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Microfinanza
Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche - Microcredito e Comunità Locale PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Martedì 01 Giugno 2010 07:43

“Microcredito e Comunità Locale”
Incontro a Faenza, per la promozione di interventi sul territorio

Si è svolto venerdì 28 maggio, a Faenza, l’incontro su “Microcredito e Comunità Locale” nel Chiostro della Casa del Popolo, in occasione della Festa della Cooperazione Faentina.
L’evento, promosso dalla Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche e dal Credito Cooperativo ravennate e imolese, ha ripreso i contenuti del Convegno svoltosi il 26 febbraio u.s. a Faenza, si è aperto con l’introduzione del Prof. Everardo Minardi, Presidente della Fondazione.
Successivamente sono intervenuti Edo Miserocchi, Direttore Generale del Credito Cooperativo ravennate e imolese, diversi esponenti dei Servizi Sociali, delle Caritas Diocesane di Imola e Faenza, delle Associazioni di volontariato del territorio della Provincia di Ravenna e del Circondario Imolese, oltre ad alcuni amministratori pubblici, in particolare Paolo Valenti, Assessore della Provincia di Ravenna e Giovanni Malpezzi, Sindaco di Faenza.
Ha portato la sua testimonianza Marco Marcocci, ICCREA BANCA di Roma, che si occupa anche - a livello di volontariato - del sito http://www.migrantiebanche.it punto di incontro delle tematiche approfondite durante l’incontro.
Tutti hanno ribadito la disponibilità a farsi promotori di iniziative - ciascuno per la propria parte e le proprie competenze - per la diffusioni di interventi di microcredito a favore delle famiglie e delle neo-imprese del territorio, che si trovano in situazioni di difficoltà ma hanno una ragionevole prospettiva di poter superare con successo il momento contingente.

Ultimo aggiornamento Martedì 01 Giugno 2010 07:45
 
DALLA MUTUALITA' AL MICROCREDITO TRA EMERGENZA E PROMOZIONE SOCIALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Martedì 02 Marzo 2010 13:22

DALLA MUTUALITA’ AL MICROCREDITO
TRA EMERGENZA E PROMOZIONE SOCIALE

di Roberto Zalambani

“Una cooperativa che fa affari e non crea valore aggiunto per i propri soci e per la comunità locale non è più una cooperativa”. L’affermazione di Giovanni Dalle Fabbriche, richiamata da Edo Miserocchi, Direttore Generale del Credito Cooperativo ravennate e imolese, nella relazione introduttiva, è stato il filo conduttore del convegno su “Mutualità, microcredito e comunità locale: dalla crisi economica alla promozione sociale“, svoltosi a Faenza il 26 febbraio scorso.
Promossa dalla Bcc ravennate e imolese unitamente alla Fondazione Giovanni Dalle Fabbriche, all’Associazione di volontariato “Per gli altri” della provincia di Ravenna e al Sunas, Sindacato Unitario Assistenti Sociali, la manifestazione è stata coordinata da Tiziano Conti e, dopo una relazione su “Microcredito etico sociale” dell’assistente sociale Marzia Trugli (che ha proposto i risultati di un’indagine sul campo condotta nei territori di Faenza, Ravenna, Imola e Lugo), si è sviluppata con le testimonianze di Giorgio Sandini, Direttore Generale della Bcc di Quinto Vicentino (“Le Bcc della provincia di Vicenza e l’ accordo con la Caritas diocesana”) e di Marco Reggio della Federazione Italiana Bcc sulla Fondazione Tertio Millennio e l’avvio di nuove imprese giovanili al Sud.
E’ seguito un vivace ed articolato confronto tra volontari, operatori dei servizi sociali e del credito cooperativo, introdotto dal dott. Albano e dalla prof. Cortesi, nel corso del quale sono state espresse opinioni importanti su come, con il microcredito, si possano realizzare forme di accompagnamento e guida per la formazione di una nuova progettualità in campo economico e sociale e reti di ascolto e assistenza ai bisogni in forma organizzata.
“Bisogni che - come ha sottolineato con il supporto di dati assai preoccupanti Edo Miserocchi - stanno mettendo in difficoltà, nel territorio della banca, almeno il 10 per cento delle famiglie tra problemi occupazionali e di reddito, e che non possono più sopportare i polveroni di parte ma richiamano con forza l’urgenza di un impegno condiviso tra tutti i soggetti che hanno a cuore il bene delle nostre Comunità “.
Quattro ore intense di discussione, in una sala gremita, con tante professionalità impegnate tutte a costruire azioni di prossimità, a mettersi in gioco, a progettare un futuro che sarà difficile per tutti ma dove la “rete carsica” delle disponibilità può trovare la giusta attenzione in un territorio nel quale il credito cooperativo, le organizzazioni di volontariato e le istituzioni –
ha sottolineato nelle conclusioni Daniele Quadrelli, Direttore Generale della Federazione delle Bcc dell’Emilia Romagna - hanno le sensibilità e le competenze per una nuova solidarietà dei fatti e non delle parole, dell’accesso a un credito erogato non solo attraverso le garanzie materiali ma soprattutto attraverso le qualità morali e la voglia di lavorare delle persone, una nuova solidarietà che diventi modello per azioni più vaste in un mondo sempre più complesso e globalizzato.

