenditore Immigrato dell’Anno, vincitrice del MoneyGram Award 2010.

Ad aggiudicarsi il premio Edith Jaomazava, malgascia e fondatrice della SA.VA, che commercializza spezie dal Madagascar.

Adriana Poveda (Colombia), Hermes Villalobos (Perù), Hannae Gemal Ali (Eritrea), Cristina Toma (Romania) e Hector Villanueva Infante (Perù) hanno vinto i Premi di Categoria.

MoneyGram, società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 198 mila agenti in 191 paesi nel mondo, ha premiato oggi a Roma i sei imprenditori vincitori della seconda edizione del MoneyGram Award, Premio all’Imprenditoria Immigrata in Italia.

Il premio, che ha cadenza annuale, è stato ideato da MoneyGram per promuovere l’eccellenza delle aziende gestite da imprenditori stranieri in Italia e premiare chi ha dimostrato capacità di leadership e di adattare con successo il proprio modo di lavorare al nostro paese.

I premi sono stati consegnati da Giovanni Crociani, Vice Presidente Retail & Owned Agent MoneyGram International e Massimo Canovi, Senior Regional Director per l’Italia, Grecia, Cipro e i Balcani di MoneyGram International ed assegnati da una giuria, composta da esponenti di spicco del mondo economico, finanziario e accademico, presieduta da Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria Confindustria.

L’imprenditoria femminile immigrata, che con 30.000 aziende a livello nazionale è un fenomeno in crescita in Italia, si è aggiudicata 4 premi su 6.

Il più prestigioso dei riconoscimenti, il premio assoluto all’Imprenditore Immigrato dell’Anno è stato assegnato ad una donna, la malgascia Edith Elise Jaomazava, rappresentante di eccellenza di tutte e 5 le categorie del premio. A lei è stato conferito anche il premio di categoria MoneyGram Award per l’Innovazione.

Edith Elise Jaomazava è nata in Madagascar nel 1970, vive in Italia dal 1997 e risiede a Moncalieri (Torino). Sposata con 4 figli, nel 2004 ha fondato la SA.VA, azienda di import e commercializzazione di spezie dal Madagascar, con cui ha, tra l’altro, contribuito a dare occupazione alla sua terra. Ad oggi la SA.VA da lavoro a circa 300 persone, impiegate nelle aziende agricole dei coltivatori diretti di spezie in Madagascar.

Scopo della SA.VA è di creare un mercato estero per spezie di alta qualità di provenienza diretta, coltivate da diverse generazioni nella provincia di Sambava, nel nord-est del Madagascar, che vadano a soddisfare una domanda crescente di prodotti naturali, come è il caso della vaniglia bourbon, soppiantata dagli anni 80/90 dalla vaniglia sintetica a causa del forte incremento dei prezzi subito da questa spezia.

Nel 2009 le vendite della SA.VA sono cresciute del 62,8%. Nel 2011 è prevista l’apertura di una nuova sede in Madagascar per facilitare la logistica all’esportazione.

Gli altri premi di categoria del MoneyGram Award sono stati assegnati come di seguito:

Luz Adriana Poveda, colombiana, nata a Cali (Colombia) nel 1965, residente in Italia (Milano) dal 1991, è stata insignita del MoneyGram Award per la Crescita del Profitto.

Oggi è titolare con la figlia della “Adriana srl” che fornisce servizi di pulizia civili e industriali a Milano e nell’Hinterland. Il numero dei suoi addetti è salito rapidamente passando da 18 impiegati nel 2007 a 26 nel 2009, con una crescita del 44% in due anni. Nello stesso periodo il suo giro d’affari è aumentato del 10,3%.

Hermes Gregorio Villalobos Plasencia nato nel 1975 a La Libertad (Peru), in Italia dal 1995 e oggi residente a Roma è stato insignito del MoneyGram Award per l’Occupazione.

Nel 2004, dopo una laurea in Ingegneria Meccanica in Perù ed essere rimasto disoccupato, fa tesoro della sua esperienza e fonda la propria azienda edile che oggi conta 40 addetti. Nella sua azienda collaborano peruviani, romeni e italiani in una sinergia di culture lavorative.

Il MoneyGram Award per la Giovane Imprenditoria è stato assegnato a pari merito ad Hannea Gemal Ali, nata ad Asmara (Eritrea) nel 1981 e in Italia dal 2002, e a Elena Cristina Toma, rumena nata nel 1978 a Piatra Neamt (Romania) e in Italia dal 1998. Entrambe risiedono a Milano.

Hannea Gemal Ali è titolare della “Zula Italy Food”, azienda attiva nella produzione e commercializzazione di generi alimentari Halal, ossia che rispettano i dettami della religione musulmana. Nel 2009 le sue vendite sono cresciute del 30%, senza risentire della crisi economica. Oggi la sua azienda conta tre addetti e opera principalmente attraverso l’import dall’Europa (Spagna, Belgio e Danimarca).

