AMERICA LATINA E CARAIBI: 2010 ROSEO PER LE RIMESSE Stampa
Mercoledì 10 Marzo 2010 17:21

AMERICA LATINA E CARAIBI: 2010 ROSEO PER LE RIMESSE

Di: redazione migranti e banche – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Le rimesse di denaro che i migranti latino americani e caraibici manderanno verso i propri Paesi di origine nel corso del 2010 non subiranno contrazioni rispetto al 2009, quando si registrò una diminuzione del flusso del 15% rispetto al 2008.
Questo è quanto emerge da uno studio presentato dal FOMIN (Fondo Multilateral de Inversiones) del BID (Banco Interamericano de Desarrollo) che evidenzia che le rimesse in America Latina e nei Carabi nel 2009 sono state per circa 58.800 milioni di dollari.
Il 2009 è stato il primo hanno nel quale si è registrata una riduzione rispetto a quello precedente; dal 2000 al 2008 si è sempre assistito ad un incremento del volume delle rimesse mediamente intorno al 17%. Tuttavia già dal 2006 le rimesse hanno iniziato a rallentare drasticamente il loro valore e man mano che la crisi avanzava le rimesse diminuivano.
Anche nel 2009 in ogni modo, nonostante il picco del 15% rispetto al 2008, le rimesse sono state un’entrata importantissima per milioni di persone e per l’economia di molti Paesi come per esempio Haiti, Guatemala, Honduras, Nicaragua ed El Salvador dove hanno contribuito per circa il 10% al PIL locale.
La relazione del FOMIN sottolinea anche che, se considerato nel suo complesso, il flusso delle rimesse verso l’America Latina ed i Carabi ha iniziato a stabilizzarsi già a partire dal terzo trimestre del 2009. Il trend negativo sta quindi terminando anche se nel breve periodo sarà pressoché impossibile assistere ad un recupero considerevole a causa dell’incertezza che ancora regna sull’economia dei principali Paesi da cui le rimesse hanno origine.
Lo studio del FOMIN, inoltre, evidenzia come il Messico, che è il Paese che catalizza il maggior flusso delle rimesse tra i Paesi dell’area in questione, abbia registrato nel 2009 una contrazione del 16% rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, in Messico sono entrate nel 2009 rimesse per un valore di circa 21.100 milioni di dollari americani. Questo Paese poi ha una caratteristica peculiare in quanto, a differenza degli altri Pesi dell’area, riceve le rimesse esclusivamente dagli USA dove la crisi ha portato molta disoccupazione nei settori - come ad esempio quello edile - dove sono impiegati molti migranti messicani.
Prendendo in considerazione per intero l’America Centrale, fermo restando quanto ora detto per il Messico, la riduzione del flusso delle rimesse registrata nel 2009 rispetto al 2008 è stata di circa il 9%. Infatti, pur dipendendo i Paesi dell’Area dal flusso proveniente dagli USA (in netto calo), vi sono molte rimesse tra i Paesi dell’area stessa, come ad esempio quelle che dal Costa Rica raggiungono il Nicaragua.
Il Paese dell’America Latina che ha registrato la maggiore contrazione del flusso delle rimesse nel 2009 è stato il Brasile (-34%). Tuttavia questo dato merita un commento a parte in quanto la diminuzione delle rimesse in entrata ha iniziato a verificarsi ancor prima della crisi economica mondiale: gli emigrati brasiliani, infatti, attratti dalle buone prospettive economiche del Brasile, stanno ritornando nel proprio Paese che, non a caso, fa parte dei Paesi “BRIC”.
Una caratteristica delle rimesse dei migranti latinoamericani e caraibici è quella che il loro ammontare subisce un innalzamento nel periodo natalizio e per la festa della mamma (el Dia de la Madre).
Infine va menzionato il ruolo importante che ricopre il tasso di cambio che viene applicato alle rimesse. In particolare in Ecuador e Perù, Paesi che ricevono importanti flussi dall’Europa (Spagna ed Italia in primis), a causa del favorevole cambio dell’euro rispetto al dollaro registrato per tutto il 2009, è stato possibile mitigare la contrazione generale del flusso causata dalla crisi.