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Marzo 2010 13:23
 
MUTUALITA', MICROCREDITO E COMUNITA' LOCALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Giovedì 11 Febbraio 2010 18:36

MUTUALITA’, MICROCREDITO E COMUNITA’ LOCALE

Dalla crisi economica alla promozione sociale

E’ questo il tema del Convegno che si terrà a Faenza venerdì 26 febbraio ore 15.00, organizzato dalla Fondazione GIOVANNI DALLE FABBRICHE.
Ricco il programma che prevede, dopo il saluto del Presidente della BCC Ravennate e Imolese Dott. Francesco Scardovi, i seguenti interventi:
IL MICROCREDITO COME FATTORE DI RILANCIO SOCIALE a cura del Direttore Generale della BCC Ravennate e Imolese Dott. Eldo Miserocchi
MICROCREDITO ETICO SOCIALE: I RISULTATI DI UNA INDAGINE SUL CAMPO a cura della Dott.ssa Marzia Trugli, assistente sociale
A seguire sarà la volta delle “testimonianze” con due intervent:
LA BCC DELLA PROVINCIA DI VICENZA E L’ACCORDO CON LA CARITAS DIOCESANA a cura del Direttore Generale della BCC di Quinto Vicentino Dott Giorgio Sandini
LA FONDAZIONE TERTIO MILLENNIO: L’AVVIO DI NUOVE IMPRESE AL SUD a cura del Dott. Marco Reggio, Segretario Generale della Fondazione Terbio Millennio e Capo Ufficio stampa di Federasse.
Dopo questa tornata di interventi verranno avviati i Workshop:
"ACCOMPAGNAMENTO E GUIDA CON IL MICROCREDITO PER LA FORMAZIONE DI UNA NUOVA PROGETTUALITA’ IN CAMPO ECONOMICO E SOCIALE" e RETE E ASCOLTO DEI BISOGNI IN FORMA ORGANIZZATA
Le conclusioni del convegno verrano tirate dal Dott. Daniele Quadrelli, Direttore della Federazione delle BCC dell’Emilia Romagna 

 

Scarica il programma qui

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2010 14:40
 
Duplice appuntamento con RITMI - Rete Italiana di Microfinanza PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Martedì 17 Novembre 2009 17:18

Duplice appuntamento con RITMI – Rete Italiana di Microfinanza

  • “Il microcredito: uno strumento per l'inclusione sociale e finanziaria”

È questo il titolo del convegno che si svolgerà il 3 dicembre 2009 a Roma, presso la Sala Tevere della Regione Lazio (Via Cristoforo Colombo, nr 212), con inizio alle ore 10.00.
All’incontro parteciperanno istituzioni di microcredito italiane ed internazionali.
All’evento è abbinato un incontro dal titolo

  • “Microcredito e metodologie di prestito: alcune esperienze a confronto”

previsto per il giorno 2 dicembre 2009, dalle 11.00 alle 13.00, presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata (Via Columbia, nr 2). E' prevista la partecipazione di rappresentanti di Fondo Esperanza (Cile) e Fair Finance (Gran Bretagna) che confronteranno le proprie esperienze con quelle delle istituzioni di microfinanza italiane.

La partecipazione ad entrambi gli eventi è gratuita. Per ragioni organizzative, è necessario registrarsi all’indirizzo e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Per maggiori informazioni e per il programma definitivo può essere contatta la segreteria organizzativa: Micro Progress Onlus Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   www.microprogress.org - Telefono/Fax 06/41793869.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Novembre 2009 17:22
 
Altipiano del Quichè (Guatemala): credito per agricoltura ed attività artigianali PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Mercoledì 07 Ottobre 2009 20:58

IL CREDITO PER L’AGRICOLTURA E LE ATTIVITA’ ARTIGIANALI NELL’ALTIPIANO DEL QUICHE’ IN GUATEMALA ovvero UN PROGETTO ITALIANO PER LO SVILUPPO DEL CREDITO RURALE IN UNA ZONA DEL GUATEMALA

Di: Alessandro Scappini - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Tutte le attività imprenditoriali, piccole o grandi, necessitano di capitali per decollare ed esprimersi appieno: capitale di esercizio e per gli investimenti che, se non può essere messo a disposizione direttamente dall’imprenditore, deve necessariamente essere fornito da altri investitori o partner o facendo ricorso al sistema creditizio, formale od informale.