Elena Cristina Toma è una stilista rumena, dopo un’importante esperienza nel circuito della moda italiana (Krizia) ha fondato la propria azienda e creato il marchio “TOMA style” che commercializza scarpe e accessori di abbigliamento di alta gamma per uomini e donne.

Infine il MoneyGram Award per la Responsabilità Sociale è stato conferito a Hector David Villanueva Infante, peruviano nato a Lima nel 1961, e in Italia dal 1992 (residente a Milano).

Attivo nel no profit, collabora dal 2002 con l’OCCAM (Osservatorio per la Comunicazione Culturale e Audiovisiva nel Mediteranno e nel Mondo) come consulente per l'area dell'America Latina.  L'OCCAM, che offre servizi di telemedicina, e-learning, sicurezza alimentare e cooperazione internazionale, è stato fonadato nel 1997 dall'architetto Pierpaolo Saporito che è anche l'attuale presidente.  Nel 2003 l’OCCAM è riconosciuto come istituzione autonoma affiliata alle Nazioni Unite ed il suo raggio di azione è ampliato a tutti i paesi poveri con il lancio del Programma Infopoverty.

MoneyGram è una delle società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 198 mila agenti in 191 Paesi e territori nel mondo. Dal 2004 è quotata al NYSE. MoneyGram in Italia vanta una capillare rete di agenti Retail e una importante partnership con Poste Italiane, offrendo il servizio di money transfer in oltre 10.000 uffici postali.

Contact: Barabino&Partners
Valentina Lombardo
Allegra Ardemagni
Tel.: 06/679.29.29 – Cell.:339/450.61.44

Roma, 20 maggio 2010

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Giugno 2010 12:23
 
MoneyGram Award, premio all’imprenditoria immigrata in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 10 Maggio 2010 13:12

MoneyGram Award, premio all’imprenditoria immigrata in Italia

Comunicato Stampa

In Italia sono oltre 250 mila le imprese fondate e guidate da immigrati con un tasso di crescita significativamente superiore al dato medio nazionale per le imprese individuali (+1,7% rispetto al +0,25% nazionale, dati Unioncamere).
In tale contesto MoneyGram - società leader nei trasferimenti internazionali di denaro - ha ideato il “MoneyGram Award, premio all’imprenditoria immigrata in Italia” oggi giunto alla sua seconda edizione.
Con lo scopo di raccontare e premiare l’eccellenza nell’imprenditoria immigrata in Italia grazie alla testimonianza diretta dei finalisti e dei membri della giuria, professionisti di spicco in ambito economico, accademico e istituzionale, MoneyGram è lieta di invitarLa alla premiazione del:
“MoneyGram Award, premio all’imprenditoria immigrata in Italia”
Giovedì 20 maggio, ore 10.30
Presso la Casa del Cinema di Villa Borghese
Largo Marcello Mastroianni, 1 - Roma
Saranno presenti i 15 finalisti che concorrono per aggiudicarsi il premio assoluto MoneyGram Award all’Imprenditore immigrato dell’anno e i 5 premi di categoria (Crescita del profitto, Innovazione, Occupazione, Imprenditoria giovanile e Impegno sociale).
La giuria, presieduta da Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria Confindustria è composta da Ivan Malavasi, Presidente CNA, Carlo Alberto Pratesi, Professore Ordinario di Marketing e Comunicazione d'impresa presso l’Università Roma Tre, Alessandro Plateroti, Vice Direttore de Il Sole 24 Ore, Franco Pittau, Coordinatore Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes e Radwan Khawatmi, siriano fondatore della Hirux International e vincitore della scorsa edizione del Premio come Presidente Onorario.
Programma:
Ore 10.30 – Registrazione dei partecipanti
Ore 11.00 – Presentazione studi di settore sull’imprenditoria e occupazione immigrata
Ore 12.30 – Cerimonia di premiazione
Nella speranza che questi argomenti siano di Suo interesse e di poter contare sulla Sua presenza, Le porgo i più cordiali saluti.
Contact: Barabino&Partners
Valentina Lombardo
Allegra Ardemagni
Tel: 06/679.29.29
Roma, 10 maggio 2010

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Maggio 2010 13:13
 
MONEYGRAM: Osservatorio sugli immigrati e i mezzi di comunicazione in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 26 Aprile 2010 07:20

MONEYGRAM: presenta la prima parte dell’Osservatorio sugli immigrati e i mezzi di comunicazione in Italia