I piccoli produttori agricoli ed artigianali dell’altipiano del Quichè, in Guatemala, non possono prescindere da questo assunto di base, per quanto modeste possano apparire a noi europei le somme necessarie a questi imprenditori per svolgere la propria attività. Paradossalmente, proprio la relativa limitatezza degli importi da finanziare finisce per limitare, anziché favorire, l’accesso al credito da parte dei contadini, in quanto le banche non hanno convenienza a gestire pratiche al di sotto di una determinata soglia, per la forte incidenza dei costi di amministrazione e gestione del credito. Altre e più importanti cause concorrono a determinare la pressoché totale esclusione dal credito formale di larghe fasce della popolazione produttiva in Guatemala: discriminazione razziale, analfabetismo, lingua (in Guatemala si parlano 13 lingue o dialetti diversi e non tutta la popolazione indigena domina il Castigliano), assenza di garanzie formali, rischi connessi all’attività agricola, procedure complesse e poco trasparenti, atteggiamento scostante di impiegati e funzionari di banca, etc.
Se a queste difficoltà da parte dei produttori ad accedere al capitale, si aggiungono quelle connesse alla commercializzazione dei prodotti (frammentazione e dispersione della produzione, lontananza dai mercati, mancanza di mezzi di trasporto, viabilità scadente, inosservanza degli standard di qualità richiesti dalla grande distribuzione, e via dicendo), si può intuire quanto possa risultare difficile progredire economicamente e socialmente per le comunità indigene.
Logico che, in un siffatto contesto, prosperino gli intermediari, volgarmente detti “coyotes” che, oltre a trasportare e commercializzare le derrate, guadagnando spesso assai di più degli stessi produttori, offrono loro prestiti a tassi da usura. La “tattica” è quella di avvicinare i contadini poco prima della semina, quando più forte è il bisogno di liquidità per l’acquisto di sementi, fertilizzanti ed altri inputs produttivi, a fronte dell’impegno a consegnare loro tutta o parte della produzione ad un prezzo prestabilito, invariabilmente basso.
Ancor più critica la situazione delle donne, tradizionalmente escluse dall’asse ereditario e, quindi, prive di qualsiasi titolo di proprietà della terra da offrire come garanzia. Molte di loro, nei ritagli di tempo tra un’incombenza domestica e l’altra, si dedicano alla produzione a telaio di tessuti tipici, realizzando modesti ricavi indispensabili a far quadrare il magro bilancio famigliare. Anche in questo caso, una maggior disponibilità di capitale, per l’acquisto del filo di cotone o seta, consentirebbe un aumento della produzione, ma le banche sono alquanto restie a concedere prestiti ad associazioni o gruppi informali di donne, spesso analfabete e prive di garanzie.

Dopo la fine del conflitto armato, alcuni interventi di cooperazione esterna bilaterale e multilaterale hanno apportato risorse che, sommate a fondi del Governo, hanno dato vita a dei fideicomisos, cioè fondi destinati al credito rurale, spesso con finalità specifiche (ad es. la realizzazione di impianti irrigui). Il Fondo de Credito Rural, uno dei fondi fiduciari amministrati dal locale Ministero dell’Agricoltura, presentava caratteristiche sufficientemente versatili ed un regolamento di applicazione ben articolato, ma ha trovato ben scarsa applicazione presso i piccoli agricoltori, a causa del sostanziale disinteresse e disinformazione delle agenzie periferiche degli istituti di credito preposti e per le inefficienze dello stesso Ministero. Peraltro, dall’ottobre del 2008, il Governo ha destinato le risorse residue dei fideicomisos ad altre attività, azzerando così la possibilità, anche solo teorica, di accedere al credito agrario agevolato.
Nel novembre del 2007 il Governo ha lanciato un nuovo programma, denominato DACREDITO, con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito da parte degli agricoltori, che possono rivolgersi ad alcune banche aderenti; queste erogano i prestiti a tassi di mercato, utilizzando risorse proprie per l’80%, mentre il restante 20% è fornito dal fideicomiso, con funzioni di fondo di garanzia. La garanzia scatta solo in caso di comprovate avversità climatiche, fungendo quindi da assicurazione agricola, ma serve essenzialmente a rimborsare le banche nell’immediato, dando agli agricoltori un più ampio lasso di tempo per restituire il prestito, senza peraltro assolverli dalle loro obbligazioni.
In pratica, questo programma avvantaggia soltanto le banche, che vedono diminuire il rischio, ed i grossi proprietari terrieri della costa (estese coltivazioni di canna da zucchero ed allevamento brado di bovini e zebù) e delle piantagioni di caffè, mentre nelle aree più povere, dove predominano le etnie Maya e l’agricoltura di sussistenza, le agenzie delle stesse banche consorziate spesso ignorano anche l’esistenza del programma e non dispongono neanche della modulistica!