Sono gli Africani subsahariani, seguiti dagli Ucraini i più nostalgici.
La spesa media mensile per il cellulare è di 40 euro, i più parsimoniosi sono i Sud Americani.
Solo il 17% usa internet per telefonare ed è in crescita il numero di coloro che possiede un telefono fisso.
MoneyGram, società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 190 mila agenti in 190 paesi nel mondo, presenta la prima parte del suo Osservatorio sugli Immigrati e i mezzi di comunicazione in Italia.
L’Osservatorio MoneyGram, che si propone di studiare le abitudini degli immigrati in Italia nell’utilizzo dei servizi di telecomunicazione, ha coinvolto un campione di 2000 immigrati equamente suddivisi tra uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 70 anni, provenienti da Est Europa, Africa, Asia, e America Latina, sposati e non, residenti sia nelle grandi città sia in provincia.
Le chiamate nei Paesi di origine
Il 30% circa del campione ha dichiarato di chiamare almeno una volta alla settimana amici e parenti nei paesi di origine, il 24,5% chiama due o tre volte a settimana e solo l’8% chiama una volta al mese.
Sono gli immigrati dell’Africa sub-sahariana che chiamano più spesso casa: il 39% dichiara di telefonare più di quattro volte a settimana. I loro vicini Nord Africani sembrano più distaccati, solo il 12% chiama più di 4 volte alla settimana e la maggioranza relativa chiama solo una volta ogni 7 giorni. Dopo gli immigrati provenienti dall’Africa sub-sahariana, i più nostalgici sono gli ucraini, tra i quali, il 25,3% chiama casa almeno quattro volte a settimana.
In linea generale il 55% degli immigrati chiama il proprio paese d’origine dal cellulare, mentre il 37% si reca in un phone center per le sole chiamate alla famiglia rimasta in patria e solo il 17% usa internet per telefonare. L’uso delle cabine telefoniche è ormai diventato marginale e riguarda solo il 5,4% del campione.
L’utilizzo del cellulare
Il telefono cellulare è utilizzato dal 95,2% del campione (in crescita del 2,2% rispetto al 2007). Solo i Filippini hanno un tasso di penetrazione del cellulare inferiore al 90%.
Le compagnie telefoniche più conosciute dagli immigrati sono le quattro principali nazionali e Poste Mobile. Solo lo 0,3% ha un contratto di telefonia mobile con un operatore straniero. In questo campo gli immigrati sembrano molto attenti alle promozioni poiché solo il 10% “non ricorda o non conosce” le offerte tariffarie internazionali degli operatori.
Quasi il 92% degli intervistati utilizza come sistema di pagamento la carta ricaricabile, tranne gli asiatici per i quali è più diffuso l’utilizzo di un abbonamento.
La spesa mensile media degli immigrati per il telefono cellulare è di quasi 40 euro. Gli immigrati provenienti dall’Africa sono quelli per cui la spesa media mensile è la più elevata (45 euro circa). I Sud Americani, invece, con una spesa di quasi 33 euro al mese, sono i più parsimoniosi in questo settore.
L’utilizzo di internet
Anche l’uso di internet comincia ad essere diffuso, il 70,4% dichiara di navigare in rete e circa il 65%, lo fa comodamente da casa propria. Il 71,8% usa l’ADSL e il 15% la chiavetta UMTS.
Tuttavia solo il 38% degli intervistati “chatta” in rete, quasi il 45% naviga per leggere le notizie e il 64% lo fa per usare la posta elettronica. Solo il 17% usa internet per telefonare. Poco diffusa ancora l’abitudine di comprare biglietti di viaggio on line, dato che questa modalità è usata solo dal 32% del campione.
L’utilizzo del telefono fisso
Dall’indagine emerge che anche se il possesso di un telefono fisso in casa non è una prerogativa degli immigrati (oltre il 60% non lo possiede), si tratta di un fenomeno in aumento (+ 5,3% dal 2007).
Il 35% degli intervistati usa il telefono fisso presso i phone center, il 30% ne fa uso in ufficio e quasi il 12% si rivolge ad amici che hanno una linea fissa presso la propria abitazione.
In media gli immigrati in Italia spendono 64,5 euro a bimestre per il telefono di casa, mentre solo il 9% dichiara di spendere più di 100 euro a bimestre. I più parsimoniosi sono questa volta gli Est Europei che in media spendono circa 59 euro a bimestre.
Le carte telefoniche internazionali continuano ad essere molto utilizzate (quasi il 53% né fa uso). Si differenziano i cinesi, che sembrano non apprezzare il servizio, visto che le carte sono acquistate solo dal 35% circa degli intervistati.

La prossima puntata dell’Osservatorio MoneyGram sugli immigrati e i mezzi di comunicazione in Italia analizzerà il rapporto tra immigrati e media.
MoneyGram è una delle società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 186 mila agenti in 190 Paesi e territori nel mondo. Dal 2004 è quotata al NYSE. MoneyGram in Italia vanta una capillare rete di agenti Retail e una importante partnership con Poste Italiane, offrendo il servizio di money transfer in oltre 10.000 uffici postali.

MoneyGram Italy organizza annualmente il “MoneyGram Award, Premio all’Imprenditoria Immigrata in Italia” con lo scopo di premiare i casi di imprenditoria di successo tra gli immigrati. Le candidature sono aperte fino al 23 aprile 2010. www.themoneygramaward.com<http://www.themoneygramaward.com>

Comunicato Stampa - Barabino & Partners Consultant - e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Aprile 2010 07:27
 
Boom dell'imprenditoria cinese in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Mercoledì 07 Aprile 2010 16:31

Boom dell'imprenditoria cinese in Italia

(Dal sito internet della CGIA - Associazione Artigiani Piccole Imprese Mestre)

Ormai hanno quasi raggiunto quota cinquantamila (precisamente 49.854) e le loro attività si concentrano principalmente in Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna. Dal 2002 al 2009 la loro presenza, lungo la nostra penisola, è cresciuta del 131,1%. I piccoli negozi di vicinato, i bar e gli ambulanti sono i settori dove sono più presenti: segue il manifatturiero ed in particolare il tessile, l’abbigliamento, la pelletteria e le calzature.
“La Cina – esordisce il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi – è sempre più vicina. Ci preoccupiamo, forse, in maniera eccessiva per la concorrenza che ci viene portata dai prodotti provenienti dall’impero celeste, ma rischiamo di sottovalutare la presenza dei loro imprenditori sul nostro territorio che è sempre più massiccia e diffusa. Ormai in alcune zone del Paese alcune filiere produttive o commerciali sono completamente in mano loro. Senza contare – conclude Bortolussi – il ritorno di fenomeni preoccupanti come lo sfruttamento della manodopera e il capolarato che da decenni avevamo praticamente debellato”.
E’ questo il primo identikit dell’imprenditoria cinese presente in Italia elaborato dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre. Un’istantanea che diventa davvero dettagliata quando gli esperti dell’associazione artigiani mestrina “zoomano” sulla cartina del Belpaese.
Si scopre infatti che al 31/12/2009 il maggior numero di imprenditori cinesi si trova in Lombardia (10.129); seguono i colleghi che vivono e lavorano in Toscana (9.840) e quelli che hanno scelto il Veneto come regione in cui avviare l’impresa (5.798). Mentre in Emilia Romagna sono 5.035 e in Lazio 4.587. Al Sud a contare la più consistente comunità imprenditoriale dagli occhi a mandorla è la Campania (2.522 imprenditori), segue la Sicilia (2.077) e la Puglia (1.085).
Questa la “demografia” raccontata dalla CGIA di Mestre che ha puntato la lente d’ingrandimento anche sulla cronologia del fenomeno imprenditoriale orientale. Dal 2002 al 2009 gli imprenditori cinesi presenti in Italia sono aumentati del 131,1 %. Con punte del 406 % in Calabria, del 390, 9 % in Molise, del 387,5 % in Basilicata e del 380% in Valle d’Aosta.
Nonostante la crisi tra il 2008 e il 2009 la loro presenza è aumentata su tutto il territorio nazionale del 7,8% con crescite molto interessanti in Piemonte (+12,2%), in Lombardia (+9,5%) e in Veneto (+8,9%).
Altro dato interessate è quello che concerne l’incidenza degli imprenditori cinesi sul totale dell’imprenditoria straniera presente in Italia che si attesta, ormai, all’8, 3 %. In Toscana, però, si arriva al 17, 9 %, in Veneto al 10, 4 %, in Emilia Romagna al 9, 2 % e in Campania all’8, 4 %.
Infine, fatto 100 il totale degli imprenditori cinesi presenti in Italia, nel 40, 3 % dei casi si concentrano nel commercio (con 20.102 piccoli imprenditori ) e nel 32, 1 % dei casi nel manifatturiero (15.994). Di questi ultimi ben il 94,8% (pari a 15.163 imprenditori) sono occupati nel tessile, nell’abbigliamento, nelle calzature e nella pelletteria. Significativa la presenza anche nel settore alberghiero e della ristorazione: le attività condotte da titolari cinesi hanno raggiunto le 8.776 unità.