Sin dal 2003, l’Istituto Agronomico per l’Oltremare di Firenze, organo tecnico-scientifico del Ministero degli Affari Esteri in materia di agricoltura, ambiente e sviluppo, gestisce programmi di sviluppo rurale nel municipio di Chichicastenango, dipartimento del Quiché, con l’obiettivo di ridurre la povertà anche mediante la concessione di prestiti a produttori agricoli ed artigianali, singoli o associati.
Dal gennaio di quest’anno è in corso una nuova iniziativa, denominata “Programma di accesso al credito e sostegno alla commercializzazione delle produzioni agricole nel Quiché”, in breve CREDyCOM (www.credycom.org), che conta con un proprio fondo rotatorio di credito, finanziato dal Governo italiano.

Area di intervento
L’area di intervento è il municipio di Chichicastenango, noto ai turisti per il coloratissimo mercato bisettimanale. Adagiato sull’altipiano, ad altitudini comprese tra  2050 e 2650 mslm, ha una superficie di 400 Kmq ed un asse N-S di 55 Km.
La popolazione (107.193) è in massima parte dedita all’agricoltura, perlopiù esercitata su piccoli fazzoletti di terra dalle pendenze vertiginose.
Il 98,5% della popolazione è indigena di etnia Maya, l’1,5% è ladina.
La povertà affligge l’85,8% della popolazione, con caratteristiche estreme nel 43% dei casi.
Il clima temperato dall’altitudine consente lo sviluppo della frutticoltura (mele, pesche, susine), mentre l’area Sud del municipio è particolarmente idonea all’orticoltura (patate, fagiolini, piselli, carote,…) potenzialmente esportabile.
Tutti coltivano inoltre mais e fagioli, per autoconsumo.


Negli anni precedenti l’attività di microcredito del progetto, finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAE, si è svolta in gran parte in collaborazione con Banrural, banca fiduciaria del Ministero dell’Agricoltura del Guatemala, facendo ricorso ai fondi del Credito Rural, ma da quando il fideicomiso è stato “prosciugato” la concessione dei prestiti avviene grazie al fondo creditizio del progetto, con una dotazione di € 200.000,00.
La “filosofia” che regola il funzionamento del fondo può riassumersi in pochi concetti:

  • Il credito non è un fine, bensì uno strumento per promuovere il decollo di nuove attività generatrici di reddito, il consolidamento di quelle già esistenti e la commercializzazione dei prodotti;
  • Si vuole favorire, principalmente, l’accesso al credito da parte di cooperative ed associazioni, ma anche singoli produttori, che altrimenti non sarebbero ritenuti “bancabili”;
     
  • Attività finanziabili: 1. Produzioni agrozootecniche, agroindustriali, forestali, acquacoltura, inclusa la fase di commercializzazione dei prodotti; 2. Produzioni artigianali e loro commercializzazione; 3. Infrastrutture produttive e per la commercializzazione;
  • Non vogliamo limitarci all’erogazione di prestiti di esercizio, ossia stagionali, ma favorire anche gli investimenti a medio termine (che altri non finanziano);
     
  • Accompagnare sempre i finanziamenti con assistenza tecnica, formazione e, quando necessario, studi di fattibilità, senza costi aggiuntivi per i beneficiari.

Nel righe sottostanti vengono sintetizzate le principali norme che regolano la gestione del Fondo:

Carattere del Fondo: rotatorio, amministrato in congiunto dai Coordinatori italiano e guatemalteco del Programma CREDyCOM.
E’ prevista la possibilitá, a fine Progetto, di cedere l’intero portafoglio ad altra entità.
I prestiti sono destinati preferibilmente a gruppi di produttori (associazioni, cooperative, comitati, gruppi formalmente o informalmente costituiti), potendo tuttavia destinare sino al 40% dei fondi disponibili a crediti individuali.
I prestiti sono destinati esclusivamente ad attivitá produttive generatrici di reddito e rispettose dell’ambiente.
Durata: breve termine (fino a 12 mesi); medio (fino a 24 mesi); casi particolari: oltre 24 mesi.
Importi finanziabili: minimo e massimo stabiliti di volta in volta, in relazione alla natura dell’investimento. Massimo assoluto: 150.000 Quetzal (GTQ)
Tasso: 15% annuale, sul residuo debito capitale. Tasso di mora: + 1% mensile.
Spese di istruttoria: nessun costo. Costi collaterali: (legalizzazioni e autentiche) a carico del richiedente, ma molto contenuti.
Procedure e documentazione: agili e semplificate. Erogazione: 7-10 gg.
Garanzie: solidaria o mutua, fiduciaria, pegno, ipotecaria e mista.
Recupero crediti: é prevista la possibilitá di cedere a terzi i crediti esigibili del Fondo.
Forme di pagamento: per prestiti fino a 6 mesi: flat (restituzione di capitale e interessi in unica soluzione, alla scadenza); oltre i 6 mesi: rate fisse (alla “Francese”).
Programmi di Risparmio: previsti (modello CASCOR).
Periodo di grazia: previsto, in casi particolari.
Rifinanziamento: previsto, in casi particolari (calamitá, avversitá atmosferiche, perdita della produzione, etc.)

Il Regolamento del Fondo non è rigido ed immutabile, ma può essere modificato in ogni momento con delibera congiunta dei due Coordinatori, salvo successiva ratifica da parte del Comitato di Direzione del progetto.
Le tabelle sottostanti, sebbene riferite al solo periodo iniziale di attività del Fondo (maggio-agosto), consentono già alcuni osservazioni. Gli importi dei prestiti, erogati in Quetzales, sono stati convertiti in USD per una più immediata comprensione (1 USD = 8,25 GTQ).

 

Artigianato

 

Prestiti#Importi erogatiMedia per beneficiarioMF

 

Portafoglio9$ 45,757.00   $ 240.83-190

 

Individuali-$          0.00                       $     0.00--

 

Collettivi9$ 45,757.00   $ 240.83-190

 

      
Agrozootecnia

 

Prestiti#Importi erogatiMedia per beneficiarioMF

 

Portafoglio19$ 79,733.00   $    972.356418

 

Individuali11$ 27,030.00   $ 1,930.7114-

 

Collettivi8$ 52,703.00   $    775.045018

 

La prima considerazione è che, in soli quattro mesi di attività, sono state impiegate ca il 45% delle risorse del Fondo, che conta su una dotazione iniziale di € 200.000,00 (ca. $ 280.000), a dimostrazione del fatto che, nel municipio considerato, esiste una domanda di credito rurale produttivo che non viene soddisfatta dalle banche formali e neppure dalle tante imprese finanziarie informali.
Dal confronto tra le due tabelle, appare subito evidente che i beneficiari di prestiti per finanziare attività artigianali sono esclusivamente donne, in quanto trattasi di indumenti ed altri articoli tessuti a telaio, e che si tratta sempre di prestiti collettivi concessi a gruppi, solitamente composti da 15 o più donne. L’importo medio dei crediti ($ 240) è piuttosto contenuto, in quanto limitato all’acquisto del filo da tessere e pochi altri inputs, mentre la media dei prestiti agrari è quattro volte superiore, in relazione al maggior costo dei mezzi di produzione necessari.
I prestiti concessi per attività artigianali, sulla base della trascorsa esperienza, sono quelli che comportano i minori rischi di morosità, sia perché le donne sono, in genere, buone pagatrici, sia perché questa attività non è soggetta ai rischi atmosferici e di attacchi parassitari che, invece, possono condizionare l’attività agrozootecnica. Sono prestiti coperti esclusivamente da garanzia solidaria, di alto valore sociale, perché consentono anche alle donne di disporre di un reddito proprio, affrancandosi parzialmente dal “machismo” che domina la società rurale guatemalteca, reddito che, immancabilmente, si traduce in migliori condizioni alimentari per i figli, farmaci, accessori scolastici, risparmio.

Il portafoglio dei prestiti agrari comprende importi molto diversificati, in base alla superficie da coltivare (in genere comunque limitata) ed al tipo di coltura, con importi medi dei  prestiti individuali decisamente superiori a quelli concessi a gruppi. In questi gli uomini sono numericamente assai prevalenti rispetto alle donne, che solo in alcuni casi gestiscono l’attività agricola; quando lo fanno, si tratta spesso di donne capo-famiglia o vedove, anche a causa del trascorso conflitto armato.
Anche nei crediti all’agricoltura, se concessi a gruppi di produttori, si applica la garanzia solidale, ove ogni socio si rende responsabile anche dei debiti contratti dagli altri, spesso integrata da garanzie reali, quando gli importi lo giustifichino. In pratica, viene chiesto ai prestatari di lasciare in garanzia la “scrittura pubblica” dell’appezzamento di terreno oggetto del finanziamento, senza tuttavia iscrivere alcuna ipoteca. E’ un sistema pratico e sufficientemente sicuro, in quanto il documento non può essere sostituito da altri ed è il solo titolo di possesso legalmente riconosciuto (indispensabile, p.es. per rivendere la terra) e non comporta alcun costo per l’agricoltore.
Malgrado le garanzie, in passato si sono registrati alcuni casi di insolvenza, talvolta causati da condizioni atmosferiche avverse (grandine, gelate tardive, etc.) soprattutto a danno delle colture di patate, altre volte da comportamenti scorretti di alcuni beneficiari che, trovandosi a che fare con un programma di cooperazione internazionale, amerebbero credere che “prestito” sia sinonimo di “donazione”.