 
Migrazione e lavoro: al via KNOWLEDGE NETWORK ESTERO PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 22 Febbraio 2010 14:20

COMUNICATO STAMPA

MIGRAZIONE E LAVORO: AL VIA UN INNOVATIVO PROGETTO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE REALIZZATO DA MINISTERO DELL’INTERNO E IRFI

Roma, 22 febbraio 2010 – Hanno preso il via questa mattina i corsi di KNE (Knowledge Network Estero), l’innovativo progetto di formazione professionale per immigrati, finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il FEI (Fondo Europeo per l’integrazione di Cittadini di Paesi Terzi) e cofinanziato e  realizzato dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda Speciale IRFI.
Il progetto ha già riscosso grande successo, con oltre quattromila domande presentate, e nei prossimi mesi consentirà di dare una formazione professionale di base a 335 immigrati provenienti da Paesi non membri dell’UE, che siano regolarmente in Italia da non più di 5 anni, si trovino senza lavoro e abbiano un’età compresa fra i 18 e i 40 anni.
L’iniziativa, presentata la scorsa settimana dal Prefetto Mario Ciclosi, Vice Capo Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione e da Piero Pagnotta, Direttore Generale dell'IRFI, si propone di facilitare il reinserimento professionale di immigrati disoccupati, colmandone i bisogni formativi in funzione della domanda espressa dalle imprese e venendo così incontro a quanti a inizio anno si sono trovati senza lavoro. La legge italiana, infatti, prevede che i migranti che perdano il lavoro abbiano 6 mesi di tempo per trovarne un altro prima di perdere il permesso di soggiorno.
Il progetto ha una formula innovativa, prevedendo, dopo un’accurata selezione attitudinale, un primo periodo di formazione di complessive 120 ore per migliorare la conoscenza della lingua italiana e dei propri diritti e doveri civici. Inizierà, quindi, il corso di formazione professionale, per complessive 240 ore, comprensivo di stages presso aziende nei settori dell’edilizia, falegnameria, officina meccanica e saldatura, alimentazione,  panificazione, ristorazione e pizzeria, florovivaistica, assistenza familiare e altri. L’obiettivo è di migliorare la formazione professionale dei partecipanti attraverso un incontro mirato di domanda qualificata e offerta di lavoro. L’intento del progetto è che al termine degli stages le aziende coinvolte possano assumere chi ha attivamente  partecipato.
«Il progetto realizzato con la Camera di Commercio di Roma, l’Irfi, l’OIM e diverse Associazioni di categoria del territorio - ha detto il Prefetto Angelo Malandrino, Vice Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, Direttore Centrale per le politiche dell’immigrazione e dell’asilo, che ha seguito il progetto per Il Ministero dell’Interno – rientra nell’ambito delle iniziative promosse dal Ministero dell’Interno per sviluppare processi di inclusione e integrazione degli immigrati, fornendo loro gli strumenti per costruire un proprio percorso professionale e di inserimento sociale. Per questo al fianco di corsi pratici, utili per trovare un lavoro, proponiamo corsi di lingua e di orientamento civico. Esperienze come queste, ha continuato il prefetto Malandrino, permetteranno di creare programmi d’integrazione per costituire un sistema di rete nel nostro Paese e non più una fotografia di puntiformi buone pratiche».
«Il progetto – ha detto il Direttore Generale dell’IRFI, Piero Pagnotta –, molto complesso considerando che già in fase di selezione dei partecipanti ci si è dovuti confrontare con realtà particolarmente difficili e anche con fenomeni di diffusa irregolarità, ha messo in luce la capacità organizzativa della Camera di Commercio di Roma e dell’Irfi , attivando la concertazione fra le diverse istituzioni e associazioni che hanno reso possibile l’iniziativa».
KNE (Knowledge Network Estero) è realizzato in collaborazione con l’OIM Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, che curerà il corso di orientamento civico, la Società Dante Alighieri, nella cui sede questa mattina sono iniziati i corsi di italiano, importanti Associazioni di categoria che realizzeranno i corsi professionali e avranno i rapporti con le imprese presso cui si svolgeranno gli stages: ACAI Lazio, Assartigiani/Confartigianato imprese Roma, CEFME Centro Formazione Maestranze Edili di Roma e Provincia, CNA, Fondazione “Il Faro”, Federlazio-Formare Srl, Lega cooperative-Service Lazio 2000 Soc. Cons. a.r.l., Unione degli Industriali di Roma.
«Il nostro auspicio  - ha proseguito Piero Pagnotta - è che questo progetto possa diventare un modello per iniziative analoghe da realizzare nei prossimi anni. Abbiamo compreso che lavorando insieme, unendo esperienze e professionalità di diverse istituzioni e associazioni, si possono realizzare iniziative concrete, che aiutino i migranti a migliorare la propria formazione e, allo stesso tempo, forniscano alle nostre imprese nuove figure professionali».
Quanti parteciperanno ad almeno l’80% delle ore dei corsi, riceveranno una diaria giornaliera fino a un massimo di 600 euro mensili ed un abbonamento ai mezzi pubblici.
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Ufficio stampa Progetto Knowledge Network Estero

Alessandro Fava - 06.6840721 - 335. 460735 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Francesco Grossi – 06 6840721 – 392 4916548 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Febbraio 2010 14:21
 
MoneyGram Award - Premio all'Imprenditoria Immigrata in Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Giovedì 18 Febbraio 2010 22:47

COMUNICATO STAMPA
MONEYGRAM: al via la seconda edizione del MoneyGram Award, Premio all’Imprenditoria Immigrata in Italia. Unica iniziativa di questo tipo in Italia.