Concludendo, il credito è uno strumento indispensabile, che può aiutare i produttori delle aree svantaggiate ad affrancarsi dalla povertà, aiutandoli a migliorare le proprie condizioni di vita, ma, se mal utilizzato, può anche renderli ancora più poveri, lasciandoli indebitati e, nei casi estremi, facendo perdere loro anche l’unico mezzo di produzione che talvolta posseggono: la terra.
Il credito è come il fuoco: scalda, ma può anche bruciare: nel caso di associazioni di produttori, in particolare, a scottarsi non è solo chi non rispetta i patti, ma anche tutti gli altri.
Etimologicamente la parola “credito” deriva da “credere” nel senso di “aver fiducia”. Ma la fiducia va meritata e non può essere concessa a tutti indistintamente. Il credito è uno strumento, non un fine, e per tutti, dal grande imprenditore sino al coltivatore diretto, la parola “prestito” è sinonimo di “debito”.
Ecco che i progetti di cooperazione che gestiscono programmi di credito, come il CREDyCOM in Guatemala, come le Banche, le cooperative di risparmio e credito, le ONG che operano nella microfinanza, etc., hanno il dovere morale di effettuare istruttorie approfondite ed accompagnare la concessione dei prestiti, quando possibile, con programmi di assistenza tecnica e formazione in grado di scongiurare o, quantomeno, limitare al massimo gli insuccessi.

ALESSANDRO SCAPPINI
È Direttore tecnico dell’Istituto Agronomico per l’Oltremare di Firenze (
www.iao.florence.it).
Dal 2003 è Coordinatore di interventi di cooperazione, finanziati dal Governo italiano, per lo sviluppo della microfinanza nell’area del Quichè, in Guatemala. (
www.credycom.org)
E-mail:
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Ottobre 2009 21:27
 
EMERGENZA ALLUVIONATI MESSINA PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 05 Ottobre 2009 20:48

Migrantiebanche.it sostiene l'iniziativa della Banca di Credito Cooperativo "Antonello da Messina" che, a  seguito degli eventi tragici accaduti nella provincia di Messina, ha aperto un conto corrente dedicato alle vittime dell'alluvione di Giampilieri. 

Eventuiali donazioni potranno essere fatte tramite bonifico bancario a:

EMERGENZA ALLUVIONATI MESSINA
IBAN: IT 58 T 07098 16500 000000003000
CAUSALE: PRO EMERGENZA ALLUVIONE

Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Ottobre 2009 21:08
 
Microcredito e Non Profit: la sfida alla sostenibilità. Il caso di Micro Progress Onluss PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 14 Settembre 2009 21:12

 

"Microcredito e Non Profit: la sfida della sostenibilità. Il caso di Micro Progress Onlus"

E' questo il titolo dell'incontro che si terrà domenica 20 settembre alle ore 18:00, presso la Sala Renato Biagetti alla Città dell'Altra Economia, Largo Dino Frisullo - Campo Boario - Testaccio.

Per motivi organizzativi si consiglia la registrazione, scrivendo all'indirizzo mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. L'incontro si tiene nell'ambito della Festa dell'Altra Economia 17 - 20 settembre 2009, http://www.altraeconomia.org/

Chi volesse conoscere direttamente Micro Progress Onlus e i suoi servizi di Microcredito nella città di Roma, può recarsi presso lo stand allestito alla Città dell'Altra Economia, a partire da giovedì 17 settembre fino a domenica 20 settembre dalle ore 10:00 alle ore 22:00.

Per ulteriori informazioni: Tel. 06/41793869; 320/7212633

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Settembre 2009 21:13
 
America Latina e Caraibi: 11% in meno le rimesse del 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Domenica 23 Agosto 2009 22:42

America Latina e Caraibi: 11% in meno le rimesse del 2009

Di: redazione migrantiebanche.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Secondo un recente studio del Fonim (Fondo Multilateral de Inversion) del BID (Banco Interamericano de Desarrollo) le rimesse di denaro dei migranti che raggiungeranno l’America Latina ed i Carabi nel corrente ammonteranno a circa 62.000 milioni di dollari USA.
Questo importo, paragonabile a quanto effettivamente introitato nelle due regioni nell’anno 2006, di fatto costituisce una diminuzione dell’11% rispetto al 2008.
Il BID individua nella crisi economica globale la causa di tale contrazione che, tra l’altro, ha toccato in particolar modo i lavoratori migranti provenienti dall’America Latina e dai Carabi che vivono in Paesi industrializzati investiti dalla recessione quali Stati Uniti, Spagna, Giappone e Italia.
I 62 milioni di dollari come ammontare delle rimesse verso America Latina e Carabi per il 2009 sono stati stimati in una ricerca condotta da Manuel Orozco del Interamerican Dialogue di Washington, in collaborazione con Natasha Bajuk e Gregory Watson del FONIM.
La ricerca ha visto coinvolti 1.350 emigrati dall’America Latina e dai Carabi, osservati nel periodo marzo-giugno 2009.
Le conclusioni della ricerca sono in linea con le risultanze prodotte dalle varie banche centrali delle regioni in questione circa l’andamento delle rimesse: mediamente nell’America Latina e nei carabi nel secondo trimestre del 2009 il flusso delle rimesse è calato del 15% rispetto allo stesso periodo del 2008. In particolare il Messico, che costituisce il Paese di maggior afflusso delle rimesse tra quelli delle due regioni in questione, è risultato essere il più interessato a tale contrazione.
 

Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Agosto 2009 07:18
 
Microfinanza e crisi economica: quali prospettive? PDF Stampa E-mail
Sabato 13 Giugno 2009 09:09

Microfinanza e crisi economica: quali prospettive?

di Maria Cristina Iozzino - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Con lo scoppio della crisi finanziaria e poi economica in tutto il mondo, hanno iniziato a sollevarsi quesiti e dubbi riguardanti se e come la Microfinanza possa trovarsi coinvolta dalla congiuntura mondiale.
La prima risposta è venuta, senza dubbio, da Muhammad Yunus, il banchiere dei poveri, il quale ha dichiarato nell’ottobre del 2008, proprio mentre la crisi finanziaria mostrava la sua imponenza, che il sistema del Microcredito non ne sarebbe stato in alcun modo influenzato.  La sua affermazione si basava sugli effetti provocati storicamente delle crisi economiche nei paesi in via di sviluppo. Un esempio può essere la Crisi Asiatica degli anni ’90 che in Indonesia, epicentro della crisi finanziaria, provocò scossoni economici che lasciarono però il portafoglio del network di Istituzioni di Microfinanza locali stabile. Questa crisi, invece, può essere considerata diversa da quella Asiatica, poiché sortisce i suoi effetti soprattutto sull’economia reale, creando un contagio che coinvolge il mondo intero. Alcuni studiosi, quindi, sono più cauti rispetto a Yunus, perché ipotizzano degli effetti sulla Microfinanza provocati essenzialmente da tre fattori.
Il primo è il possibile aumento dell’inflazione, che nei paesi in via di sviluppo potrà rallentare il processo di rimborso dei prestiti.  La crisi, inoltre, farà diminuire il flusso di rimesse, tassello importantissimo per il sostegno dei PVS e del Microcredito. Le rimesse, infatti, aiutano le famiglie a ripagare i prestiti e ad alimentare il risparmio. Infine l’ultimo fattore può essere individuato nella raccolta di risorse finanziare, che sarà resa più difficoltosa dall’aumento dei tassi di interesse. Inoltre, le MFI dovranno far fronte alla diversificazione delle loro fonti data l’impossibilità di continuare ad utilizzare prodotti strutturati come i CDO’s.
Sicuramente, come espresso da più studiosi, chi investe in Microfinanza è spinto da motivazioni di beneficenza ed è pronto ad accettare un alto rischio. Inoltre, non sempre gli investimenti stranieri sono l’unica fonte delle Microfinanza che in molti casi si autoalimenta grazie al risparmio delle famiglie.
Infine, anche se bisogna considerare tutti scenari, pessimistici o non, che si aprono grazie alla crisi, non vi è alcun dubbio sul fatto che le Istituzioni di Microfinanza sicuramente trarranno vantaggio dalle loro peculiarità come il forte rapporto di fiducia e responsabilità che li lega ai propri clienti e shareholders.

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Giugno 2009 09:11
 
Il microcredito per risolvere la crisi economica PDF Stampa E-mail
Sabato 16 Maggio 2009 09:19

IL MICROCREDITO PER RISOLVERE LA CRISI ECONOMICA


Di: Maria Di Massimo - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Il microcredito: può essere utilizzato come risolutore dell’attuale crisi?