Cinque le categorie del prestigioso riconoscimento, oltre al premio assoluto come “Imprenditore Immigrato dell’Anno”.

MoneyGram, società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 186 mila agenti in 190 paesi nel mondo, lancia la seconda edizione del MoneyGram Award, Premio all’Imprenditoria Immigrata in Italia.

Il Premio ideato da MoneyGram, che nella sua prima edizione ha suscitato grande interesse a livello nazionale, ha lo scopo di promuovere l’eccellenza tra le aziende gestite e fondate da imprenditori stranieri nel nostro paese. Si tratta dell’unico riconoscimento dedicato all’imprenditoria immigrata attualmente esistente in Italia.

Sono 187 mila le aziende in Italia gestite da imprenditori stranieri (dati a maggio 2009) con una crescita, nonostante la crisi, del 13,5% rispetto alle 165 mila di maggio 2008. La maggioranza delle imprese si concentra in 6 regioni: la Lombardia con il 23,4% del totale, seguita dall’Emilia Romagna (11,9%), dalla Toscana (11,7%), dal Piemonte (11,4%) e infine a pari merito dal Lazio e dal Veneto con il 10,6% del totale. Per quanto riguarda la nazionalità dei titolari, al primo posto si collocano i marocchini con quasi 31 mila imprese, seguiti dai romeni con 28 mila aziende, dai cinesi con 25 mila attività e infine dagli albanesi con 20 mila imprese. I settori di attività sono principalmente quattro: costruzioni (39,4%), commercio e riparazioni (34,1%), tessile a abbigliamento (6,5%) e attività di servizi e trasporti (6,4%).

Il premio MoneyGram Award si pone l’obiettivo di scoprire e valorizzare storie imprenditoriali di successo, che testimoniano l’integrazione vincente tra tradizioni culturali e lavorative in contesti territoriali diversi.

Il MoneyGram Award si articolo in un Premio assoluto all’Imprenditore Immigrato dell’Anno e 5 Premi di Categoria (Crescita del Profitto, Innovazione, Occupazione, Imprenditoria Giovanile e Impegno Sociale). Per ciascuno dei 5 Premi saranno individuati 3 finalisti tra cui sarà designato il vincitore di Categoria nel corso della cerimonia di premiazione.

Il più prestigioso dei riconoscimenti, il Premio MoneyGram Award all’Imprenditore Immigrato dell’Anno sarà assegnato al titolare dell’azienda che meglio ha messo in atto una strategia di crescita organica raggiungendo eccellenti livelli di vendita, profitto ed incremento della quota di mercato.

La giuria, sotto la presidenza di Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria Confindustria sarà composta da importanti esponenti del mondo economico, accademico e sociale.

La giuria sarà inoltre presidiata da Radwan Khawatmi, siriano fondatore della Hirux International e vincitore dell’edizione 2009 del Premio, come Presidente Onorario del MoneyGram Award 2010.

Novità di questa edizione, in occasione del Premio, MoneyGram finanzia sei borse di studio, intitolate ai vincitori del MoneyGram Award 2010 da assegnare agli studenti di origine straniera più meritevoli, per la partecipazione al Master Human Development and Food Security presso la Facoltà di Economia “Federico Caffè” dell’Università di Roma Tre.

Le aziende che desiderano partecipare per raccontare la loro storia di integrazione nel nuovo melting pot italiano, possono compilare e far pervenire entro il 23 aprile 2010 il modulo di partecipazione disponibile sul sito internet dedicato www.themoneygramaward.com.

La cerimonia finale di premiazione di tutti i vincitori nelle diverse categorie avrà luogo il 20 maggio a Roma nello splendido scenario di Villa Borghese, presso la Casa del Cinema.

MoneyGram è una delle società leader nei trasferimenti internazionali di denaro con 186 mila agenti in 190 Paesi e territori nel mondo. Dal 2004 è quotata al New York Stock Exchange. MoneyGram in Italia vanta una capillare rete di agenti Retail e una importante partnership con Poste Italiane, offrendo il servizio di money transfer in oltre 10.000 uffici postali.

Il premio “MoneyGram Award all’Imprenditoria Immigrata in Italia” rispecchia la missione della società di essere vicino ai cittadini immigrati nel rispetto della loro cultura, esigenze e tradizione.

MoneyGram Italy con quest’iniziativa, che ha cadenza annuale, vuole premiare chi ha dimostrato di avere capacità di visione, coraggio e leadership e ha saputo esportare ed adattare con successo il proprio modo di lavorare nel nostro paese.