Il microcredito, avviato in molteplici piccole imprese soprattutto nei Paesi in Via di Sviluppo, è stato in grado di risolvere i problemi di povertà estrema.
Nell’attuale contesto economico mondiale, caratterizzato dalla “interminabile” crisi, è bene ridefinire i destinatari del microcredito ponendoci una domanda: è rivolto ad una sola classe di persone, oppure può essere esteso a tutte le classi di imprenditori e lavoratori indipendenti e non?
Per prima cosa il microcredito si rivolge ai lavoratori in proprio o titolari di piccole imprese che sono completamente esclusi dal sistema finanziario e che per “fuggire” dagli usurai, fanno appello al microfinanziamento.
Una seconda categoria è rappresentata dalle donne che per varie ragioni, talvolta culturali o religiose, non possono accedere al credito. Nella maggior parte dei casi le donne sono le più motivate ad organizzarsi in progetti economico-sociali e rispetto agli uomini rispettano molto di più i termini di scadenza del prestito.
La terza categoria sono i poverissimi, coloro che costituiscono il primo settore d’intervento nei progetti di microcredito. La situazione di miglioramento di povertà estrema è quasi un sogno; Muhammad Yunus, fin dall’inizio del suo lavoro, ha creduto che grazie a questi progetti avrebbe risolto in parte le disuguaglianze nel mondo.
Ma il mondo forse sta cambiando; è andato troppo in fretta; la globalizzazione ha avuto sicuramente un ruolo positivo anche se sta logorando i rapporti relazionali, con una preponderanza di comportamenti opportunistici.
Con la crisi, si stanno studiando nuovi modelli economici e si sta mettendo in discussione tutto. Il ruolo del mercato, così come finora considerato, è necessario? Si può pensare concretamente ad un “welfare state” e che ruolo potrebbe avere il microcredito?
Il microcredito va oltre un semplice prestito economico, il suo obiettivo è il benessere dell’intera società, muovendosi dal basso, dagli strati sociali più poveri.
Annotiamo con soddisfazione, in quest’ottica, l’attenzione che attualmente il Parlamento europeo sta rivolgendo all’argomento cercando proposte legislative per l’agevolazione di progetti di microcredito sia alle imprese in crisi che agli immigrati comunque alle persone svantaggiate che si trovano in condizioni di lavoro precario e in aree rurali poco sviluppate. Il lavoro autonomo dovrebbe essere promosso come alternativa a quello salariato per la tutela dell’occupazione anche attraverso il ricorso al microcredito rispetto al credito classico.
Nel contesto attuale la promozione del microcredito nelle situazioni difficili potrebbe essere un primo passo di salvaguardia per la promozione di benessere, ma non basta. La regolamentazione del mercato e la correttezza delle informazioni dovrebbero viaggiare in parallelo, per la ricchezza non di pochi ma di molti. Una ricchezza definita non solo sul piano economico ma sul piano sociale comprendente anche la salvaguardia dell’ambiente. 

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Maggio 2009 09:26
 
Investire in Microfinanza PDF Stampa E-mail
Domenica 26 Aprile 2009 15:15

Investire in Microfinanza
di Maria Cristina Iozzino - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Gli investimenti in Microfinanza costituiscono da alcuni anni un’ asset class  sempre più attrattiva, capace di assicurare agli investitori ritorni sia dal punto di vista economico che di responsabilità sociale.

Attraverso questa nuova domanda di investimenti sono nate società di gestione specializzate in Microfinanza e fondi obbligazionari che fungono da ponte tra investitori e MFIs (Micro-Finance Institutions).

Due sono le tipologie di prodotto più diffuse:

i fondi obbligazionari ed i Cdo (Collateralized debt obligation), cioè obbligazioni con scadenza a cinque anni che garantiscono una cedola interessante a fronte di un rischio di poco superiore ai titoli di stato.  Questi fondi si rivolgono a MFI sostenibili, in grado cioè di coprire i costi con il profitto netto, e con un elevato rating da agenzie esterne.
Inoltre si presentano sul mercato come strumenti fortemente competitivi sia per il loro rendimento, superiore a quelli del mercato monetario, sia per il loro profilo di rischio.
Questo tipo di fondi si caratterizza, infatti, per:

• bassa correlazione con i movimenti della finanza globale (basso rischio sistematico)
• qualità e diversificazione degli assets componenti il portafoglio (basso rischio specifico).

La loro competitività in rapporto alle banche locali non si basa sul minor tasso di interesse richiesto alle MFI ma su una maggior flessibilità del prestito, sulla rapidità di emissione e sulla durata.                                                                                                                               
Il Mix Market elenca 100 fondi operanti nel settore della micro finanza che gestiscono più di 4 miliardi di dollari con ampie prospettive di rapida crescita in futuro.                                                                                               
Questi vengono classificati come:

1. Fondi Commerciali: fondi orientati al conseguimento di profitti finanziari.

2. Fondi Non commerciali: fondi con lo scopo, parziale o esclusivo, di promuovere la Microfinanza.

3. Fondi commerciali con obiettivi di lungo periodo: fondi che non hanno come unico obiettivo la ricerca di profitti.


Questa ingente quantità di capitale può significare per le MFI la possibilità di ampliare significativamente il proprio raggio d’azione, in modo da sostenere il maggior numero di progetti possibile senza doverne mettere in coda altri. (MCI)

 

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Aprile 2009 15:17
 
TESI DI LAUREA UTILIZZANDO MIGRANTI E BANCHE PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Marcocci   
Lunedì 20 Aprile 2009 20:56

Microcredito: utopia o realtà? Il caso dell'Ecuador - tesi di laurea di MARIA DI MASSIMO 

MIGRANTI E BANCHE ha costituito una preziosa fonte per la tesi di laurea di Maria Di Massimo che, laureatasi in Economia della Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo, presso l'Università "La Sapienza" di Roma, ha discusso una tesi in Sociologia dello Sviluppo dal titolo "Microcredito: utopia o realtà? Il caso dell'Ecuador".
Le informazioni, le notizie, gli studi e le analisi riportate nel corso di questi mesi di attività su MIGRANTI E BANCHE hanno contribuito a rendere la tesi completa ed esaustiva, a testimonianza che il progetto fin qui intrapreso da MIGRANTI E BANCHE è incanalato sul binario giusto.  
Per Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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