Contact: Barabino&Partners - Tel.: 06/679.29.29


 

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 22:51
 
Imprenditoria migrante femminile PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Sabato 13 Febbraio 2010 16:57

Imprenditoria migrante femminile 

Secondo i dati di Unioncamere nel periodo che va da giugno 2008 a giugno 2009 sono sorte in Italia 21.342 imprese femminili. Tra queste ben 3.173, ossia il 15% del totale, hanno come titolare una donna migrante.
Pur attraversando un periodo di crisi, i migranti - o meglio le donne migranti – contribuiscono in modo significativo alla crescita delle imprese in Italia.
Le nazionalità più rappresentate sono quella cinese (13.365), la marocchina (4.162) e la nigeriana (3.094).
Nel periodo considerato le nazionalità che hanno registrato i maggiori incrementi percentuali sono state quella albanese (+15,8%) e quella ucraina (+12,6%).
Tra i settori che più hanno attratto l’imprenditoria migrante femminile troviamo quello dei servizi alle imprese (servizi immobiliari, attività professionali, informatica); dei servizi alla persona; dei servizi di pulizia; del commercio.
Guardando in generale la distribuzione dell’imprenditoria migrante femminile in Italia, le regioni in cui si registra la concentrazione maggiore di donne immigrate titolari d'impresa sono la Lombardia (7.738 imprese, pari al 16% del totale), la Toscana (5.323 imprese, equivalenti ad una quota dell'11%) e il Lazio (4.669 unità, il 9,7% del totale.

 
Migrantiebanche.it e il COMERCIO JUSTO di CAMARI PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 23 Novembre 2009 22:23

Migrantiebanche.it e il commercio justo di CAMARI

Di: redazione di migrantiebanche.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il commercio equo e solidale persegue, tra gli altri, l’obiettivo di attuare una maggiore equità nel mercato, internazionale e locale, contribuendo allo sviluppo sostenibile e garantendo i diritti fondamentali dei lavoratori.
Molti sono coloro che, nel mondo, operano in questo settore. Anche il Grupo Social FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio) è impegnato nel “comercio justo” per il tramite di CAMARI, una delle società del gruppo.
CAMARI è un’impresa leader nel commercio equo e solidale di prodotti agroalimentari, artigianali e di allevamento che oggi sono distribuiti in tutto il mondo.
CAMARI è un’impresa con quasi 30 anni di esperienza, che mediante il proprio agire coinvolge in Ecuador circa 15.000 famiglie di piccoli produttori dislocate su quasi tutto il territorio del Paese latino americano arrecando loro beneficio.
Migrantiebanche.it intende promuovere, per il tramite del FEPP, i prodotti di CAMARI reclamizzandolo con i mezzi a disposizione.
Un primo successo è stato ottentuto grazie alla Banca Don Rizzo di Alcamo (TP) - una delle Banche di Credito Cooperativo presenti in Sicilia - che ha recentemente acquistato con il nostro supporto direttamente da Camari un considerevole numero di sciarpe “whipala” in cotone, personalizzate con il proprio logo, da utilizzare come gadget per i propri soci.

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Novembre 2009 08:34
 
Migrantiebanche e Banda Bandida PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Mercoledì 14 Ottobre 2009 14:22
Un’amicizia nata quasi per caso.
Presentato ufficialmente il CD ROMERIA INFANTIL ANDINA, realizzato con il contributo di Migranti e Banche.
Leggi l’aricolo pubblicato in www.ecuador.bcc.it

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Ottobre 2009 14:25
 
In Italia 250.000 piccoli imprenditori migranti PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Domenica 13 Settembre 2009 16:51

In Italia 250mila piccoli imprenditori migranti

Di: redazione di migrantiebanche.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sono circa 250mila gli imprenditori immigrati che hanno aperto una ditta individuale in Italia e che sembrano resistere meglio alla crisi delle ditte nazionali.
L’imprenditoria migrante è quanto mai viva e continua a svilupparsi. Nel secondo trimestre del 2009 si registra, rispetto al primo, una crescita dell’ 1,7%, superiore al dato medio nazionale delle imprese individuali che oscilla intorno all’ 0,25%.
I quasi 250mila imprenditori migranti titolari di aziende individuali che, al 30 giugno scorso, erano registrati presso le Camere di Commercio, sono pari al 7,3% di tutte le aziende di questo tipo presenti in Italia.
In dettaglio nel periodo aprile-giugno 2009 sono state aperte 9.925 nuove imprese, 753 in meno rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre quelle che hanno chiuso sono state 5,789, ossia 744 in più rispetto ad aprile-giugno 2008.
Il saldo di periodo (aprile-giugno) è risultato pari a 4.126 unità in più rispetto a quello presente al  31 marzo che, a livello di stock di queste imprese, presenta una crescita dell’1,7% (contro lo 0,98% del primo trimestre del 2009).
Le regione a maggiore vocazione imprenditoriale migrante in termini di valori assoluti sono Lombardia (46.032 impese), Toscana (26.323) ed Emilia Romagna (25.188). Da non dimenticare poi la Liguria che, insieme a Toscana e Lombardia, è una delle tre regioni italiane dove le imprese migranti superano il 10% del totale.
Per quanto riguarda la provenienza degli imprenditori migranti, il 39,6%, ossia  oltre 97.000 imprese, hanno un titolare africano. Il Marocco (46.834 imprenditori, il Senegal (13.597), la Tunisia (11.136), l’Egitto 10.408 e la Nigeria (5.824) sono i Paesi di origine della maggior parte di questi imprenditori africani (da questi Paesi ne proviene il 90,4%).
Tra i Paesi extra UE merita poi menzione l’Albania che contribuisce con 26.685 titolari di aziende, Serbia e Montenegro (7,947) e Macedonia (4.063).

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Settembre 2009 17:34
 
Imprenditoria migrante: parla Indra Perera, Presidente di CNA World Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Martedì 01 Settembre 2009 20:07

Imprenditoria migrante

Intervista di migrantiebanche.it a Indra Perera, imprenditore dello Sri Lanka, Presidente di CNA World Roma.

 

• Qual’è la mission di CNA World Roma?

Fin dall’inizio dell’attività la nostra scelta di campo è stata ben precisa e derivante dalla peculiarità della nostra associazione: rappresentare gli interessi degli imprenditori stranieri, impegnandoci per vedere riconosciuto soprattutto il loro ruolo economico all’interno del tessuto produttivo della provincia di Roma.
Tuttavia è bene chiarire che non cerchiamo e mai cercheremo assistenza, ma incentivi ed investimenti per delineare e rafforzare un ruolo economico delle imprese immigrate che sia di supporto all’economia territoriale.


• Insomma CNA World Roma vuole essere un punto di riferimento per gli imprenditori migranti?

Questa sintesi calza perfettamente con l’essenza di CNA World Roma che è un punto di riferimento ben preciso per molti imprenditori stranieri e per altri speriamo lo diventi a breve. Non dimentichiamoci, infatti,  che le imprese a titolare straniero – compresi i Paesi UE – nella provincia di Roma sono quasi 25.000, di cui circa 20.000 solo nella capitale.


• Chi sono attualmente i componenti di CNA World Roma?

CNA World oggi conta circa 1000 imprese, suddivise tra le molte nazionalità che la compongono e che ricoprono in maniera diffusa e capillare quasi tutte le attività produttive.
Ovviamente ci sono delle eccellenze, basti pensare al forte contributo proveniente dalla comunità rumena: il 30% dei nostri associati proviene dalla Romania ed è prevalentemente attivo nel settore edile.


• Come si collocano, all’interno di CNA World Roma gli imprenditori africani e quelli provenienti dall’America Latina?

Entrambe queste aree geografiche forniscono circa il 20% ciascuna degli iscritti a CNA World Roma. Le imprese africane sono attive soprattutto nel settore della ristorazione, mentre quelle latinoamericane nel settore dei servizi alla persona.


• CNA World Roma annovera imprenditori anche di altre aree di provenienza, vero?

Certamente. Vi sono imprenditori asiatici che sono equamente divisi tra i settori del commercio, dei servizi e della ristorazione. Ma sono presenti anche imprenditori australiani, canadesi e statunitensi.

(Nella foto il Presidente Indra Perera)

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Settembre 2009 10:35
 
Costitutita ufficialmente CNA WORLD ROMA PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Mercoledì 22 Luglio 2009 07:42

Costituita ufficialmente CNA WORLD ROMA - Rappresentanza e servizi per l'imprenditoria migrante

Di: redazione di migrantiebanche.it - migrantiebancheòyahoo.it 

E’ stata costituita ufficialmente Cna World, struttura interna al sistema Cna, prima associazione a livello italiano interamente dedicata a imprenditori stranieri che ricoprono anche i ruoli degli organi direttivi.
La nuova associazione, presentata dal Presidente Indra Perera lo scorso 30 giugno nell’ambito del convegno  "Il sistema del credito per gli imprenditori stranieri", conta già circa 1.000 imprese associate e vede al suo interno più di 70 nazioni rappresentate.
Tre gli obiettivi principali di Cna World: rappresentare le istanze dell’imprenditoria straniera, favorire l’accesso al credito delle imprese straniere con adeguati strumenti di supporto, fornire formazione e informazione agli imprenditori stranieri. La presenza di imprenditori migranti nella provoncia di Roma è molto forte: quasi 29.000 tra titolari e soci, di cui il 28% sono imprenditrici. Anche per questo l'avvio ufficiale di Cna World ha destato l'interessa di molti. Lo sportello Cna World si trova presso gli uffici di Cna Roma in via Ostiense 131, L.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Luglio 2009 07:47
 
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